INFORM - N. 215 - 19 novembre 2009


COMMERCIO ESTERO

Avanti adagio sui mercati internazionali ma si naviga a vista in Europa

A settembre, l’Italia seconda solo alla Germania per recupero delle vendite sui mercati mondiali: +7% rispetto ad agosto, Forte il contributo extra-UE (+17,4%), mentre in lieve flessione l’export in ambito europeo (-0,6%)

 

ROMA - L’Italia, nonostante registri un calo tendenziale dell’export complessivo del 18%, peraltro in linea con quello dei principali competitor europei, é il Paese che, in valore assoluto, ha perso meno terreno all’estero insieme al Regno Unito, con una riduzione delle vendite pari a 5,7 miliardi di euro, inferiore a quella della Francia (-6 miliardi) e di quasi tre volte a quella della Germania (-16,4 miliardi).

“Il dato complessivo è anche attribuibile ad una sempre più differenziata strategia di vendita delle nostre imprese sui mercati intra ed extra-europeo – afferma Gaetano Fausto Esposito, segretario generale di Assocamerestero, commentando i dati Istat sul commercio estero diffusi oggi – pur di mantenere saldo il mercato europeo, le imprese, infatti, riducono i margini di profitto contraendo i prezzi di vendita, mentre nei Paesi extra-UE in fase di espansione, come Cina, Giappone e India, insistono su politiche di prezzo più vantaggiose. Non bisogna dimenticare che ormai questi mercati, seppure geograficamente distanti, detengono una quota del 40% dell’export complessivo e verso di essi si dirige un quarto delle nostre aziende fino a 49 addetti”.

In un mese il Made in Italy recupera 7 miliardi sui mercati mondiali: i settori che registrano le migliori performance sono la meccanica e i mezzi di trasporto, aumentati entrambi di 1,6 miliardi di euro. Il dato tendenziale mostra invece, a fronte di un calo generalizzato, la buona performance dei prodotti chimico-farmaceutici (+12%). (Inform)

 


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