INFORM - N. 212 - 16 novembre 2009


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Da “Pagine”, Venezuela

Vitaliano Vita: “Chi vuole la pace si prepari alla guerra”. Chavez come Vegezio?

 

CARACAS -  E’ il messaggio trasmesso dal presidente Chavez al popolo venezuelano nel corso delle manifestazioni dedicate alla pace nel mondo.  In modo chiaro, forse anche troppo, ha sostenuto che la installazione delle 7 basi militari americane concesse da Colombia agli Stati Uniti costituiscono una minaccia (atomica) per l’intero Continente, un espediente per tenere sotto controllo i paesi dell’America del Sud che, attraverso le nuove tecnologie , vedono anche la propria autonomia  e privacy a rischio. Secondo il presidente Chavez si tratta di una intesa tra gli oligarchi dei due paesi, preoccupati che la indipendenza economica e le ricchezze energetiche di Venezuela possano trasformarsi in potere politico e realizzare il sogno bolivariano: la costituzione degli Stati Uniti del Sud America. Invero non ha usato questi termini, ma in buona sostanza ha sostenuto che  “per difendere l’autonomia del paese ed assicurare la pace, è necessario  rafforzare la difesa, prevedere ciò che può accadere in modo concreto… dimostrando partecipazione collettiva ed unitaria….”

Secondo Chavez il Venezuela disporrebbe di prove inconfutabili  che attesterebbero che Colombia e Usa cospirano contro l’autonomia del Governo venezuelano, prove che sarebbero state corroborate dall’arresto, in questi giorni, di dodici agenti colombiani dei servizi segreti che stavano operando in territorio venezuelano…!

Dichiarazioni di questo genere non possono rimanere inascoltate: dopo il colpo di stato in Honduras la comunità mondiale deve affrontare il problema delle autonomie e della sovranità, stabilire norme e procedure per garantire il rispetto della volontà popolare, la difesa della liberta  e dei principi democratici.

Il Venezuela è un paese troppo importante: le sue riserve energetiche sono indispensabili  per la vita dell’intero  pianeta. Per paesi poi, come la Cina, la Russia, l’Italia e la Francia, che da tempo hanno stabilito rapporti energetici rilevanti, diventa un obbligo non solo civile sostenere che certi principi democratici devono essere rispettati cosi come deve essere garantita la stabilità di Governo, specialmente quando sostenuta con continuità da una maggioranza consistente.

 Dopo quanto accaduto in Iraq la possibilità che Obama  possa  promuovere interferenze improprie su altri paesi, appare impossibile… Comunque  bene ha fatto Chavez a gridare “aiuto… aiuto! ovvero: attenzione, non accetteremo e tollereremo alcuna ingerenza, siamo economicamente in condizione di difenderci e politicamente pronti ad affrontare, uniti, qualunque tipo di offesa” concetto che, peraltro ,sembra  trovare piena condivisione presso molti  altri paesi africani e sud americani.

La polemica sollevata è troppo pesante per essere ignorata, dovrà essere affrontata , dovranno essere presentate prove esaustive e quindi assunte decisioni che garantiscano il rispetto dei principi democratici che devono tutelare la libertà, l’indipendenza e la sovranità  della volontà popolare.

In un paese civile, argomenti del genere vanno trattati e giudicati collettivamente. Ogni cittadino  ha il diritto di farlo, di obiettare, criticare, dissentire e condividere, perche problemi come questo non toccano solo  il singolo individuo, ma l’intera comunità mondiale, il nostro modo di vivere e sopravvivere, l’etica e quindi il nostro “Io”. (Vitaliano Vita-Pagine)

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