ITALIANI ALL’ESTERO
Quando la ricerca supera i numeri e mostra
il volto umano della diaspora italiana
Al Vittoriano la presentazione dell’opera multimediale
“Segni e sogni dell’Emigrazione”
Mantica: “Senza dimenticare i problemi delle nostre comunità,
celebriamo gli italiani di successo che hanno saputo realizzare i loro
sogni”
ROMA - Si è svolta,
presso
La presentazione si è aperta con la nota introduttiva del moderatore del dibattito, il giornalista Francesco Durante. Lo scrittore ha ricordato come l’emigrazione italiana, un esodo dalle dimensioni bibliche, vada esaminato sotto il profilo storico, sociale, economico ed umano. Un aspetto, quest’ultimo, che viene approfondito dall’opera multimediale, attraverso le stesse testimonianze che ci hanno lasciato i migranti.
Dal canto suo il sottosegretario agli Esteri Alfredo Mantica ha sottolineato come il Museo dell’Emigrazione Italiana, che si pone il preciso obiettivo di reinserire l’emigrazione all’interno della storia del processo dell’Unità nazionale, sia stato concepito come una realtà interattiva ed in evoluzione, rivolta ai giovani e capace di valorizzare i 54 musei regionali sull’emigrazione, dove si possono promuovere incontri e dibattiti sulla diaspora dei nostri emigranti. “Noi abbiamo discusso molto di quanto dovesse pesare l’immigrazione all’interno del museo – ha detto Mantica - perché ci rendevamo conto che era abbastanza illogico parlare dell’emigrazione senza cogliere la questione dell’immigrazione che è molto viva nel dibattito politico italiano. Alla fine abbiamo collocato nell’ultima stanza del MEI 60 foto di immigrati che vivono nostro paese. Un modo per dire che, poiché esistono non poche somiglianze fra le storie dell’emigrazione e quelle dell’immigrazione, esse devono far parte della nostra cultura. In ogni caso credo che la soluzione della vicenda immigrazione non possa essere rimandata nel tempo”.
Mantica ha poi
sottolineato l’esigenza di dare spazio non solo alle complesse vicissitudini
e alle fatiche sopportate dai nostri connazionali in terra straniera, ma anche
alle storie dei nostri emigrati che si sono affermati, ed hanno realizzato i
loro sogni raggiungendo posizioni importanti nelle società di residenza. “Certo
– ha spiegato il sottosegretario - vi sono ancora problemi per quanto riguarda
l’integrazione e le condizioni di vita dei nostri emigranti, a partire dalla
Germania per arrivare all’Argentina, però vorrei che intorno al MEI si cominciassero
a celebrare i successi degli
Il presidente dell’Eurispes Gian Maria Fara ha sottolineato come nonostante la ricerca sociale abbia studiato l’emigrazione e seguito sin dai primi anni l’immigrazione in Italia, il lavoro non sia mai stato trasformato in fatti concreti dalle istituzioni e dalla politica, che appaiono in grande ritardo rispetto ai fenomeni migratori. Farà ha ricordato come a tutt’oggi l’emigrazione italiana non si sia fermata, ma abbia soltanto cambiato connotazione passando dall’esportazione di braccia a quella di cervelli. “L’Eurispes – ha assicurato Fara – continuerà a seguire questo fenomeno epocale delle migrazioni con grande attenzione e partecipazione perché sappiamo che è un tema di carattere strutturale e legato all’organizzazione stessa del nostro sistema di vita”. Il presidente del Centro Internazionale Studi Emigrazione Italiana (CISEI) Fabio Capocaccia ha segnalato come al momento nel nostro paese non esistano strutture con liste complete degli emigrati italiani. Una lacuna che il Centro ha cercato di colmare attraverso la creazione di un archivio informatizzato delle partenze che opera sui dati provenienti dall’Italia, dagli Stati Uniti, dal Brasile e dall’Argentina, e che al momento può gia contare su circa un milione di voci. A tal proposito MEI è stato predisposto un sistema interattivo che, attraverso apposite istallazioni, permette ai visitatori di rintracciare eventuali avi migranti nelle liste di sbarco o di partenza .
Dopo l’intervento
dell’ex sovrintendente dell’Archivio Centrale dello Stato Aldo Ricci, che ha
ricordato la mostre realizzate dall’Archivio di Stato nel 1989 sull’emigrazione
italiana sociale e politica in Francia e nel 2005 sulla realtà dei nostri connazionali
in America (2005),
L’altra curatrice
del Dvd, Catia Monacelli, direttore del
Da segnalare l’intervento
conclusivo di Mario Morcellini, presidente della Conferenza Nazionale dei Presidi
di Scienze della Comunicazione, che ha evidenziato l’esigenza di concentrare
il lavoro della ricerca sui tanti connazionali dimenticati che non hanno avuto
successo, riscattando così la memoria di chi non ha voce. Morcellini ha inoltre
precisato come la ricerca italiana sulla diaspora italiana non abbia mai cessato
di lavorare, al contrario dei media italiani che non prestano la dovuta attenzione
alla nostre comunità all’estero. Ha infine auspicato una maggiore incidenza
della ricerca sui processi sociali e migratori ed una presa di coscienza del
nostro paese che, per quanto riguarda l’accoglienza degli immigrati, sembra
non aver imparato molto dal dolore dei suoi emigranti.(