ITALIANI ALL’ESTERO
Aperta a Frascati
L’incontro, che si concluderà il 29 novembre, è stato
convocato dall’assessore alle politiche sociali Luigina Di Liegro
a 11 anni di distanza dalla precedente Conferenza
ROMA – Si sono riuniti a Frascati i delegati laziali
nel mondo della V Conferenza regionale dell’Emigrazione chi si terrà fino a
domani presso Villa Campitelli e si concluderà domenica
29 novembre al Vittoriano di Roma.
A salutare i membri di associazioni di emigrati laziali all’estero, della Consulta regionale dell’emigrazione insieme
a rappresentanti di enti e organismi impegnati nel campo e convocati dall’assessore
regionale alle politiche sociali e delle sicurezze Luigina Di Liegro, il vescovo di Frascati mons. Raffaele Martinelli.
Ha ribadito la necessità che lo sguardo nei confronti dei migranti non li inquadri
come un problema all’interno delle nostre società ma piuttosto li identifichi
in termini di opportunità e risorsa. “E’ doveroso assicurare il rispetto della
dignità personale dell’emigrante e favorire il ricongiungimento delle famiglie,
perché esse possano garantire quell’ambito di accoglienza necessario per superare
la solitudine e divenire il veicolo di un’integrazione indispensabile alla convivenza
pacifica di culture diverse – ha detto mons. Martinelli. – Un’integrazione che
non significa assimilazione, ma accoglienza e rispetto dei valori della società
in cui si è scelto di vivere pur mantenendo la propria identità culturale”.
Il vescovo ha spiegato che per
Bruno Astorre, presidente del
Consiglio regionale del Lazio, ha ricordato nel suo intervento l’importanza
dell’emigrazione italiana all’estero: “Spesso non si ha la consapevolezza di
quanto la nostra stessa Regione abbia contribuito in termini numerici alla diaspora
italiana”, ha detto manifestando l’intenzione di intensificare d’ora in poi
le occasioni di incontro di questo tipo e l’approccio multidisciplinare attraverso
cui si guarda ai corregionali emigrati.
Anche Giuseppe Mariani, presidente della Giunta regionale
dell’emigrazione, ha rilevato la necessità di incrementare gli incontri e la
visibilità della rete dei corregionali nel mondo, ricordando come un lasso di
tempo troppo lungo sia trascorso dalla convocazione (nel 1998) dell’ultima Conferenza
regionale. “Voi coniugate nel modo più riuscito e più concreto le parole chiave
che oggi si sentono echeggiare nel nostro Paese: accoglienza, solidarietà e
diritti. a narrazione delle vostre storie e di questa realtà – ha aggiunto
– è indispensabile per farci riflettere sulle nostre fragilità, quelle di un
Paese che troppo spesso dimentica le sue origini e la sua storia, l’esempio
di tanti italiani all’estero che oggi sono l’emblema della nostra migliore ricchezza
e generosità”. Mariani ha espresso l’augurio che i lavori della Conferenza possano
divenire un momento di riflessione forte per la politica e “di rilancio nello
stesso tempo della componente emigrata, di ciò che essa può fare per il Paese,
specie se si saprà garantire una continuità di legame anche attraverso le giovani
generazioni”.
Il sindaco di Frascati Stefano Di Tommaso ha ricordato
quindi la specificità del territorio che amministra e della sua gente: “Anche
qui da tempo ci confrontiamo con le migrazioni legate al lavoro e con collettività
che da stagionali si sono stabilite qui definitivamente – ha detto ricordando
i numerosi abruzzesi e marchigiani immigrati in città, oltre ai 452 concittadini
residenti oggi all’estero. “Grazie alla presenza di importati centri di ricerca
scientifica, in cui lavorano molti studiosi stranieri, Frascati è uscita dalla
sua dimensione provinciale – ha precisato il sindaco, ribadendo la necessità
di colmare il debito conoscitivo nei confronti dei connazionali emigrati. “Un
dovere non solo per ricordare e ricostruire il passato – ha aggiunto – ma soprattutto
per guardare con più lucidità al nostro futuro, specie perché se in Italia non
si riesce a guardare con positività agli immigrati, all’estero essi, inclusi
i nostri connazionali, sono la chiave del progresso”.
Il direttore generale del ministero degli Affari Esteri
per gli Italiani all’estero Carla Zuppetti - nata
ad Isola del Liri, un comune in provincia di Frosinone molto coinvolto
dall’emigrazione italiana verso l’estero negli anni passati - ha ribadito la
necessità istituzionale di guardare a questa realtà in maniera unitaria e sinergica.
“L’approccio unitario è essenziale – ha detto – per condividere delle tematiche
e fare delle scelte consapevoli così da poter meglio usare le risorse a nostra
disposizione. Solo così potremmo infatti dare l’immagine di un Paese che si
muove insieme con i suoi emigranti e per essi, per valorizzare a pieno raggio
tutta questa realtà”. Strumento centrale per raggiungere questa unitarietà di
azione è anche
“Solo un Paese capace di mantenere
e tutelare la propria memoria, può dare forma ad una prospettiva significativa
sul futuro”, ha concluso Carla Zuppetti, ricordando
a questo proposito le potenzialità e il successo di pubblico già registrato
dal Museo nazionale dell’emigrazione italiana, inaugurato recentemente a Roma
presso il Complesso monumentale del Vittoriano. (Viviana Pansa
– Inform)