INFORM - N. 212 - 16 novembre 2009
ONG
Marelli (Ong Italiane) sul Vertice FAO:
“Dichiarazione totalmente inefficace per combattere la
fame nel mondo”
Segnale negativo anche l’accordo USA-Cina
sul clima
ROMA - Grande
delusione da parte delle organizzazioni della società civile e delle ONG riunite
a Roma alla Città dell’Altra Economia per il Forum parallelo al Vertice della
FAO. “I 600 delegati di organizzazioni contadine, di agricoltori, pescatori,
donne, giovani, popoli indigeni e ONG internazionali unanimemente considerano
la dichiarazione finale del Vertice
approvata per acclamazione nella plenaria di questa mattina uno strumento vuoto
di ogni impegno concreto per affrontare con politiche e risorse adeguate lo
scandalo del miliardo di persone che soffrono la fame” dice Sergio Marelli,
presidente dell’Associazione ONG Italiane e presidente dell’Advisory Group costituito
in occasione del Forum..
“Il modello di sviluppo e le politiche agricolo-alimentari
fin qui perseguito hanno fatto si che negli ultimi due anni il numero degli
affamati crescesse di 200 milioni – sottolinea Marelli -. Il prezzo pagato per
ottenere il voto favorevole di USA, Canada, Australia e degli altri paesi del
G8 è troppo alto. Aver tolto nelle ultime fasi negoziali della Dichiarazione
finale del Vertice FAO il riferimento temporale del 2025 per l’eliminazione
totale della fame nel mondo, aver cancellato la necessità di stanziare 44 miliardi
di dollari all’anno per il sostegno all’agricoltura come richiesto dal direttore
generale della FAO Diouf fanno di questa dichiarazione
un documento privo di ogni strumento concreto per rendere efficace la lotta
alla fame nel mondo”.
“L’assenza dei leader dei G8 a questo vertice
anticipata con le dichiarazioni di
ieri circa l’accordo raggiunto tra USA e Cina per sminuire i risultati del vertice
di Copenaghen sui cambiamenti climatici, sono inoltre un chiaro messaggio di
come i Paesi ricchi cerchino ancora di imporre la loro politica nei confronti
dei Paesi poveri” aggiunge Marelli, per il quale invece “le politiche agricolo-alimentari
e la gestione delle risorse per la loro implementazione non possono che essere
competenza delle Agenzie specializzate delle Nazioni Unite, FAO e IFAD in testa,
e non vanno consegnate alla Banca Mondiale come vorrebbero i G8. Riteniamo che
assegnare il ruolo di policy maker alla Banca Mondiale significa riconsegnare
all’istituzione che ha le maggiori responsabilità nell’aver causato l’attuale
crisi alimentare mondiale. Il ruolo primario delle Nazioni Unite nella definizione
delle politiche e nella governance mondiale, concetto anch’esso assente nella
Dichiarazione finale del Vertice,
è un attentato alla Sovranità Alimentare e alla autonomia delle scelte in materia
di politica alimentare delle popolazioni e dei Governi dei Paesi poveri”. (Inform)
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