INFORM - N. 221 - 27 novembre 2009


CAMERA DEI DEPUTATI

Soddisfazione di Franco Narducci (Pd) per l’approvazione della risoluzione sulle celebrazioni all'estero del 150° anniversario dell'Unità d'Italia

 

ROMA –Nella seduta del 26 novembre la Commissione Esteri della Camera, presente il sottosegretario agli Esteri Alfredo Mantica, ha discusso ed approvato una risoluzione “Sulle celebrazioni all'estero del centocinquantesimo anniversario dell'Unità d'Italia” (v. Inform di oggi, http://www.mclink.it/com/inform/art/09n22104.htm).

Primo firmatario della risoluzione l’on. Franco Narducci (Pd), che esprime soddisfazione per l’approvazione. Il deputato eletto nella ripartizione Europa e vice presidente della Commissione,sottolinea che la risoluzione è stata “approvata con il contributo costruttivo del dibattito in Commissione e con il pieno consenso del Governo”, si impegna il Governo stesso “ad assumere iniziative affinché la rete consolare e degli istituti italiani di cultura, in collaborazione con gli organismi di rappresentanza e dell'associazionismo italiano operanti all'estero e in Italia a livello regionale, programmi ed effettui una eventi celebrativi a carattere storico-culturale - in America Latina, nel Nord America, in Australia, in Africa e in Europa - diretti a rafforzare le radici del concetto di italianità nel mondo, nell'ambito delle iniziative per il centocinquantesimo anniversario dell'Unità, anche nell'auspicio che il Ministero degli Affari Esteri sia tempestivamente inserito nel Comitato interministeriale istituito a tal fine”.

Le iniziative segnalate con la risoluzione non comportano oneri significativi poiché hanno come punto di riferimento organizzativo la rete delle istituzioni italiane all'estero; e “non devono trascurare la commemorazione delle grandi tragedie dei lavoratori italiani all'estero, che devono essere ricordate anche ai discendenti italiani”.  L’auspicio è che le celebrazioni siano un “momento forte di riscoperta” del “senso di appartenenza ad una comune identità italiana” pur nella salvaguardia delle “specificità regionali che all'estero sono effettivamente molto sentite”. (Inform)

 

 


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