INFORM - N. 222 - 30 novembre 2009


ITALIANI ALL’ESTERO

Conclusa al Museo dell’emigrazione italiana la V Conferenza regionale dell’emigrazione “Lazio nel mondo”

L’assessore Luigina Di Liegro si farà portavoce delle istanze emerse nei 3 giorni di dibattito al tavolo della Conferenza Stato Regioni Prov. Autonome e Cgie

 

ROMA – Si è conclusa ieri con la visita al Museo dell’emigrazione italiana presso il Complesso del Vittoriano a Roma, la V Conferenza regionale dell’emigrazione “Lazio nel mondo”.

A salutare i circa 75 delegati delle associazioni laziali all’estero convocati dall’assessore alle politiche sociali della Regione Luigina Di Liegro, a 11 anni di distanza dalla precedente Conferenza, il direttore del Museo Alessandro Nicosia, che ha segnalato un’analogia tra l’appuntamento regionale e le finalità del MEI. “Si tratta di contribuire alla comprensione del fenomeno dell’emigrazione italiana - ha spiegato Nicosia - come momento cruciale nella storia politica, sociale ed economica del nostro Paese”.

Un fenomeno sulla cui evoluzione questa V Conferenza ha voluto riflettere, per far emergere una nuova consapevolezza di ciò che è oggi la collettività laziale all’estero e quella italiana più in generale. “Le realtà dell’emigrazione italiana non sono più da assistere – ha rilevato Giulia Rodano, assessore regionale alla cultura, spettacolo e sport -, ma sono occasioni di sviluppo per il nostro Paese”. La Rodano ha poi ribadito l’approccio che la politica deve adottare al fenomeno, già rilevato nei giorni scorsi dall’assessore Di Liegro: “Diversi assessorati coinvolti nei vari aspetti dell’emigrazione devono ripensare insieme gli strumenti per lavorare in questo campo – ha detto la Rodano – e occorre fare modo che lo studio dell’emigrazione, con i viaggi, le sofferenze e i successi, divenga utile per la costruzione di una cultura di tolleranza e di integrazione nel nostro Paese ormai meta di immigrazione”.

Un approccio, dunque, più complesso e unitario che, oltre a mettere insieme tutti gli strumenti più efficaci, includa una maggiore coordinazione degli interventi a livello nazionale. L’assenza di questa continuità di azione nelle politiche per l’emigrazione, coordinate a livello nazionale, oggi infatti si paga – ha ricordato il segretario generale del Cgie, Elio Carozza, intervenuto prima della visita al Mei. “La  crisi finanziaria in cui versiamo mette a rischio il delicato rapporto tra il nostro paese e gli emigrati e se la politica non si allerta ad intervenire, - ha detto Carozza - si rischia di rompere il legame con i nostri emigrati. Dobbiamo prendere coscienza che oggi, e per il futuro, gli emigrati sono una vera e propria risorsa per il mercato, l’economia e la cultura del nostro Paese nel mondo”. Carozza auspica poi “un programma di educazione civica all’interno delle scuole che favorisca lo studio della nostra emigrazione, capace di sviluppare nei giovani una cultura dell’accoglienza e dell’integrazione ed evitare assurde derive razziste, a cui purtroppo spesso assistiamo, nei confronti degli immigrati”.

Miriam Cipriani, direttore regionale dei servizi sociali, ha ricordato che in questa nuova fase dell’emigrazione laziale nel mondo “le realtà associative sono chiamate ad avere un ruolo da protagonista nel riavvicinare le nuove generazioni di figli e discendenti di emigrati alla propria terra d’origine. Il ruolo dei giovani in questo nuovo contesto internazionale è e sarà essenziale. Il nostro comune obiettivo deve essere quello di ascoltare le loro esigenze - ha detto la Cipriani, - operando una svolta nelle strategie di comunicazione e di interazione con i giovani delle comunità di emigrati all’estero”.

Svolta che gli stessi giovani delegati hanno chiesto nel corso dei lavori della Conferenza, insistendo sulla necessità - condivisa dai rappresentanti della Regione - di continuare a diffondere la lingua e la cultura italiana, attraverso forme di collaborazione con le università, di un maggiore utilizzo delle tecnologie informatiche e interattive e di un intervento a livello nazionale a favore del riconoscimento dei titoli di studio conseguiti nei Paesi di emigrazione.

“Lo spirito di questa V Conferenza Regionale dell’Emigrazione – ha concluso l’assessore Luigina Di Liegro - è stato quello di realizzare una programmazione partecipata, che tenesse conto dei cambiamenti strutturali intervenuti nell’emigrazione laziale all’estero, del diverso contesto istituzionale e normativo in cui si inserisce la politica dell’emigrazione, delle specificità del paese di residenza degli emigrati”.

“L’obiettivo dell’assessorato deve esser quello di far divenire gli emigrati laziali mediatori del mondo globale e anello di congiunzione con la Regione Lazio, per non disperdere il nostro patrimonio culturale e la memoria del nostro paese. Per questo mi impegno, insieme all’assessore Rodano, a far creare uno spazio all’interno del sito web della Regione dedicato ai laziali all’estero e una newsletter per dare informazioni su quello che accade in Italia e nei paesi degli emigranti”.

La Di Liegro ha infine garantito di farsi portatrice delle istanze emerse nel corso dei lavori dal dibattito dei rappresentanti dell’associazionismo al tavolo della Conferenza Stato Regioni e Cgie in corso oggi a Roma. (Inform)

 


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