INFORM - N. 213 - 17 novembre 2009


PARTITI

Aldo Di Biagio (Pdl) sul tesseramento del Popolo della Libertà nel Mondo

“Il partito non intende mettere in discussione la storia dell’emigrazione e l’esperienza associativa, ma vuole considerarla un interlocutore”

 

ROMA- Il responsabile per gli Italiani nel mondo del Pdl Aldo Di Biagio, eletto nella ripartizione Europa, fa il punto sul dibattito relativo alla campagna di tesseramento del Popolo delle Libertà nel Mondo. Riportiamo a seguire il testo integrale della nota.  

Gentili referenti,

queste ultime settimane sono state scandite da una intensa attività politica da parte mia e del settore tutto, nonché da parte vostra che vi siete prodigati nella piena valorizzazione del partito all’estero.

Sono lieto di informarvi che a distanza di poco più di 15 giorni dall’avvio della campagna tesseramento del Popolo della Libertà nel Mondo, giorno dopo giorno è cresciuto esponenzialmente il numero degli iscritti e molti circoli locali sono stati inaugurati o sono in procinto di esserlo.

Sto toccando con mano l’attenzione che ciascuno di Voi sta infondendo nel progetto del Pdl all’estero ma mi auguro che questa percorso possa rafforzarsi sempre di più.

Allo stesso tempo è mia priorità, in qualità di responsabile Italiani nel Mondo, condividere con voi alcune mie riflessioni in merito alle stesse dinamiche di tesseramento, che stanno sollevando ventagli di dichiarazioni, proteste e mal fondate riflessioni che rischiano di creare confusione su un progetto – quello della crescita del partito oltre confine –che necessita di attenzione e di chiarezza.

Come ho avuto modo di evidenziare in più comunicazioni, il tesseramento è l’espressione naturale ed imprescindibile di appartenenza ad un partito: non è da intendersi come scelta azzardata, coatta o semplicemente un capriccio del responsabile di settore. La nascita e la strutturazione del partito all’estero ed il lancio del tesseramento sono stati predisposti dal partito in maniera assolutamente condivisa e non sono stati il frutto di una mia scelta individuale ed unilaterale. I vertici di partito hanno appurato l’esigenza di creare qualcosa di stabile e di strutturato al di fuori dei confini nazionali che potesse  garantire un reale coinvolgimento dei nostri sostenitori e che non si limitasse ad una partecipazione “associativa” che fino ad ora – sul versante partitico – non è stata pienamente produttiva.

E pur vero che all’estero il ruolo dell’associazionismo in senso generale è stato, e continua ad essere fondamentale, perché collante imprescindibile delle comunità italiane e riferimento indiscusso dei nostri connazionali: il tesseramento ed il partito però non intendono mettere in discussione la storia dell’emigrazione e l’esperienza associativa, ma vogliono considerarla un interlocutore.

Il tesseramento – però - è un’altra cosa. Non è un’alternativa all’associazione, non è un obbligo del simpatizzante, né l’unico modo per fare politica o manifestare le proprie idee: è il passepartout per entrare nel partito, senza di esso – ovviamente – non può esservi iscrizione al partito, così come accade in Italia o come accade per altri partiti all’estero.

Il Pdl non chiede di mettere mano al portafogli, con un cenno impositivo ed autoritario, ma – di contro – chiede, a chi intende farlo, di diventare ufficialmente parte integrante di questo progetto come lo sono, in Italia, i tesserati del nord, del sud del centro e delle isole. Italiani e tesserati del Pdl a tuttotondo.

A chi ritiene che nel progetto di tesseramento e di strutturazione del partito all’estero non siano state interpellate associazioni, gruppi e realtà attive sul territorio, rispondo con semplicità che i riferimenti di questi aspetti erano già stati evidenziati nelle opportune sedi, ed era stata richiamata più volte l’attenzione delle suindicate realtà, ma mai in nessuna occasione vi era stato alcun cenno o riscontro.

Inoltre, il regolamento di settore, con la sua organizzazione, i ruoli ed i coordinamenti è pubblicato sul sito del partito da diversi mesi, ma poche sono state le riflessioni ed i cenni di chiarimento.

Da parte mia, e del settore tutto, c’è sempre stata massima disponibilità ed apertura. A chi ritiene, invece, che vi sia l’esigenza di strutturare politicamente il partito prima di procedere al tesseramento, ritengo di esprimere che all’estero al momento c’è esattamente bisogno del contrario: se si continua a dare un sopravvalutato valore alle parole e alle chiacchiere si rischia di far durare questo discorso di “costruzione politica” fin troppo e come al solito senza alcun tipo di risultato.

L’esperienza del partito e delle sue precedenti versioni all’estero, insegna l’esigenza di saper bene creare una struttura ed una ramificazione oltre confine all’interno della quale individuare riferimenti, progetti ed attivismo e – perché no – intercettare chi sa coordinare le suddette attività nel migliore dei modi.

Ritengo che questa sia la versione più accreditata e fattibile di meritocrazia organizzativa e procedurale che il partito possa sostenere.

Cari amici abbiamo la possibilità di avere un peso e di creare un forza realmente competitiva e capace di dialogare a pari grado con il partito a livello nazionale: non mi stancherò mai di ripetere che per contare a Roma, per far sentire la nostra voce sui provvedimenti e nell’ambito della attribuzione delle risorse, è necessario poter contare su di una valida struttura orizzontale, e sappiamo bene che soltanto il partito con il suo tesseramento può essere capace di darci tanto.

Mi sento – a questo punto – di invitare voi tutti a credere realmente in questo progetto e a chi nutre perplessità di riferirlo nelle opportune sedi piuttosto che riempire le pagine della stampa di settore con fantasiose supposizioni che nulla hanno a che vedere con la realtà dei fatti e con gli sforzi che a livello politico come responsabile di settore e come parlamentare sto portando avanti insieme ai colleghi. E’ il momento di cambiare rotta! Chi vuole essere protagonista di questo progetto – e ce ne sono in tanti – procederà con il tesseramento, sostenendolo attivamente come condizione imprescindibile dell’appartenenze ad un gruppo, ad una realtà. Non diamo eccessiva attenzione a chi intende distruggere il nostro lavoro, non diamo corda a chi getta veleno su un progetto che tutti noi abbiamo sinceramente auspicato e costruito. Buon lavoro e buon tesseramento a tutti! (Aldo Di Biagio, responsabile Italiani nel mondo del Pdl)

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