INFORM - N. 216 - 20 novembre 2009


AFGHANISTAN

Intervista del Washington Times all'ambasciatore italiano negli Usa  

Giulio Terzi di Sant’Agata: Italia deciso alleato degli Stati Uniti

 

ROMA - L’Afghanistan costituisce una priorità della politica estera italiana e il contributo militare italiano all’ISAF è effettivo, perché non ci sono più caveat a limitare le regole di ingaggio delle nostre truppe. Lo ha sottolineato il nuovo ambasciatore italiano negli Stati Uniti, Giulio Terzi di Sant’Agata, in un’intervista al Washington Times.

“Siamo determinati a rimanere, l’Afghanistan potrebbe essere ancora la culla di nuove iniziative terroristiche”, ha sottolineato l’ambasciatore Terzi, che però ha rifiutato il termine ‘guerra’. Piuttosto un ‘conflitto asimmetrico’, nel quale tuttavia l’impegno occidentale “può essere descritto meglio come ‘peacekeeping’, perché sotto il mandato del Consiglio di Sicurezza dell’ONU”.

L’Italia è il quarto contributore in termini di truppe, con un contingente di 2.795 unità, ma è stata criticata per tenere i propri soldati in zone relativamente tranquille come Kabul e nella regione occidentale del Paese, lontano cioè dalla prima linea. Su questo l’Ambasciatore ha replicato che “certe restrizioni sono state superate e non ci sono più ‘caveat’ nelle nostre regole di ingaggio”.

Sul dossier nucleare iraniano, l’ambasciatore Terzi ha sollecitato le altre potenze occidentali a perseguire due approcci: “L’apertura del dialogo da parte del Presidente Obama e del gruppo 5+1 deve rimanere in piedi, ma non bisogna escludere l’utilizzo di misure più severe”, ha spiegato Terzi, sottolineando che “l’Occidente non accetterà un’arma nucleare iraniana”. (Inform)

 

 


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