RASSEGNA STAMPA
Intervista al ministro degli Esteri del quotidiano serbo “Danas”
Frattini: “Ora è tempo per l’Unione Europea di premiare
Il primo summit Italia-Serbia
che si svolgerà oggi a Roma invierà un messaggio chiaro – l’Italia desidera
vedere
Serbia e Italia hanno una buona collaborazione economica.
L’Italia da anni è uno dei maggiori partner economici. Questo primo summit Italia-Serbia
aprirà la possibilità di ampliare tale cooperazione? Perché l’Italia ha proposto
di organizzare un incontro del genere e che cosa potrebbe essere l’obiettivo
reale dell’incontro? Questo tipo di incontro diventerà regolare?
Italia e Serbia sono legati da una amicizia durevole
oltre ad avere una collaborazione in tutti i campi. E’ un rapporto di amicizia
che comprende anche i cittadini dei due paesi.
Quest’anno celebriamo i 130 anni dal riconoscimento dei
rapporti diplomatici fra
Quali sono le questioni più importanti di cui si discuterà
al summit?
Prima di tutti stabiliremo e porteremo avanti alcune
decisioni, tra queste verrà firmato una intesa fra i due governi. Tale intesa
renderà più forte la partnership strategica in settori chiave come le infrastrutture,
l’energia, l’agricoltura, gli affari interni, la cooperazione per la cultura
e l’istruzione nei settori scientifici e tecnici. Parleremo anche di cooperazione
militare.
Serbia ha grandi aspettative per un intervento da parte
degli investitori italiani, soprattutto della FIAT. Qual è l’importanza di questo
progetto per i futuri rapporti dei due stati?
La decisione della FIAT di investire in Serbia è la conferma
della partnership in campo industriale da una parte, e di una maggiore apertura
per gli investimenti italiani in Serbia dall’altra. L’investimento della FIAT
vale più di 900 milioni di Euro, ciò vuol dire che
Gli sforzi della Serbia di avvicinarsi all’EU negli ultimi
12 mesi non hanno avuto successo. Perché, secondo Lei, alcuni paesi dell’EU
esitano?
Le difficoltà nel processo di ratificazione dell’accordo
di Lisbona hanno aggravato la situazione. Devo dire che, a parere di Roma, il
governo serbo quest’anno ha fatto un lavoro importante. L’accordo di stabilizzazione
e adesione viene ben applicato da parte della Serbia, così Belgrado ha dimostrato
la propria determinazione nel continuare il percorso di accelerazione verso
l’EU. L’implementazione delle riforme necessarie per l’abolizione dei visti
è importante. Sono maturi i tempi affinchè
Lei appoggia l’adesione della Serbia all’EU e l’applicazione
dell’Accordo transitorio senza la partecipazione dell’Olanda. Le sembra realistico
ciò? E’ realistico che
L’Italia appoggerà la richiesta della Serbia di ottenere
lo status di candidato come membro dell’EU nel momento in cui verrà presentata.
Ciò verrà affermato ulteriormente durante il Summit bilaterale. Personalmente
posso confermare la fermezza dell’Italia di risolvere tutti i problemi esistenti,
facilitando in tal modo il percorso della Serbia verso l’EU.
Sembra che la posizione dei Balcani occidentali agli
occhi dell’EU non è delle migliori. Tutti i paesi della regione trovano ostacoli
nel loro percorso. Nell’ambito dell’EU come va visto questo punto?
Ho sollevato tale problema al Summit EU-USA tenutosi
a Praga a marzo di quest’anno. Con la di
Se si guarda al progresso effettuato negli ultimi 8 mesi,
diventa chiaro quanto è importante continuare con queste decisioni.
E’ una delle più importanti cose proposte da me a Praga.
Sono trascorsi oramai dieci anni dalla conferenza di Zagabria ed è giunta l’ora
di fare un’ampia analisi delle integrazioni dei Balcani occidentali per dare
un forte impulso al percorso dell’ultimo chilometro. Dobbiamo terminare l’ampliamento
storico iniziato nel 2004.
Alcuni diplomatici greci annunciano l’ingresso della
Serbia all’EU nel 2014. E’ realistico?
Prima vi sarà l’ingresso e meglio sarà per tutti.
Serbia conferma che non riconoscerà mai il Kosovo. Lei
pensa che l’EU, come una della condizioni per entrare nell’unione, chiederà
alla Serbia di riconoscere il Kosovo?
Come membro dell’EU è tenuto a conformarsi ai criteri
di Copenhagen.
Sinceramente non vedo nessun motivo di applicare nei
confronti dei Serbi un altro approccio.(Dragan Bisenic-Danas, 13 novembre 2009