STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO
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“L’Eco d’Italia” editoriale del direttore Alessandro Cario
1.800 Persone, e un commento...
BUENOS AIRES - Giunta alla sua quarta edizione, la festa musicale per la comunità italiana in Buenos Aires ha superato le 1.800 presenze. In un teatro centrale e ben strutturato, la presenza di così tante persone non può che inorgoglire gli organizzatori.
Il Festival era iniziato quattro anni fa nel teatro della Corigliano Calabro di Guardia Vieja, ed aveva raccolto oltre 500 persone: ora, siamo giunti a triplicare questo numero e per la prossima edizione occorrerà trovare un locale più grande che possa ospitare tutte le persone che hanno fatto richiesta di partecipazione ma non hanno potuto essere accontentate per motivi logistici.
Non si é voluto invitare personalità politiche, ma da loro non sono neppure pervenute note di partecipazione, se non una sentita lettera inviata dalla Presidente del Comites di Buenos Aires, Graciela Laino, che tra l’altro ha augurato la continuità di questa manifestazione.
A differenza di quanto avviene per altre celebrazioni, questo evento ha dimostrato come sia possibile organizzare un grande spettacolo per la comunità italiana senza costi rilevanti, grazie soprattutto alla partecipazione gratuita ed entusiasta di tutti gli artisti che hanno aderito all’invito.
Come per tutte
le edizioni anteriori, anche in questo caso sono da rilevare almeno tre punti
essenziali: 1- L’ingresso é stato totalmente gratuito, con la sola incombenza
di consegnare un alimento da donare ai bisognosi, attraverso una meritevole
congregazione; 2- A tutti i partecipanti è stato offerto un piccolo rinfresco
ed è stato offerto, a sorteggio, un viaggio aereo in Italia; 3- L’organizzazione
è stata predisposta dall’Eco d’Italia senza aiuti esterni, senza partecipazione
di enti pubblici o privati, e nonostante le avversità che
Il Festival è un evento che riunisce tutta la comunità italiana di Buenos Aires ed il risultato che si sta ottenendo ogni anno ci da la conferma della bontà di questa idea, così come tutte le iniziative che vengono portate avanti dall’Eco d’Italia, come ad esempio l’organizzazione del torneo di football per i giovani, con premio finale che è stato a carico totale dell’Eco d’Italia.
Occorre ricordare anche i corsi di lingua e cultura italiana che vengono impartiti nell’Associazione, e che comportano anche la visione di film e la preparazione e la rappresentazione di opere teatrali totalmente in lingua italiana.
Vanno ringraziati, certamente e sentitamente quanti collaborano disinteressatamente all’organizzazione e alla diffusione di questi eventi; persone preparate e compiacenti che ci aiutano nel nostro cammino e senza le quali non si potrebbe giungere a simili risultati.
Forse qui non sarebbe il caso di polemizzare, ma un breve commento sorge spontaneo: chissà, forse un giorno qualche politico si renderà conto di quanto sta facendo l’Eco d’Italia, forse qualcuno prenderà in considerazione il fatto che pur senza aiuti privati o ministeriali si possono predisporre manifestazioni che coinvolgono una moltitudine di persone della comunità italiana con pochi costi e con il solo obiettivo di riunire la nostra collettività, e non dividerla.
Quanto viene proposto e organizzato non ha fini politici, salvo che non si voglia ritenere che quanto hanno creato i nostri padri, e che ora si vuole continuare a proporre, abbia questo scopo.
A parte lo scrivente,
si dovrebbero ringraziare e valorizzare i collaboratori e gli organizzatori
di queste manifestazioni e collaborare con loro per migliorare le iniziative,
od anche approfittare della loro capacità per rendere un
Dunque, un giorno qualcuno si renderà conto di tutto questo? (Alessandro Cario-L’Eco d’Italia)