INFORM - N. 219 - 25 novembre 2009


ITALIANI ALL’ESTERO

Liegi: manifestazione del Comitato di coordinamento contro la chiusura del Consolato e per la salvaguardia della lingua e cultura italiane

Consegnate al console generale Mauro Carfagnini le oltre 5000 firme raccolte nella provincia di Liegi-Lussemburgo

 

LIEGI – Il Comitato di coordinamento contro la chiusura del Consolato di Liegi ha organizzato il 23 novembre una conferenza stampa presso la sede dell’Elicai. “Hanno partecipato all’iniziativa, oltre agli stessi organizzatori, quasi tutti i mass media locali.  Nonostante l’invito a partecipare, con profondo rammarico, evidenziamo per l’ennesima volta, l’assenza di tutti i giornalisti italiani” commenta Gionata Brunetti, segretario del Pd della zona di Liegi, in una nota con la quale dà conto della manifestazione. Hanno presenziato alla conferenza i rappresentanti del mondo dell’associazionismo, del Pd, del Comites, dell’Elicai, dei patronati, delle Acli, eccetera.

Scopo dell’iniziativa è stato di dare un “risalto mediatico alla petizione popolare, contro la chiusura del Consolato di Liegi e contro i tagli della finanziaria del governo Berlusconi alla cultura italiana nel mondo. Brunetti riferisce che le oltre cinquemila firme raccolte, nella provincia di Liegi-Lussemburgo, sono state consegnate direttamente nelle mani del console generale, per testimoniargli il nostro più totale dissenso ed affinché possa farsi portavoce presso il Ministero degli Affari Esteri, di come gli italiani del mondo si sentano lesi nella propria dignità. Un sentimento profondo, quello della comunità italiana, rafforzato dalla presenza e dal sostegno di tante autorità belghe, come il presidente della provincia di Liegi, il sindaco della città di Liege, di Oupeye, di Grace-Hollogne, europarlamentari.

Brunetti riferisce ancora che con un’occupazione pacifica e simbolica del Consolato di Liegi, si è voluto trasmettere un segnale alle autorità competenti. Non ci illudiamo certo - dice - che saremo presi in forte considerazione, ma convinti dei nostri diritti rimarchiamo che, se sarà necessario, utilizzeremo tutti i mezzi democratici a nostra disposizione per evitare il peggio. (Inform)

 

 


Vai a: