ITALIANI ALL’ESTERO
Conclusa al
Museo dell’emigrazione italiana
L’assessore
Luigina Di Liegro si farà portavoce delle istanze emerse nei 3 giorni di dibattito
al tavolo della Conferenza Stato Regioni Prov. Autonome e Cgie
ROMA – Si è conclusa
ieri con la visita al Museo dell’emigrazione italiana presso il Complesso del
Vittoriano a Roma,
A salutare i circa 75 delegati delle associazioni laziali all’estero convocati dall’assessore alle politiche sociali della Regione Luigina Di Liegro, a 11 anni di distanza dalla precedente Conferenza, il direttore del Museo Alessandro Nicosia, che ha segnalato un’analogia tra l’appuntamento regionale e le finalità del MEI. “Si tratta di contribuire alla comprensione del fenomeno dell’emigrazione italiana - ha spiegato Nicosia - come momento cruciale nella storia politica, sociale ed economica del nostro Paese”.
Un fenomeno sulla
cui evoluzione questa V Conferenza ha voluto riflettere, per far emergere una
nuova consapevolezza di ciò che è oggi la collettività laziale all’estero e
quella italiana più in generale. “Le realtà dell’emigrazione italiana non sono
più da assistere – ha rilevato Giulia Rodano, assessore regionale alla cultura,
spettacolo e sport -, ma sono occasioni di sviluppo per il nostro Paese”.
Un approccio, dunque, più complesso e unitario che, oltre a mettere insieme tutti gli strumenti più efficaci, includa una maggiore coordinazione degli interventi a livello nazionale. L’assenza di questa continuità di azione nelle politiche per l’emigrazione, coordinate a livello nazionale, oggi infatti si paga – ha ricordato il segretario generale del Cgie, Elio Carozza, intervenuto prima della visita al Mei. “La crisi finanziaria in cui versiamo mette a rischio il delicato rapporto tra il nostro paese e gli emigrati e se la politica non si allerta ad intervenire, - ha detto Carozza - si rischia di rompere il legame con i nostri emigrati. Dobbiamo prendere coscienza che oggi, e per il futuro, gli emigrati sono una vera e propria risorsa per il mercato, l’economia e la cultura del nostro Paese nel mondo”. Carozza auspica poi “un programma di educazione civica all’interno delle scuole che favorisca lo studio della nostra emigrazione, capace di sviluppare nei giovani una cultura dell’accoglienza e dell’integrazione ed evitare assurde derive razziste, a cui purtroppo spesso assistiamo, nei confronti degli immigrati”.
Miriam Cipriani,
direttore regionale dei servizi sociali, ha ricordato che in questa nuova fase
dell’emigrazione laziale nel mondo “le realtà associative sono chiamate ad avere
un ruolo da protagonista nel riavvicinare le nuove generazioni di figli e discendenti
di emigrati alla propria terra d’origine. Il ruolo dei giovani in questo nuovo
contesto internazionale è e sarà essenziale. Il nostro comune obiettivo deve
essere quello di ascoltare le loro esigenze - ha detto
Svolta che gli stessi giovani delegati hanno chiesto nel corso dei lavori della Conferenza, insistendo sulla necessità - condivisa dai rappresentanti della Regione - di continuare a diffondere la lingua e la cultura italiana, attraverso forme di collaborazione con le università, di un maggiore utilizzo delle tecnologie informatiche e interattive e di un intervento a livello nazionale a favore del riconoscimento dei titoli di studio conseguiti nei Paesi di emigrazione.
“Lo spirito di questa V Conferenza Regionale dell’Emigrazione – ha concluso l’assessore Luigina Di Liegro - è stato quello di realizzare una programmazione partecipata, che tenesse conto dei cambiamenti strutturali intervenuti nell’emigrazione laziale all’estero, del diverso contesto istituzionale e normativo in cui si inserisce la politica dell’emigrazione, delle specificità del paese di residenza degli emigrati”.
“L’obiettivo dell’assessorato
deve esser quello di far divenire gli
emigrati laziali mediatori del mondo globale e anello di congiunzione con