INTERVENTI
Michele Schiavone (Cgie/ Pd
Svizzera) sulla ristrutturazione della rete consolare
“Non toccare le sedi consolari diplomatiche senza alternative
concrete che tengano conto delle esigenze delle nostre comunità all’estero”
ZURIGO- L’obiettivo
della Farnesina è di ridurre a 80 il numero delle sedi diplomatiche italiane
in Europa per adeguare la nostra rete consolare a quella degli altri Paesi dell’Unione.
Presentata in questo modo si tratta di una semplice scelta economicista,
dettata da criteri che non tengono conto delle peculiarità dei singoli Paesi
che stanno cercando di costruire l’Europa dei cittadini. Non esiste in nessun
trattato europeo la nozione di un livellamento comunitario di quest’ordine,
tanto meno una direttiva che impegna gli stati ad adeguarsi.
Anche perché
le funzioni di questi istituti di rappresentanza servono agli interessi diretti
delle nazioni, che si intrecciano con le loro storie e con le loro prospettive
di sviluppo. La storia del nostro Paese è profondamente diversa da quella delle
restanti 26 nazioni, che oggi costituiscono l’Europa. Quella italiana dell’ultimo
secolo, comunque, è profondamente legata alla mobilità di milioni di propri
cittadini che si sono trasferiti per lavoro in altri Paesi e che continuano
a mantenere rapporti con la madrepatria. Questo è un dato di fatto ed un tratto
distintivo italiano. Perciò, la rete consolare italiana all’estero, fino ad
oggi, ha svolto, tra l’altro, anche la funzione di soggetto erogatore di servizi
a favore di questi cittadini e non si capisce perché non dovrebbe continuare
a farlo anche in futuro.
Con i provvedimenti
legislativi dell’ultimo anno e mezzo, tesi al drastico ridimensionamento delle
politiche verso gli italiani all’estero, stiamo assistendo alla demolizione
della rete diplomatico-consolare e ci sembra di essere giocatori inermi del
gioco dell’oca. Il sottosegretario Mantica, austero servitore dello stato, si
diletta a giocare a dadi sulle storie dell’emigrazione spostando i problemi
da una casella all’altra. Tra una legge finanziaria e l’altra si sbizzarrisce
a spostare i funzionari pubblici da una sede consolare all’altra e a ridurre
il numero delle sedi consolari.
Nei giorni
scorsi ci sono giunte segnalazioni definitive delle imminenti chiusure dell’Agenzia
Consolare di Coira, dei Consolati di Moulhouse, Saarbrucken, Amburgo,
Norimberga, Mannheim, altri in Belgio. I cittadini
italiani non sono ancora informati di tali decisioni, i paesi ospitanti nemmeno.
Per evitare disagi degli utenti e figuracce nei confronti dei diversi Paesi
europei, è necessario soprassedere e prendere in considerazione una fase transitoria
prima di smembrare una rete, che diversamente occorreva potenziare e modernizzare.
Senza alternative concrete che tengano conto delle esigenze delle nostre comunità
all’estero le sedi consolari-diplomatiche non si toccano!
Almeno in quest’occasione,
visto che il nostro paese vuole misurarsi con gli standard europei, sarebbe
opportuno che i titolari del ministero degli esteri ripensino la propria scelta
e smettano di giocare col destino dei cittadini italiani residenti all’estero.
(Michele Schiavone*-
*Segretario del PD in Svizzera