INFORM - N. 221 - 27 novembre 2009


VERSO COPENAGHEN

La FOCSIV consegna alla Presidenza del Consiglio dei ministri le firme della campagna “Crea un clima di giustizia”

 

ROMA - A pochi giorni dall’inizio dei lavori del Vertice sul clima che si terrà a Copenaghen dal 7 al 19 dicembre e dopo un anno di attività di sensibilizzazione e mobilitazione la FOCSIV consegna oggi pomeriggio alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, a Palazzo Chigi, le firme raccolte fino ad oggi della campagna “Crea un clima di giustizia”.

L’iniziativa - nell’ambito della campagna sugli Obiettivi di Sviluppo del Millennio Target 2015 “I poveri non possono aspettare” e del più ampio contesto della campagna internazionale Poverty and Climate justice promossa dalla CIDSE (la rete delle agenzie di sviluppo della Chiesa cattolica in Europa e Nord America) e da Caritas Internationalis - è promossa dalla FOCSIV insieme all’Ufficio nazionale per i problemi sociali e il lavoro e a quello per la Cooperazione missionaria tra le Chiese della Conferenza Episcopale Italiana e insieme alle principali sigle dell’associazionismo cattolico (in allegato l’appello con tutte le sigle). Scopo della campagna è sollecitare un rinnovato impegno da parte del Governo per un accordo equo e vincolante sul clima a Copenaghen.

“Le recenti dichiarazioni degli Stati Uniti e della Cina sugli obiettivi di riduzione delle emissioni, le decisioni del Consiglio europeo di Bruxelles del 30 ottobre che stimano in 100 miliardi di euro l’anno entro il 2020 il pacchetto di aiuti internazionali ai paesi più poveri – dichiara Sergio Marelli, direttore generale della FOCSIV - se da una parte testimoniano un cambiamento di rotta rispetto alle previsioni pessimistiche sul vertice, dall’altra sono comunque obiettivi al ribasso non all’altezza della sfida che abbiamo davanti”.

Alla luce della mozione parlamentare approvata alla Camera, che impegna il Governo ad adottare misure a favore del risparmio energetico e dello sviluppo sostenibile in occasione del vertice di Copenaghen, e della recente risoluzione del Parlamento europeo che sollecita un contributo europeo di 30 miliardi di euro annui entro il 2020 sui 100 miliardi complessivi del sostegno pubblico internazionale necessario, il Governo “deve prendere atto della volontà espressa dall’organo di rappresentanza popolare”, sottolinea Marelli, che poi aggiunge: “ricordiamo che sono i paesi più poveri a soffrire gli effetti del cambiamento climatico, e che un impegno adeguato da parte dei paesi industrializzati, sia in termini di riduzione delle emissioni che di sostegno finanziario per l’adattamento è una questione di equità e di giustizia nella lotta comune al cambiamento climatico”. (Inform)

 


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