COMMERCIO ESTERO
Avanti adagio sui mercati internazionali
ma si naviga a vista in Europa
A settembre, l’Italia seconda solo alla
Germania per recupero delle vendite sui mercati mondiali: +7% rispetto ad agosto,
Forte il contributo extra-UE (+17,4%), mentre in lieve flessione l’export in ambito
europeo (-0,6%)
ROMA - L’Italia, nonostante registri un calo tendenziale dell’export complessivo del 18%, peraltro in linea con quello dei principali competitor europei, é il Paese che, in valore assoluto, ha perso meno terreno all’estero insieme al Regno Unito, con una riduzione delle vendite pari a 5,7 miliardi di euro, inferiore a quella della Francia (-6 miliardi) e di quasi tre volte a quella della Germania (-16,4 miliardi).
“Il dato complessivo è anche attribuibile ad una sempre più differenziata strategia di vendita delle nostre imprese sui mercati intra ed extra-europeo – afferma Gaetano Fausto Esposito, segretario generale di Assocamerestero, commentando i dati Istat sul commercio estero diffusi oggi – pur di mantenere saldo il mercato europeo, le imprese, infatti, riducono i margini di profitto contraendo i prezzi di vendita, mentre nei Paesi extra-UE in fase di espansione, come Cina, Giappone e India, insistono su politiche di prezzo più vantaggiose. Non bisogna dimenticare che ormai questi mercati, seppure geograficamente distanti, detengono una quota del 40% dell’export complessivo e verso di essi si dirige un quarto delle nostre aziende fino a 49 addetti”.
In
un mese il Made in Italy recupera 7 miliardi sui mercati mondiali: i settori che
registrano le migliori performance sono la meccanica e i mezzi di trasporto, aumentati
entrambi di 1,6 miliardi di euro. Il dato tendenziale mostra invece, a fronte
di un calo generalizzato, la buona performance dei prodotti chimico-farmaceutici
(+12%). (