MEMORIA STORICA
Una delegazione trentina, guidata dall'assessore Panizza,
in visita nella capitale ceca
A Praga l'incontro nel ricordo dei profughi di Boemia
Erano presenti i sindaci della valle di Ledro e i promotori
del gemellaggio
TRENTO - L’Associazione Praga-Aquisgrana,
l’Associazione degli Amici d’Italia e
Nel 1914
Da qui è nato il gemellaggio tra tutti i comuni della
val di Ledro e i comuni della Repubblica Ceca che ospitarono i profughi italiani,
che nel giugno di quest'anno ha portato ad un incontro tra i discendenti di
quell'epopea. Un momento che ha visto la celebrazione della Santa Messa a Svatá
Hora presso Příbram,
dove sorge il santuario che ospita il monumento a ricordo di tutti i Ledrensi
morti in terra Boema.
Ieri il gemellaggio ha vissuto un nuovo momento di incontro
con la visita della deglazione italiana a Praga. La
delegazione italiana era composta dall'assessore Franco Panizza, dai sindaci della valle di Ledro e dal dal presidente dell'Unione dei comuni della valle Giuliano
Pellegrini. I rappresentanti italiani hanno incontrato tra gli altri Fabio Pigliapoco, Ambasciatore della Repubblica Italiana nella Repubblica
Ceca, Vladimir Zavázal, Ambasciatore della Repubblica
Ceca in Italia, Miroslava Němcová, Vicepresidente della Camera dei deputati del
Parlamento della Repubblica Ceca, il vice ministro alle finanze Ivan Fuksa e il rappresentante dei sindaci boemi, Tomas Havlicek.
"La conoscenza, la conservazione e la riscoperta,
socialmente condivisa, dei patrimoni ereditati dal passato e le testimonianze
della storia delle comunità, e più in generale, di un territorio nel suo insieme,
- ha spiegato l'assessore Panizza - costituiscono
dei momenti fondamentali per consolidare l’identità di un popolo, per permettere
di vivere in modo originale le contraddizioni della quotidianità e per compiere
scelte che sappiano trovare equilibrio e sintesi tra valori del passato e problematiche
del presente, prefigurando una modernizzazione che si qualifichi per la forza
delle radici di appartenenza delle persone e delle comunità".
"Con le cerimonie del giugno dell’anno scorso in
Valle di Ledro e di quest’anno in Boemia - ha detto il presidente Giuliano Pellegrini
- gli amministratori dei Comuni Ledrensi e Boemi,
apponendo le loro firme sul patto di gemellaggio tra i sei Comuni della Valle
di Ledro e gli otto Comuni Boemi di Buštěhrad,
Chyňava, Doksy, Milín, Nový Knín,
Příbram, Ptice, Všeň, sono andati a ufficializzare con una grande partecipazione
popolare, l’incontro che è avvenuto nel corso della prima guerra mondiale tra
la gente di Ledro e di Boemia. E’ stata l’occasione per ricordare, grazie alle
lapidi poste nei cimiteri Boemi e al monumento a Svatá Hora, i 340 Ledrensi che riposano nei cimiteri della Boemia. In Boemia
i Ledrensi hanno ritrovato tanti amici come novant’anni
fa, e l’amicizia è la migliore garanzia per credere nel futuro dell’Europa dei
popoli e della gente".
Una curiosità. Uno degli incontri si è tenuto presso
il palazzo della famiglia Clam-Gallas, il cui capostipite,
Matteo Gallasso, il cui nome fu poi mutato in Matthias
Gallas, nacque a Trento nel 1584 dove iniziò la sua
carriera militare. Nella giornata successiva, la delegazione italiana ha visitato
le più importanti istituzioni ceche,
"Ci unisce, inoltre - ha concluso Panizza - lo stemma dell’aquila di San Venceslao
il cui uso fu concesso nel 1339 da Giovanni, re di Boemia e conte di Lussemburgo,
a Nicolò da Bruna (anch’egli boemo) quando egli fu eletto Principe Vescovo di
Trento. L'aquila di San Venceslao
divenne successivamente, nel 1407, lo stemma – oltre che del Principato Vescovile
– anche della città di Trento e nel 1987 fu infine adottata dalla Giunta provinciale
di Trento quale stemma della Provincia autonoma. Ed oggi ho l'onore di farvi
dono dell'Aquila". (Inform)