CAMERA DEI
DEPUTATI
Comitato Permanente Italiani all’Estero
Marco Fedi (Pd) al presidente Zacchera: Dovremmo passare
ad una fase di discussione dei temi centrali della vita delle nostre comunità
“Rischiamo di perdere occasioni per far sentire anche
la nostra voce”
ROMA –“Apprezzo lo sforzo del Presidente Zacchera nel
dare compiti e spessore a questo Comitato ma devo dire che, rispetto ai temi
centrali alla vita delle nostre comunità nel mondo, rischiamo di arrivare fuori
tempo massimo o peggio di smarrire il senso della direzione in cui procedere”.
Così Marco Fedi (Pd) - segretario della Commissione Affari Esteri e Comunitari
della Camera dei Deputati – che, assente da Roma a causa di esami clinici, ha
voluto comunque fornire un contributo ai lavori del Comitato Permanente per
gli Italiani all’Estero
“Abbiamo proposto alcune priorità – prosegue Fedi - tra
cui l’esigenza di affrontare i temi sindacali e dei diritti previdenziali, della
cittadinanza, della rete consolare, delle necessarie riforme nel settore della
promozione di lingua e cultura, dell’informazione, delle riforme legate alla
rappresentanza e della stessa legge ordinaria che regola l’esercizio del diritto
di voto per i residenti all’estero oltre ad anticipare la discussione sulla
finanziaria. Per non parlare del tema delle nuove generazioni e del rapporto
con le Regioni che viene affrontato dal CGIE con la convocazione della Conferenza
Stato-Regioni-PA-CGIE. Siamo arrivati ora unicamente
all’audizione con i sindacati dei pensionati.
Il Presidente ci ha proposto una riflessione sul consolato
elettronico che abbiamo visto a Bruxelles e di cui abbiamo avuto modo di parlare
ampiamente. Possiamo ribadire quanto già sostenuto in quella sede. Cioè che
l’iniziativa di Bruxelles è stata utile per capire qualità e tempi del progetto
che il Ministero degli Affari esteri sta predisponendo, oltre che a testarne
le caratteristiche tecniche. Abbiamo detto che l’informatica, quando è applicata
ai servizi consolari, anche in vista dei nuovi sviluppi, come ad esempio i passaporti
biometrici con rilevazione dell’impronta digitale, richiede una verifica “pratica”,
collocata “sul campo”, e l’iniziativa di Bruxelles è stata utile in questo senso.
Abbiamo riconosciuto al Governo di aver mantenuto un
impegno assunto in sede di audizioni parlamentari e credo ci si possa ritenere
soddisfatti dei passi avanti compiuti, anche se permangono forti perplessità
sul collegamento con la rete del Ministero dell’Interno e con l’intero network
della pubblica amministrazione italiana. Punto.
Siamo ora in attesa del nuovo piano di riorganizzazione
della rete consolare. Dobbiamo poi assolutamente sgomberare il campo da equivoci
– spesso strumentali – sui Patronati: le funzioni tipiche di una pubblica amministrazione
dello Stato italiano possono essere delegate solo se esistono leggi che lo prevedano.
Quindi evitiamo di perdere tempo dietro “fantasmi”: i patronati svolgono un
ruolo importante regolato da leggi della Repubblica, i Consolati svolgono un
ruolo altrettanto importante regolato da altre leggi.
Chiedere oggi, come pure è stato fatto, di discutere
di “ruolo dei consolati” è come sostenere di non conoscere quali sono le leggi
dello Stato che noi approviamo o modifichiamo o riformiamo. Altro discorso è
parlare di riforma del Ministero degli Esteri. Parliamone, visto che è oggetto
di riflessione comune.
Poi, che nell’attività quotidiana della nostra rete consolare
si possa e debba collaborare tra pezzi di sistema Italia – Camere di Commercio,
ICE, ENIT, Consolati, Istituti di Cultura, Patronati, Enti gestori corsi di
lingua italiana – a me pare non solo giusto ma necessario.
Abbiamo posto all’attenzione del Comitato la questione
cittadinanza, vista la discussione aperta in Commissione affari costituzionali
ed il dibattito politico in corso. Una riforma auspicata anche dal Presidente
Fini.
Abbiamo proposto un esame delle provvidenze per l’editoria
e di tutto il settore informazione per gli italiani all’estero, inclusa Rai
Italia.
Ed avevamo indicato la necessità di affrontare il tema
della finanziaria 2010 con ampio anticipo rispetto al passaggio in aula.
Caro Presidente Zacchera, dovremmo passare ad una fase
di discussione di questi temi e non semplicemente alla loro elencazione. Altrimenti
rischiamo di perdere occasioni ed opportunità per far sentire anche la nostra
voce. Voce che è stata assente anche in importanti momenti di interscambio con
gli organismi di rappresentanza degli italiani all’estero, primo fra tutti il
CGIE.
Caro Presidente,
buon lavoro” conclude Marco Fedi (