ITALIANI ALL’ESTERO
Liegi: manifestazione del Comitato di coordinamento contro
la chiusura del Consolato e per la salvaguardia della lingua e cultura italiane
Consegnate al console generale Mauro Carfagnini le oltre 5000 firme raccolte nella provincia di Liegi-Lussemburgo
LIEGI – Il Comitato di coordinamento contro la chiusura
del Consolato di Liegi ha organizzato il 23 novembre una conferenza stampa presso
la sede dell’Elicai. “Hanno partecipato all’iniziativa,
oltre agli stessi organizzatori, quasi tutti i mass media locali. Nonostante
l’invito a partecipare, con profondo rammarico, evidenziamo per l’ennesima volta,
l’assenza di tutti i giornalisti italiani” commenta Gionata
Brunetti, segretario del Pd della zona di Liegi, in
una nota con la quale dà conto della manifestazione. Hanno presenziato alla
conferenza i rappresentanti del mondo dell’associazionismo, del Pd, del Comites,
dell’Elicai, dei patronati, delle Acli, eccetera.
Scopo dell’iniziativa è stato di dare un “risalto mediatico
alla petizione popolare, contro la chiusura del Consolato di Liegi e contro
i tagli della finanziaria del governo Berlusconi alla cultura italiana nel mondo.
Brunetti riferisce che le oltre cinquemila firme raccolte,
nella provincia di Liegi-Lussemburgo, sono state consegnate
direttamente nelle mani del console generale, per testimoniargli il nostro più
totale dissenso ed affinché possa farsi portavoce presso il Ministero degli
Affari Esteri, di come gli italiani del mondo si sentano lesi nella propria
dignità. Un sentimento profondo, quello della comunità italiana, rafforzato
dalla presenza e dal sostegno di tante autorità belghe, come il presidente della
provincia di Liegi, il sindaco della città di Liege, di Oupeye, di Grace-Hollogne, europarlamentari.
Brunetti riferisce ancora che con un’occupazione
pacifica e simbolica del Consolato di Liegi, si è voluto trasmettere un segnale
alle autorità competenti. Non ci illudiamo certo - dice - che saremo presi in
forte considerazione, ma convinti dei nostri diritti rimarchiamo che, se sarà
necessario, utilizzeremo tutti i mezzi democratici a nostra disposizione per
evitare il peggio. (