ITALIANI ALL’ESTERO
Promossa
dal Consiglio dell’emigrazione dell’Umbria e dalla FILEF
A Perugia una tavola rotonda sull’insegnamento
della storia delle migrazioni nelle scuole italiane
Fabio Porta (Pd): Un insegnamento multidisciplinare
che darebbe il giusto rilievo a quello che forse è il maggior fenomeno sociale
dei 150 anni di storia italiana
PERUGIA - “E’
giunto il momento di approvare in Parlamento la legge che introduce in tutte
le scuole pubbliche italiane l’insegnamento multidisciplinare dei fenomeni migratori,
con riferimento alla lunga storia della nostra emigrazione ma anche ai flussi
di immigrati che continuano ad arrivare in Italia”: è stata questa l’unanime
conclusione della tavola rotonda organizzata a Perugia dal Consiglio Regionale
dell’Emigrazione in collaborazione con
Fabio Porta, primo firmatario della proposta di legge, ha evidenziato il sostegno bipartisan di deputati della maggioranza e dell’opposizione (oltre che dai colleghi del Pd eletti all’estero Bucchino, Farina, Fedi, Garavini e Narducci, la proposta è stata infatti firmata da esponenti della Pdl come Aldo Di Biagio e Marco Zacchera), rilevando poi che il provvedimento “risponde ad una antica quanto forte richiesta delle nostre comunità che vivono in tutto il mondo, che rivendicano anche in questo modo un loro ruolo nella formazione socio-culturale delle giovani generazioni del Paese”.
“Un insegnamento multidisciplinare - ha proseguito Porta - che darebbe il giusto rilievo a quello che forse è il maggior fenomeno sociale dei 150 anni di storia italiana; le scuole collaboreranno nell’ambito di questi progetti con le famiglie e le associazioni, partecipando anche ad uno specifico concorso e a dei gemellaggi con gli istituti scolastici dei Paesi dove grande è la presenza della nostra emigrazione”.
“Soltanto una grande mobilitazione da parte delle nostre collettività all’estero, unitamente alle associazioni e tutto il sistema di rappresentanza degli italiani nel mondo, secondo Porta, potrà spingere il Parlamento a discutere e approvare il progetto; in questo sforzo sarà fondamentale il lavoro e l’impegno delle regioni che come l’Umbria già considerano prioritario l’inserimento di tale insegnamento nei programmi scolastici pubblici”.
“E’ anche una
risposta – ha concluso – alla crescente disattenzione delle nostre istituzioni
sulle problematiche degli italiani all’estero, come anche a chi ritiene che
sia più urgente cambiare la legge sui Comites che non restituire dignità ai
sessanta milioni di italo-discendenti nel mondo attraverso la valorizzazione
del loro ruolo e della loro storia”. (