CAMERA DEI DEPUTATI
I 150 anni dell’Unità d’Italia e gli Italiani
all’estero
Nella risoluzione approvata dalla III commissione
si chiede l’inclusione del ministro degli Affari Esteri nel Comitato interministeriale
istituito per le celebrazioni dell'anniversario dell’Unità d’Italia
ROMA - Nella seduta di giovedì 26 novembre la commissione Esteri della Camera ha discusso ed approvato una risoluzione “Sulle celebrazioni all'estero del centocinquantesimo anniversario dell'Unità d'Italia”. Franco Narducci (Pd), che della risoluzione è primo firmatario, ha affermato che l’anniversario “rappresenta un'occasione per ripercorrere la storia dell'emigrazione italiana, e in questo senso potrà avvalersi dello straordinario patrimonio conservato presso il Museo nazionale dell'emigrazione”, auspicando che le celebrazioni “coinvolgano le comunità italiane all'estero”. Comunità - ha osservato - che “sono cresciute, si sono irrobustite fino a rappresentare oggi una rete di collegamento importantissima per un Paese che si attestato tra le maggiori potenze economiche globali”. Le iniziative da realizzare non comportano oneri significativi ma sola buona volontà politica, avendo per riferimento organizzativo la rete delle istituzioni italiane all'estero. Narducci infine auspicato un rafforzato ruolo da parte dell'amministrazione degli Affari Esteri, pur nella consapevolezza che non incombe sulla Farnesina la diretta responsabilità del coordinamento delle celebrazioni dell'anniversario.
Il sottosegretario Alfredo Mantica ha fatto presente che il ministero degli Esteri, pur non facendo parte del Comitato interministeriale preposto all'organizzazione delle celebrazioni, intende esercitare un ruolo di sostegno e ha già avanzato alcune proposte, quale l'indizione di un vertice di capi di Stato scelti tra i Paesi più interessati dall'emigrazione italiana, al fine di portare l'attenzione sul tema al più alto livello istituzionale possibile. E’ stata altresì avanzata la proposta di una visita del presidente della Repubblica presso la città di Wolfsburg in Germania, uno dei luoghi simbolo dell'emigrazione italiana. Il ministero ha inoltre provveduto ad istituire al suo interno un comitato per l'organizzazione delle manifestazioni, che si avvarrà della rete estera.
Nel ricordare il suo ruolo di presidente della Commissione nazionale per la promozione della cultura italiana all'estero, Mantica ha poi assicurato che l'anniversario del 2011 costituirà il filo condutture di tutte le iniziative culturali che saranno assunte all'estero. Inoltre, è in via di definizione una sorta di «kit» per la realizzazione di iniziative da tenere con il sostegno del Museo Nazionale dell'emigrazione italiana. Tra le possibili concrete manifestazioni da organizzare, la proiezione di film, la diffusione di musiche e canzoni, documentari di ricostruzione storica e di materiale sulla storia del nostro Paese. Eventi da tenersi ovunque sia presente un Istituto italiano di cultura.
Nel dibattito - dopo che il presidente della commissione Stefano Stefani (Lnp) ha detto di ritenere “incomprensibile e sconcertante” che il Mae non sia stato incluso nel Comitato interministeriale per le celebrazioni dell'anniversario - sono intervenuti i deputati Gianni Farina (Pd), Claudio D’Amico (Lnp), Mario Barbi (Pd),e in sede di replica Narducci. Tutti si sono associati al rammarico per la mancata inclusione del ministero degli Esteri nel comitato interministeriale e il presidente Stefani ha proposto e - e su questo la commissione ha concordato - che nel testo della risoluzione approvata subito dopo fosse inserito l’auspicio che anche il ministro degli Affari Esteri sia incluso nel Comitato interministeriale istituito per le celebrazioni dell'anniversario dell'Unità d'Italia. (Inform)
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Qui di seguito il nuovo testo della risoluzione approvata dalla commissione
Esteri della Camera dei Deputati
«L'unità d'Italia, l'indipendenza e la libertà sono conquiste straordinarie che vanno difese ogni giorno», come ebbe a dire il Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, celebrando al Quirinale il 4 novembre, anniversario della vittoria, giorno dell'unità nazionale e festa delle Forze armate. «Queste conquiste straordinarie - aggiunse Ciampi - vanno difese come capacità di cooperare per il bene comune, come desiderio di provare, anche individualmente, la gioia di fare qualcosa per il bene dell'Italia, per il suo prestigio nel mondo, per il benessere della nostra comunità»;
in occasione dei festeggiamenti per il 150° anniversario dell'unità d'Italia è opportuno nonché doveroso sottolineare l'importanza del ruolo e il contributo che hanno dato le comunità italiane emigrate in ogni parte del mondo alla costruzione, allo sviluppo economico e all'affermazione della nostra Nazione nel mondo. Un ruolo evidenziato ancora una volta dal Presidente Ciampi nel discorso tenuto alla II Conferenza Stato-Regioni-province autonome-CGIE: «I nostri connazionali sono un ponte prezioso con culture diverse, mantenendo intatti i valori e i tratti distintivi dell'italianità: gli affetti familiari, l'amore per la terra, la dignità nel lavoro, una profonda umanità, la tenacia, l'ingegnosità. Condividono con gli italiani in Patria la consapevolezza di essere parte di un'unica Grande Nazione, indipendentemente dai confini geografici»;
le comunità emigrate, ancor prima della proclamazione dell'unità d'Italia, hanno vissuto la propria condizione sociale e umana con un forte senso di appartenenza ad una identità ancorata ai valori culturali della madrepatria. Lo comprovano le numerose società di mutuo soccorso nate nei Paesi di emigrazione, in particolare dell'America Latina, nonché le scuole e gli ospedali italiani costruiti ovunque. La posa delle prima pietra dell'ospedale italiano di Buenos Aires, ad esempio, risale al 1854, ancor prima della proclamazione dell'indipendenza dell'Italia;
la storia dell'emigrazione italiana nel mondo è costellata di innumerevoli tragedie legate alle traversate oceaniche e ai drammi dei caduti sul lavoro. Luoghi come Marcinelle, Monongah e Mattmark hanno segnato per sempre la mappa dei luoghi dove si è consumato il sacrificio della vita di tanti cittadini italiani. La giornata del sacrificio italiano nel mondo, che si celebra l'8 agosto, riassume gli sforzi e la fatica che i nostri connazionali emigrati dovettero affrontare lontano dall'Italia, in condizioni difficili e mettendo a rischio la propria vita per il benessere dell'Italia;
in questo viaggio nella memoria per far vivere le radici del futuro in occasione del 150o anniversario dell'unità d'Italia, è necessario sentirsi legati e presenti nei luoghi stessi che hanno segnato la coscienza collettiva dei milioni d'italiani emigrati, affinché quanti hanno vissuto l'esperienza migratoria e i loro discendenti percepiscano in modo ancor più evidente, attraverso momenti istituzionali di affettuosa vicinanza, il loro legame con l'Italia,
impegna il Governo
ad assumere iniziative affinché la rete consolare e degli istituti italiani di cultura, in collaborazione con gli organismi di rappresentanza e dell'associazionismo italiano operanti all'estero e in Italia a livello regionale, programmi ed effettui una serie di eventi celebrativi a carattere storico-culturale - in America Latina, nel Nord America, in Australia, in Africa e in Europa - diretti a rafforzare le radici del concetto di italianità nel mondo, nell'ambito delle iniziative per il centocinquantesimo anniversario dell'Unità, anche nell'auspicio che il Ministero degli affari esteri sia tempestivamente inserito nel Comitato interministeriale istituito a tal fine. «Narducci, Maran, Fedi, Porta, Corsini».
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