ITALIANI ALL’ESTERO
Conclusa a Montevideo la riunione della Consulta dei
veneti nel mondo, l’ultima della legislatura
Galan: “Sono stati anni laboriosi, i veneti
nel mondo si sentono più vicini alla loro regione”. De Bona: “Siamo riusciti
ad ottimizzare le iniziative e le risorse disponibili”. Rapporto 2009 sull’internazionalizzazione
del sistema economico regionale: per la prima volta un capitolo sul ruolo delle
comunità venete all’estero nelle relazioni commerciali
MONTEVIDEO – Conclusi i lavori della Consulta dei veneti
nel mondo, che si sono tenuti a Montevideo per l’ultima riunione annuale di
questa legislatura della Regione Veneto.
Nel suo messaggio di saluto ai consultori il presidente
della Regione Giancarlo Galan ha ringraziato per quanto
in questi cinque anni di legislatura
E l’assessore ai flussi migratori Oscar De Bona, a conclusione
della riunione della Consulta, ha sottolineato che “quella di questi cinque
anni è stata una bellissima esperienza. Siamo riusciti ad ottimizzare moltissimo
le iniziative e le risorse disponibili e
L’assise di questo organismo consultivo della Regione,
in rappresentanza del mondo dell’emigrazione e delle diverse componenti della
società veneta, è stata organizzata in collaborazione con il Comitato delle
Associazioni Venete in Argentina (Cavu) e l’Unioncamere
del Veneto.
Uno degli aspetti messi in maggiore evidenza dagli interventi
è il progressivo “ringiovanimento” della Consulta che in questi cinque anni
è stata affiancata nella sua attività dalla presenza e dall’apporto dei giovani
all’interno dell’associazionismo, che hanno dimostrato di avere entusiasmo e
progettualità per dare nuova linfa al legame tra il Veneto e le comunità all’estero.
De Bona ha sottolineato che, nelle linee politico-operative contenute nella
proposta di piano triennale per il 2010-2012, investire sui giovani è uno dei
punti nodali, tenuto conto che il 54% degli italiani residenti all’estero ha
meno di 35 anni. Una “nuova emigrazione” è invece quella dei neolaureati che
lasciano l’Italia (circa il 3% del totale) per trovare fuori dei confini migliori
opportunità professionali. In generale, un bilancio più che positivo – ha detto
De Bona – che ha visto in cinque anni con metà delle risorse quasi raddoppiate
le iniziative, arrivando a realizzare 350 progetti, soprattutto stages
formativi per giovani, scambi culturali e soggiorni per anziani. Tra i temi
prioritari per il futuro è stato posto quello dell’economia, puntando a rafforzare
ulteriormente i progetti per raccordare la realtà produttiva veneta e le associazioni
dell’emigrazione. “Gli emigrati – ha detto De Bona - sono per il Veneto una
grande opportunità sul piano economico non ancora sufficientemente valorizzata”.
Nel corso dei lavori l’assessore De Bona non ha mancato
di far notare come per la prima volta, quest’anno, nel “Rapporto sull’internazionalizzazione
del sistema economico regionale”, realizzato dall’Unioncamere del Veneto, sia
presente un capitolo dedicato al ruolo delle comunità venete all’estero nelle
relazioni commerciali. L’assessore ha rimarcato come questo sia uno dei risultati
della collaborazione che
In questa legislatura l’attività della Consulta è stata
costantemente seguita per Unioncamere da Valentina Montesarchio che è anche
la curatrice del capitolo del Rapporto 2009 dedicato alle relazioni con il mondo
dell’emigrazione.
Partendo dalla realtà associativa (13 associazioni nel
Veneto, oltre 400 circoli all’estero, 12 federazioni nel mondo riconosciute
dalla Regione), nella sua analisi Valentina Montesarchio illustra proprio questa
esperienza di lavoro di Unioncamere con le comunità venete, articolatasi in
attività di informazione, formazione e costruzione e animazione di una rete
fra più soggetti, insieme a quelle progettuali. Per quanto riguarda le prospettive
di questa collaborazione finalizzata alla promozione dell’apertura internazionale
delle imprese e dell’economia regionale, vengono individuati tre filoni: lo
sviluppo di un costante dialogo tra il sistema camerale e l’associazionismo
di emigrazione; l’investimento nelle nuove generazioni, il proseguimento delle
iniziative di formazione. In ogni caso – conclude Valentina Montesarcio
– l’approccio concreto e pragmatico a questi temi non mai mettere in secondo
piano che i rapporti con il mondo dell’emigrazione sono basati soprattutto sul
legame effettivo con la terra di origine. (