ITALIANI ALL’ESTERO
Concluso a Buenos Aires corso per dirigenti
di associazioni dei Veneti nel mondo
BUENOS AIRES - “Conoscere il Veneto per portarlo nel mondo non significa solo rafforzare il legame con le nostre comunità all’estero, ma è anche uno strumento che aiuta ad affrontare e superare la crisi economica che stiamo attraversando”. Ne è convinto l’assessore regionale ai flussi migratori Oscar De Bona che ha chiuso a Buenos Aires, in Argentina, il seminario di formazione rivolto ai componenti della Consulta dei Veneti nel Mondo e ai dirigenti dei Comitati e delle Federazioni delle associazioni e dei circoli dei veneti all’estero. Alla giornata conclusiva è intervenuto anche il presidente della Camera di Commercio Italiana a Buenos Aires Luigi Pallaro.
Con la collaborazione dell’Unioncamere e del Comitato delle Associazioni Veneti in Argentina (CAVA) che celebra quest’anno il ventennale della sua costituzione, nell’arco di quattro giornate sono stati approfonditi gli scenari economici internazionali, le opportunità e i rischi per le imprese venete e i rapporti con il mondo dell’emigrazione. Da tre anni a questa parte l’attività formativa precede i lavori della Consulta dei Veneti nel Mondo, convocata una volta all'anno per formulare proposte per la programmazione della Regione, che si riunisce quest’anno a Montevideo in Uruguay.
L’assessore De
Bona ha sottolineato che gli emigrati – che sono circa cinque milioni sparsi
per il mondo – sono un patrimonio che il Veneto ha a disposizione. “In questi
ultimi anni abbiamo cercato di farne tesoro anche sul piano dell’interscambio
commerciale – ha detto De Bona – e la risposta è stata positiva ma ci sono sicuramente
ulteriori margini di miglioramento”. Finalità analoghe hanno i quasi 40 progetti
di formazione per giovani oriundi che
Pallaro ha invece
ricordato le battaglie per il riconoscimento del mondo dell’emigrazione, fino
ad arrivare ad avere ora rappresentanti nel Parlamento italiano. Adesso bisogna
pensare alle giovani generazioni di oriundi – ha aggiunto – stabilendo con loro
un rapporto diverso e