LOTTA ALLA
FAME NEL MONDO
Save the Children:
bastano 27 centesimi al giorno per salvare un bambino
ROMA – Basterebbero meno di 170 euro all’anno, meno di
27 centesimi al giorno, fino al compimento del secondo anno di vita, per garantire
ad un bambino una corretta nutrizione e contribuire ad arrestare le morti
per malnutrizione.
E’ quanto emerge dal rapporto ‘Fame di Cambiamento’
di da Save the Children.
Un rapporto che intende essere “un chiaro monito” ai grandi della terra riuniti
a Roma in occasione del vertice Fao e il cui contributo per sconfiggere la fame
nel mondo “continua a rimanere molto basso”.
Più di 178 milioni di bambini al mondo soffrono di malnutrizione
cronica che, come ribadito oggi dal segretario generale dell’Onu, è causa di
morte per milioni di bambini ogni anno.
“Troppi bambini stanno morendo perché i leader mondiali
stanno fallendo nella riduzione dei livelli di malnutrizione, che ogni anno
è causa di oltre metà delle morti infantili - ha affermato David Mepham, direttore Policy di Save
the Children - Tale cifra è destinata ad aumentare
a causa dell’incremento del costo del riso, dei cambiamenti climatici e della
crisi economica in corso. Queste morti però non sono eventi sporadici al di
fuori del nostro controllo, bensì il frutto di precise scelte politiche”.
Il rapporto ‘Fame di Cambiamento’ rivela che esiste –
sottolinea l’organizzazione umanitaria - una gamma di possibilità per
fermare la malnutrizione, causa di danni irreversibili allo sviluppo fisico
e cognitivo dei bambini, sin dal loro concepimento al compimento del secondo
anno di vita. Nei paesi in via di sviluppo, l’11% dei bambini è malnutrito già
da prima della nascita poiché la crescita viene compromessa dall’alimentazione
scarsa delle loro madri. In alcuni paesi, solo il 5% dei bambini ha una dieta
diversificata e, conseguentemente, mentre il resto non riesce ad avere il sufficiente
apporto di vitamine, utili per il loro sviluppo fisico e cognitivo. Più di metà
dei bambini che vivono nei paesi in via di sviluppo basa la propria nutrizione
sulla combinazione al massimo di tre diversi alimenti e non riesce pertanto
ad avere una dieta equilibrata.
“Sappiamo come combattere la fame dei bambini e sappiamo
quanti fondi sono necessari per farlo, ma si continua a non dare all’alimentazione
la giusta importanza e tutto ciò deve cambiare - continua David Mepham
- Auspichiamo che alla fine di questo summit, ci sia un serio impegno a dire
basta alla fame: è scandaloso che i leader mondiali stiano trascurando un problema
così grande e la cui risoluzione è così ovvia”.
Metà dei bambini malnutriti vivono in otto paesi in via
di sviluppo: Afghanistan, Bangladesh, Repubblica Democratica del Congo, Etiopia,
India, Kenya, Sudan e Vietnam. Secondo il rapporto di Save the Children basterebbero 5,85
miliardi di euro all’anno per combattere la fame in queste nazioni e ridurre
drasticamente il numero di bambini rachitici o malnutriti.
Save the Children
chiede che ad ogni bambino vengano garantite 170 euro all’anno fino al compimento
del secondo anno d’età e che tale somma venga impiegata per fornire soluzioni
efficaci per la riduzione della malnutrizione infantile, come la promozione
dell’allattamento al seno, l’allocazione di piccoli budget per l’acquisto di
cibo e la somministrazione di vitamine supplementari ai bambini. Tale investimento
di primo livello, avrà una ricaduta positiva in termini di miglioramenti culturali
ed economici.
“I leader mondiali stanno concentrando i loro sforzi
su una maggiore produzione di cibo, ma devono altresì trovare le modalità per
far sì che le persone più vulnerabili possano permettersi di acquistarlo, riconoscendo
la dimensione del problema e rispondendo con il giusto livello di investimento
- conclude David Mepham - Save the Children chiede con risoluzione
un reale cambiamento: non vogliamo solo che i bambini sopravvivano, ma anche
che non vivano ai margini e che crescano sicuri, forti e sani”. (