INFORM - N. 218 - 24 novembre 2009


IL DOPO TERREMOTO

Joe Leone porta alle popolazioni colpite dal sisma la solidarietà della “Little Italy”

Il connazionale di terza generazione è stato accolto al suo arrivo a Roma dal deputato del Pdl Amato Berardi

 

ROMA - Il deputato del Pdl Amato Berardi, eletto nella ripartizione America Settentrionale ha accolto all’aeroporto Leonardo da Vinci di Roma  Joe Leone, un italiano di terza generazione che da tempo raccoglie fondi per aiutare la popolazione  d’Abruzzo colpita dal sisma del 6 aprile. Leone ha anche deciso di donare alle vittime del terremoto l’Italian Tribune Humanitarian Award, l’onorificenza da lui ricevuta il 9 ottobre a New York in occasione della festa di Cristoforo Colombo nell'ambito della comunità italoamericana.

Al suo arrivo in aeroporto Leone ha incontrato il maresciallo Giorgio Cucca e il brigadiere Rocco Bozzo, dell’Associazione Nazionale Carabinieri, reduci da Nassiriya, che accompagneranno Joe all’Aquila dove verrà ricevuto dal presidente della Regione, Giovanni Chiodi

Il viaggio di Joe proseguirà poi fino a Villa Oda a Silvi Marina, in provincia di Teramo, dove vivono  34 bambini e 12 suore della Casa Famiglia Immacolata Concezione delle Suore Zelatrici di San Gregorio (L’Aquila), che, dopo il terremoto del 6 aprile, hanno dovuto abbandonare l’immobile in cui vivevano. Joe sarà da loro il  26 novembre. Egli, oltre a portare aiuti concreti, preparerà il pranzo del giorno del Ringraziamento. Una festa nazionale americana le cui origini verranno spiegati ai bambini dallo stesso Leone.

 “La storia di questi bambini – ha spiegato Leone - mi ha molto colpito. Sono bambini con gravi problemi sociali familiari che non hanno più una casa in cui vivere, spero, con il mio piccolo contributo di alleviare un po’ il loro disagio. Non volevo solo inviare denaro e lavarmene le mani, volevo fare qualcosa di più, ed è per questo che ho deciso di recarmi personalmente nelle zone terremotate per portare un po’ di aiuto e conforto”. Da Leone sono inoltre state spiegate sia le modalità di raccolta dei fondi per i terremotati, sia le motivazioni di questo impegno. “Mi sposto ogni fine settimana tra le varie ‘Little Italy’ delle città degli States  e dormo in una tenda allestita per strada – ha precisato Leone - per far capire alla gente la difficile condizione ed il disagio di chi sta vivendo in Abruzzo dopo il terremoto… Tantissimi americani di origine italiana come me, hanno avuto molto successo negli Stati Uniti e io mi sono reso conto che fra tutti potevamo fare davvero qualcosa per quella gente che fa parte della nostra cultura, senza preoccuparsi di quale delle venti regioni italiane si trattasse”. Va infine ricordato che Joe ha esposto fuori dai suoi negozi grandissime bandiere americane e italiane sulle quali ogni persona, dopo aver donato una piccola o grande somma, può scrivere il proprio nome e la zona dell’Italia di cui è originario. (Inform)

 


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