AFGHANISTAN
Intervista del Washington Times all'ambasciatore
italiano negli Usa
Giulio Terzi di Sant’Agata: Italia deciso alleato degli
Stati Uniti
ROMA - L’Afghanistan costituisce una priorità della politica
estera italiana e il contributo militare italiano all’ISAF è effettivo, perché
non ci sono più caveat a limitare le regole di ingaggio
delle nostre truppe. Lo ha sottolineato il nuovo ambasciatore italiano negli
Stati Uniti, Giulio Terzi di Sant’Agata, in un’intervista al Washington Times.
“Siamo determinati a rimanere, l’Afghanistan potrebbe
essere ancora la culla di nuove iniziative terroristiche”, ha sottolineato l’ambasciatore
Terzi, che però ha rifiutato il termine ‘guerra’. Piuttosto un ‘conflitto asimmetrico’,
nel quale tuttavia l’impegno occidentale “può essere descritto meglio come ‘peacekeeping’,
perché sotto il mandato del Consiglio di Sicurezza dell’ONU”.
L’Italia è il quarto contributore in termini di truppe,
con un contingente di 2.795 unità, ma è stata criticata per tenere i propri
soldati in zone relativamente tranquille come Kabul e nella regione occidentale
del Paese, lontano cioè dalla prima linea. Su questo l’Ambasciatore ha replicato
che “certe restrizioni sono state superate e non ci sono più ‘caveat’ nelle nostre regole di ingaggio”.
Sul dossier nucleare iraniano, l’ambasciatore Terzi ha
sollecitato le altre potenze occidentali a perseguire due approcci: “L’apertura
del dialogo da parte del Presidente Obama e del gruppo
5+1 deve rimanere in piedi, ma non bisogna escludere l’utilizzo di misure più
severe”, ha spiegato Terzi, sottolineando che “l’Occidente non accetterà un’arma
nucleare iraniana”. (