PARTITI
Da “Italia Chiama Italia”
Bettamio (Pdl): Tesseramento?
Buona risposta dagli italiani nel mondo
Tesseramento del Pdl all’estero?
Partendo dal presupposto che “fra un italiano che abita all’estero e uno che
abita in Italia non ci debba essere differenza per quanto riguarda l’appartenenza
al partito”, “a me risulta che c’è un desiderio grosso di tesserarsi”, anche
perché “per la prima generazione i partiti italiani sono una specie di cordone
ombelicale con la madre Patria, cosa che non succede con i figli e soprattutto
con i nipoti”. Questa è l’idea di base del senatore Giampaolo Bettamio sul tema
del tesseramento del Pdl partito da pochi giorni su
scala nazionale e in parallelo con quello all’estero.
Intervistato da Francesca Toscano per Italia Chiama Italia,
portale d'informazione diretto da Ricky Filosa, Bettamio, vice responsabile
del dipartimento Italiani nel Mondo del PdL guidato
dall’On. Aldo Di Biagio, ha spiegato le iniziative, e le motivazioni, che sono
alla base del rilancio del partito di Berlusconi nel mondo, anche se per il
momento, a causa degli “impegni impellenti di aula, anche alla Camera”, dovuti
alla Finanziaria “non riusciamo ad avere attività di partito”. E se per il momento,
per queste ragioni ancora non c’è stato l’incontro con il coordinatore, il senatore
del Pdl ha chiarito che “con Di Biagio siamo d’accordo
che faremo un prospetto di una specie di bilancio però calibrato in rapporto
alle possibilità del partito”, come ad esempio “cercare di fare le missioni
istituzionali e contemporaneamente attività di partito”.
Senatore Bettamio, in qualità di vice lei e i suoi colleghi
avete avuto modo di incontrare l’on. Di Biagio per discutere la linea per il
rilancio del Pdl all’estero?
"Ancora no, perché abbiamo avuto impegni impellenti
di Aula sia noi (al Senato, ndr) che alla Camera e quindi sino a che non ci
sbarazziamo della finanziaria non riusciamo ad avere attività di partito. Però
con Di Biagio siamo d’accordo che faremo un prospetto di una specie di bilancio,
ma calibrato in rapporto alle possibilità del partito: cioè, non facciamo un
bilancio per dire “ci occorre questo” punto e basta. Nel senso che bisognerà
trovare qualche astuzia, come per esempio quando andiamo all’estero, per non
gravare sul partito, bisogna cercare di fare le missioni istituzionali e contemporaneamente
attività di partito".
In questi giorni è partita l’operazione di tesseramento
del Pdl anche all’estero, lei cosa ne persa?
"Cominciamo ad introdurre il concetto che fra un
italiano che abita all’estero e uno che abita in Italia non ci debba essere
differenza per quanto riguarda l’appartenenza al partito. Quindi il tesseramento
è partito in Italia e all’estero. Le modalità sono le stesse, i contributi sono
gli stessi e vediamo. Abbiamo dei buoni echi soprattutto in America Latina".
Perché i connazionali nel mondo dovrebbero tesserarsi
ad un partito che ha diminuito i fondi a loro destinati e sta chiudendo i consolati?
“Bisognerebbe chiederlo a loro perché nonostante questo
si iscrivono lo stesso. Però c’è una cosa: ho fatto due riunioni, una a Bruxelles
a l’altra Strasburgo, e ho spiegato che non si tratta di tagli per tagliare
a impazzata, si tratta di razionalizzare strutture che fra consolati, istituti
italiani all’estero e patronati spendono molto di più che non razionalizzando
facendo qualche spostamento in più. Per esempio se nella sede del consolato
fosse ospitato anche l’istituto italiano di Cultura, se i corsi di lingua si
facessero lì e non ci fossero quattro enti, anche fisicamente, con quattro palazzi
diversi,… Questo bisognerebbe iniziarlo a capire. E’ chiaro che i tagli poi
vanno rivisti tutti, siamo partiti già con una discussione sia in commissione
Esteri che all’interno del partito”.
So che ha partecipato alla presentazione del consolato
digitale, a Bruxelles. Come le sembra il progetto?
“Ci vuole - ammette Bettamio -, perché ormai l’epoca
non è più la mia ma quella dei miei nipoti: è inutile continuare con la penna
e la carta, però, considerato anche il tipo di preparazione dei nostri connazionali
io ho suggerito e credo che il ministero lo accetti che i due sistemi, quello
telematico e quello “cartaceo” coesistano per un certo periodo, due o tre anni.
Altrimenti non è possibile”.
Tornando al tesseramento, è stato deciso come saranno
destinate le quote di partecipazione all’estero?
"Ancora no".
Dopo verranno nominati dei referenti ufficiali all’estero,
visto che al momento non ci sono nomine di questo tipo e c’è confusione fra
i connazionali nel mondo? Questo potrebbe creare anche problematiche di tipo
politico…
"Non bisogna aumentare le problematiche: dal momento
in cui ci sono dei parlamentari eletti che rappresentano i connazionali - continua
Bettamio a colloquio con Italiachiamaitalia.com -, bisogna andarci cauti con
il fare anche degli incarichi di partito, perché rischiamo di fare confusione.
Per ora i parlamentari eletti, perlomeno quelli del PDL, usufruiscono di una
settimana al mese di congedo per ritornare nelle loro sedi. Per adesso tocca
a loro organizzare il territorio. Certo che sul territorio, essendo così vasto,
bisognerà metterci le mani, però a questo non ci siamo ancora arrivati".
Cosa ne pensa della posizione dell’ex ministro Tremaglia,
che parla di offesa per i connazionali all’estero e minaccia di lasciare il
Pdl?
Non ho seguito, non ne so nulla. Forse lo hanno detto
i giornali all’estero, sulla stampa nazionale non ho visto nulla. E già questo
dà la misura: il fatto che nessun giornale o agenzia italiana recepisca questa
di
Anche se non ha avuto molto eco, è abbastanza verosimile
che Tremaglia non sia stato molto considerato nelle decisioni del Pdl estero…
Lì c’è stata una problematica che lui stesso sollevò
quando era ministro: la lista Tremaglia… E’ molto
discusso quel periodo per cui non mi meraviglio che i dirigenti nazionali siano
ancora prudenti nell’associare questo o quel personaggio alle cose.
Però, siccome non ho letto quello che ha detto non posso commentare. (Francesca
Toscano-www.italiachiamaitalia.com/