COOPERAZIONE
ALLO SVILUPPO
Dall’Africa un messaggio per il rispetto e la dignità
della donna
ROMA - Sulla scia di quanto ha sinora fatto – ricorda
In un documento approvato all’unanimità si impegnano
i governi 1) ad adottare in tutti i Paesi una legge per la messa al bando delle
MGF; 2) armonizzare e coordinare le legislazioni nazionali in materia, soprattutto
sotto l'aspetto della natura e dell'intensità delle sanzioni; 3) promuovere
campagne di informazione e di sensibilizzazione della popolazioni e degli operatori,
misure di sostegno alle donne che decidono di sottrarsi alla pratica e di sottrarvi
le donne della propria famiglia, per evitarne l'emarginazione, l'esclusione
sociale e, conseguentemente, la poverta'.
Alla conferenza, organizzata, con il supporto e l’assistenza
della Direzione Generale per
Il Governo del Burkina Faso è stato il partner principale
dell’evento attraverso il patrocinio di Madame Chantal Compaore', moglie del
Presidente in carica, e il coinvolgimento del Ministro degli Affari Sociali,
Pascaline Tamini. Erano inoltre presenti i rappresentanti delle maggiori agenzie
delle Nazioni Unite che si occupano della campagna per l’abbandono delle MGF,
i rappresentanti delle organizzazioni africane, tra cui il Commissariato dell’Unione
africana per l’attuazione del Protocollo di Maputo, e le rappresentanti della
societa' civile dei paesi africani impegnate nella campagna.
Il coinvolgimento della Cooperazione italiana all’iniziativa
ha permesso di proseguire un dialogo politico con i Governi e le reti della
societa' civile dei paesi maggiormente interessati dalle MGF. Per questo motivo,
il contributo della DGCS alla Conferenza e' stato quello di sottolineare come
l'attenzione e l'impegno di tutti gli Stati e degli Organismi Mondiali sia fondamentale
per contrastare la pratica e di ricordare che l’obiettivo della messa a bando
delle MGF e' un tema della politica estera italiana e un impegno diretto dello
stesso Ministro Franco Frattini. Nel corso dell'ultima Assemblea Generale dell’Onu,
il Ministro ha, infatti, promosso un incontro informale con i rappresentanti
degli altri Paesi interessati al fine di favorire un maggior coinvolgimento
delle Nazioni Unite, mediante una risoluzione dell'Assemblea Generale sul tema,
per la messa al bando definitiva di questa pratica. Il contributo dei paesi
del G8, che al vertice dell’Aquila, si sono impegnati in difesa della salute
e della sicurezza alimentare, e' stato quello di ricordare che senza azioni
specifiche per la lotta alla violenza contro le donne anche quei finanziamenti
globali rischiano di non raggiungere il loro obiettivo. Per questo e' auspicabile
che i Paesi membri del G8 possano lavorare, insieme ai Governi dei paesi del
Sud del mondo, delle organizzazioni internazionali e delle associazioni delle
donne che si stanno impegnando in modo sempre piu' attivo nella attuazione delle
normative internazionali, per fare in modo che vengano definite leggi nazionali
e specifiche azioni contro la violenza sessuale e di genere.
L’approccio italiano, basato sulla a consapevolezza che
sia necessario operare per il cambiamento partendo dall’interno delle societa'
interessate e' stato particolarmente apprezzato. Ugualmente importante e' stato
il fatto che
Le problematiche in materia di Mgf sono tra le priorita'
delle politiche di genere e sviluppo della DGCS sin dall’inizio delle attivita'
della Cooperazione. Infatti, a partire dal 1991 fu finanziato un programma specifico
in Somalia, che era stato avviato a meta' degli anni ottanta con finanziamenti
del FAI (Fondo Aiuti Italiani). Da allora, i progetti volti all’abbandono della
pratica delle MGF sono stati promossi in modo continuativo dalla Cooperazione
Italiana, spesso anche come tema trasversale all’interno del settore sanitario,
in particolare a Gibuti e in Kenya e in collaborazione con UNFPA e UNICEF. Dopo
la prima 'Conferenza del Cairo per l’eliminazione delle MGF', promossa nel 2003
da Non c’e' Pace Senza Giustizia e AIDOS,