ITALIANI ALL’ESTERO
Progetto pilota dell’Università Ca’ Foscari e cofinanziato
dalla Regione Veneto
In Veneto con “Torno Parlo Contatto Vado” sei giovani
oriundi laureati
Incontro l’assessore Oscar De Bona
VENEZIA - L’assessore della Regione Veneto ai flussi
migratori Oscar De Bona ha ricevuto oggi, a Palazzo Balbi (sede della Giunta)
a Venezia, i sei giovani laureati ed occupati, discendenti di veneti residenti
in paesi extraeuropei, che stanno partecipando al progetto “Torno Parlo Contatto
Vado”. Si tratta di un progetto pilota che prevede un’esperienza formativa in
Italia, realizzata dall’Università Ca’ Foscari di
Venezia con il cofinanziamento della Regione e finalizzata ad avvicinare i giovani
alla conoscenza della lingua italiana e alla presa di contatto con aziende venete.
L’obiettivo del progetto, presentato dalla professoressa Elisabetta Pavan
di Ca’ Foscari, è quello di stabilire ulteriori relazioni
fra il Veneto e i diversi paesi di residenza dei giovani partecipanti, che fruiscono
tutti di una borsa di studio. Dei sei corsisti, prescelti tra oltre venti aspiranti
sulla base della loro conoscenza della lingua italiana, del titolo di studio,
del curriculum e dopo un colloquio telematico, tre di loro vivono in Brasile,
due in Venezuela e una in Argentina.
Il corso, preceduto da un periodo formativo on line, prevede due settimane di formazione della lingua italiana,
su tematiche culturali ed economiche e altre due di visite e stage in
aziende e nei distretti produttivi del Veneto. Gli attestati di frequenza saranno
consegnati il 4 dicembre prossimo a Treviso. “E’ un progetto – ribadisce l’assessore
Oscar de Bona – che abbiamo voluto e sostenuto perché rientra nella logica della
politica regionale per quanto riguarda i nostri oriundi, ovvero avvicinare i
giovani di origine veneta che vivono nel mondo alla nostra cultura e alla nostra
realtà economica, creando così un “ponte” tra il loro paesi e il Veneto. Credo
che i giovani, al termine di questa esperienza, non solo avranno arricchito
la loro cultura, ma anche la loro professionalità e che sapranno trasferirla
nei loro posti di lavoro”. (