INFORM - N. 221 - 27 novembre 2009


ITALIANI ALL’ESTERO

Aperta a Frascati la V Conferenza regionale dell’emigrazione “Lazio nel mondo”

L’incontro, che si concluderà il 29 novembre, è stato convocato dall’assessore alle politiche sociali Luigina Di Liegro a 11 anni di distanza dalla precedente Conferenza

 

ROMA – Si sono riuniti a Frascati i delegati laziali nel mondo della V Conferenza regionale dell’Emigrazione chi si terrà fino a domani presso Villa Campitelli e si concluderà domenica 29 novembre al Vittoriano di Roma.

A salutare i membri di associazioni di emigrati laziali all’estero, della Consulta regionale dell’emigrazione insieme a rappresentanti di enti e organismi impegnati nel campo e convocati dall’assessore regionale alle politiche sociali e delle sicurezze Luigina Di Liegro, il vescovo di Frascati mons. Raffaele Martinelli. Ha ribadito la necessità che lo sguardo nei confronti dei migranti non li inquadri come un problema all’interno delle nostre società ma piuttosto li identifichi in termini di opportunità e risorsa. “E’ doveroso assicurare il rispetto della dignità personale dell’emigrante e favorire il ricongiungimento delle famiglie, perché esse possano garantire quell’ambito di accoglienza necessario per superare la solitudine e divenire il veicolo di un’integrazione indispensabile alla convivenza pacifica di culture diverse – ha detto mons. Martinelli. – Un’integrazione che non significa assimilazione, ma accoglienza e rispetto dei valori della società in cui si è scelto di vivere pur mantenendo la propria identità culturale”. Il vescovo ha spiegato che per la Chiesa nessuno è straniero: “Solo così  la convivenza pacifica tra popoli ed etnie diverse può divenire la fonte di un arricchimento reciproco” .

Bruno Astorre, presidente del Consiglio regionale del Lazio, ha ricordato nel suo intervento l’importanza dell’emigrazione italiana all’estero: “Spesso non si ha la consapevolezza di quanto la nostra stessa Regione abbia contribuito in termini numerici alla diaspora italiana”, ha detto manifestando l’intenzione di intensificare d’ora in poi le occasioni di incontro di questo tipo e l’approccio multidisciplinare attraverso cui si guarda ai corregionali emigrati.

Anche Giuseppe Mariani, presidente della Giunta regionale dell’emigrazione, ha rilevato la necessità di incrementare gli incontri e la visibilità della rete dei corregionali nel mondo, ricordando come un lasso di tempo troppo lungo sia trascorso dalla convocazione (nel 1998) dell’ultima Conferenza regionale. “Voi coniugate nel modo più riuscito e più concreto le parole chiave che oggi si sentono echeggiare nel nostro Paese: accoglienza, solidarietà e diritti.  a narrazione delle vostre storie e di questa realtà – ha aggiunto – è indispensabile per farci riflettere sulle nostre fragilità, quelle di un Paese che troppo spesso dimentica le sue origini e la sua storia, l’esempio di tanti italiani all’estero che oggi sono l’emblema della nostra migliore ricchezza e generosità”. Mariani ha espresso l’augurio che i lavori della Conferenza possano divenire un momento di riflessione forte per la politica e “di rilancio nello stesso tempo della componente emigrata, di ciò che essa può fare per il Paese, specie se si saprà garantire una continuità di legame anche attraverso le giovani generazioni”.

Il sindaco di Frascati Stefano Di Tommaso ha ricordato quindi la specificità del territorio che amministra e della sua gente: “Anche qui da tempo ci confrontiamo con le migrazioni legate al lavoro e con collettività che da stagionali si sono stabilite qui definitivamente – ha detto ricordando i numerosi abruzzesi e marchigiani immigrati in città, oltre ai 452 concittadini residenti oggi all’estero. “Grazie alla presenza di importati centri di ricerca scientifica, in cui lavorano molti studiosi stranieri, Frascati è uscita dalla sua dimensione provinciale – ha precisato il sindaco, ribadendo la necessità di colmare il debito conoscitivo nei confronti dei connazionali emigrati. “Un dovere non solo per ricordare e ricostruire il passato – ha aggiunto – ma soprattutto per guardare con più lucidità al nostro futuro, specie perché se in Italia non si riesce a guardare con positività agli immigrati, all’estero essi, inclusi i nostri connazionali, sono la chiave del progresso”.

Il direttore generale del ministero degli Affari Esteri per gli Italiani all’estero Carla Zuppetti - nata ad Isola del Liri, un comune in provincia di Frosinone  molto coinvolto dall’emigrazione italiana verso l’estero negli anni passati - ha ribadito la necessità istituzionale di guardare a questa realtà in maniera unitaria e sinergica. “L’approccio unitario è essenziale – ha detto – per condividere delle tematiche e fare delle scelte consapevoli così da poter meglio usare le risorse a nostra disposizione. Solo così potremmo infatti dare l’immagine di un Paese che si muove insieme con i suoi emigranti e per essi, per valorizzare a pieno raggio tutta questa realtà”. Strumento centrale per raggiungere questa unitarietà di azione è anche la Conferenza Stato-Regioni-Province Autonome-Cgie, la cui assemblea è in programma lunedì 30 novembre a Roma. Carla Zuppetti ha infine ricordato il ruolo dell’associazionismo d’emigrazione e l’importanza del coinvolgimento delle giovani generazioni nell’individuazione di meccanismi utili alla valorizzazione delle collettività emigrate.

“Solo un Paese capace di mantenere e tutelare la propria memoria, può dare forma ad una prospettiva significativa sul futuro”, ha concluso Carla Zuppetti, ricordando a questo proposito le potenzialità e il successo di pubblico già registrato dal Museo nazionale dell’emigrazione italiana, inaugurato recentemente a Roma presso il Complesso monumentale del Vittoriano. (Viviana Pansa – Inform)

 

 


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