INFORM - N. 217 - 23 novembre 2009


ITALIANI ALL’ESTERO

Concluso a Buenos Aires corso per dirigenti di associazioni dei Veneti nel mondo

 

BUENOS AIRES - “Conoscere il Veneto per portarlo nel mondo non significa solo rafforzare il legame con le nostre comunità all’estero, ma è anche uno strumento che aiuta ad affrontare e superare la crisi economica che stiamo attraversando”. Ne è convinto l’assessore regionale ai flussi migratori Oscar De Bona che ha chiuso a Buenos Aires, in Argentina, il seminario di formazione rivolto ai componenti della Consulta dei Veneti nel Mondo e ai dirigenti dei Comitati e delle Federazioni delle associazioni e dei circoli dei veneti all’estero. Alla giornata conclusiva è intervenuto anche il presidente della Camera di Commercio Italiana a Buenos Aires Luigi Pallaro.

 Con la collaborazione dell’Unioncamere e del Comitato delle Associazioni Veneti in Argentina (CAVA) che celebra quest’anno il ventennale della sua costituzione, nell’arco di quattro giornate sono stati approfonditi gli scenari economici internazionali, le opportunità e i rischi per le imprese venete e i rapporti con il mondo dell’emigrazione. Da tre anni a questa parte l’attività formativa precede i lavori della Consulta dei Veneti nel Mondo, convocata una volta all'anno per formulare proposte per la programmazione della Regione, che si riunisce quest’anno a Montevideo in Uruguay.

L’assessore De Bona ha sottolineato che gli emigrati – che sono circa cinque milioni sparsi per il mondo – sono un patrimonio che il Veneto ha a disposizione. “In questi ultimi anni abbiamo cercato di farne tesoro anche sul piano dell’interscambio commerciale – ha detto De Bona – e la risposta è stata positiva ma ci sono sicuramente ulteriori margini di miglioramento”. Finalità analoghe hanno i quasi 40 progetti di formazione per giovani oriundi che la Regione ha realizzato in questa cinque anni di legislatura con circa 600 partecipanti complessivamente, soprattutto dal Brasile e dall’Argentina.

Pallaro ha invece ricordato le battaglie per il riconoscimento del mondo dell’emigrazione, fino ad arrivare ad avere ora rappresentanti nel Parlamento italiano. Adesso bisogna pensare alle giovani generazioni di oriundi – ha aggiunto – stabilendo con loro un rapporto diverso e la Regione del Veneto con le sue iniziative sta andando nella giusta direzione, allargando le relazioni dall’ambito culturale a quello economico. La parte formativa è stata conclusa da Adriano Rasi Caldogno, segretario generale alla programmazione della Regione, che ha parlato con un ricco corredo di dati di com’è cambiato il Veneto dal 1950 ad oggi, della crisi finanziaria, delle sfide che ci aspettano ma anche delle motivate speranze per un futuro più sereno.  (Inform)

 


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