INFORM - N. 214 - 18 novembre 2009


ITALIANI ALL’ESTERO

In America Latina una settimana dedicata ai veneti nel mondo

Dal 22 al 24 novembre a Montevideo i lavori della Consulta. Aperta oggi  una sessione formativa a Buenos Aires

 

BUENOS AIRES - Sono circa cinque milioni gli emigrati di origine veneta e i loro discendenti sparsi per il mondo. Aspettative, problematiche ancora irrisolte e programmi per il futuro delle nostre comunità all’estero saranno al centro dei lavori della Consulta dei Veneti nel Mondo, che terrà l’ultima riunione di questa legislatura dal 22 al 24 novembre a Montevideo (Uruguay), sotto la presidenza dell’assessore regionale alle politiche dei flussi migratori Oscar De Bona.

La Consulta viene infatti riunita una volta all'anno per formulare proposte per la programmazione della Regione. Ne fanno parte i rappresentanti del mondo dell’emigrazione, delle istituzioni (Province, Comuni, Comunità Montane), delle Camere di Commercio, delle Università venete e dei patronati sindacali. Non è la prima volta che la Consulta si riunisce all’estero.

Lo ha già fatto nel 2005 in Brasile e nel 2006 in Argentina, a Mendoza. Nel 2007 e nel 2008 è tornata nel Veneto, ad Asolo e a Marostica.

L’assise di quest’anno in Uruguay viene preceduta da una sessione formativa, che si è aperta oggi a Buenos Aires (Argentina), e che da tre anni a questa parte è rivolta agli stessi consultori provenienti dalle Americhe, dall’Australia, dall’Europa e dal Sudafrica e anche ai dirigenti dei Comitati e delle Federazioni delle associazioni e dei circoli dei veneti all’estero.

Con la collaborazione dell’Unioncamere, in queste giornate (l’attività di formazione si concluderà sabato) vengono approfonditi con l’apporto di docenti universitari ed esperti i processi di trasformazione economica e sociale del Veneto e le dinamiche di interazione con gli emigrati. “Questi incontri – evidenzia De Bona – hanno l’obiettivo di rinsaldare i rapporti con le nostre comunità all’estero e di trovare ulteriori occasioni di collaborazione anche sotto il profilo economico con i nostri emigrati che vogliono continuare a far sentire in tutti i modi il loro attaccamento alle terra d’origine”. (Inform)

 

 

 


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