INFORM - N. 219 - 25 novembre 2009


CAMERA DEI DEPUTATI

Franco Narducci relatore in Commissione Esteri del ddl di ratifica e dell’Accordo di Sede del network internazionale dei Centri per l’Astrofisica Relativistica (ICRANET)

 

ROMA - Con la relazione di Franco Narducci si è avviata ieri in Commissione Esteri della Camera l’iter per la ratifica e l’esecuzione dell’Accordo di Sede tra il Governo della Repubblica italiana e il network internazionale di Centri per l’Astrofisica Relativistica in Pescara – ICRANET, fatto a Roma il 14 gennaio 2008.

E’ un passo importante per la ricerca mondiale come ha sottolineato il relatore Narducci, infatti il centro, che era sorto originariamente nel 1985 per iniziativa dei premi Nobel per la fisica Riccardo Giacconi ed Abdus Salam, è finalizzato alla promozione della cooperazione scientifica internazionale e all’effettuazione di ricerche nel campo dell’astrofisica relativistica. All’intesa aderiscono, oltre al nostro Paese, l’Armenia, il Brasile e lo Stato della Città del Vaticano, tutti Stati caratterizzati da centri di osservazione astrofisica riconosciuti a livello mondiale. 

Narducci dopo aver illustrato le caratteristiche essenziali del centro, il suo funzionamento, le regole statutarie e il contenuto dell’Accordo con l’Italia, che gli permette di assumere uno status giuridico simile a quello delle altre organizzazioni internazionali presenti sul nostro territorio si è soffermato a precisare che, oltre al fatto che il Comune di Pescara mette a disposizione a titolo di comodato gratuito l’immobile sede dell’organismo, non vi sono oneri aggiuntivi a carico del bilancio dello Stato.

Anzi il deputato ha fatto notare che “la presenza di un centro di eccellenza come ICRANET possa essere catalizzatore di sviluppo per l’intera area centro adriatica del nostro Paese, contribuendo a far conoscere le potenzialità dei nostri territori anche dal punto di vista culturale e paesaggistico; quindi non solo, e aggiungo finalmente, contribuiamo allo sviluppo di un settore strategico quale quello della ricerca ma sicuramente avremo delle ricadute in termini di sviluppo tecnologico e turistico”.

Secondo il parlamentare del PD “studiare la fisica del big bang … traccia la strada per arrivare a comprendere il funzionamento sistemico della natura” e pur precisando che “è difficile pensare come la speculazione scientifica sulle forze gravitazionali  possa avere ricadute nelle applicazioni tecnologiche ma se consideriamo che tutto nell'universo è influenzato dalla forza gravitazionale, avente un raggio d’azione infinito, la gravità costituisce, in un certo senso, il "palcoscenico" in cui avvengono tutti i fenomeni e pertanto è sicuramente lungimirante promuovere ed investire nei settori di frontiera della fisica, soprattutto in un momento in cui al Cern di Ginevra ci si sforza di indagare l’origine dell’universo attraverso l’esperimento del super acceleratore LHC (Large Hadron Collider)”.

Come ci insegna la storia della ricerca scientifica solo posteriormente riusciamo a capire le applicazioni delle nuove teorie scientifiche. L’on. Narducci è convinto che  un effettivo e migliore coordinamento, come vuol essere l’ICRANET, della ricerca in tutto il mondo possa migliorare l’efficienza e l’efficacia delle azioni con conseguenti risultati.

Infine il vicepresidente della Commissione esteri, Narducci, ha sottolineato  che bisognerebbe fare molto di più per assicurare continuità di vita alle linee di ricerca e mettere in rete anche quella grande risorsa sparsa per il mondo che sono i ricercatori italiani all’estero.

Roma, 24 novembre 2009

 


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