INFORM - N. 211 - 13 novembre 2009


DIRITTI

A Montaione seconda giornata del convegno internazionale

Partecipazione, l’America fa della Toscana un modello

Lukensmeyer racconterà la legge toscana alla prossima conferenza dei governatori Usa

 

MONTAIONE (Firenze) - I ‘Town Meeting’ sono nati negli Stati Uniti nell'Ottocento per amministrare le cittadine del New England dove ancora non era stato eletto un sindaco. Anche le giurie di cittadini estratte a sorte sono nate negli Stati Uniti, trent'anni fa: forme diverse di partecipazione della 'gente comune' alle decisioni della politica e delle istituzioni. “Ma la Toscana è avanti”, ripete più volte Carolyn Lukensmeyer, fondatrice nel 1995 e presidente di America Speaks, una fondazione indipendente che si propone di rafforzare la democrazia americana attraverso un maggior coinvolgimento dei cittadini nel processo decisionale pubblico. “Nessuno Stato degli Stati Uniti - dice - ha una legge per coinvolgere i cittadini nelle decisioni. C'è solo una tradizione più forte in Wisconsin e Minnesota: voi l'avete e l'America guarda con grandi aspettative alla vostra esperienza”.

L'elogio alla Toscana, prima (e finora unica) regione in Italia che si è dotata alla fine del 2007 di una legge per stimolare il coinvolgimento dei cittadini nelle decisioni prese dalla istituzioni, arriva nel corso de “Le giornate di Montaione”, un seminario internazionale promosso dalla Regione che è  iniziato ieri e che proseguirà fino a domani. Un convegno particolare – anche per la sede, volutamente 'vicina' ai cittadini: una casa di riposo per anziani, la sala parrocchiale ed altri locali messi a disposizione nel paese - , nel comune fiorentino che per primo, con il borgo di Castelfalfi, ha sperimentato un dibattito pubblico su un progetto urbanistico di governo del territorio.

Della legge toscana la Lukensmeier parlerà alla prossima conferenza annuale dei governatori americani che si svolgerà a marzo del 2010, confidando che tra qualche governo e la Toscana p ossa nascere un rapporto di cooperazione.

La rivoluzione di Obama

“L'amministrazione Obama può essere un'occasione, per l'America, di fare grandi passi avanti sul terreno della partecipazione”, racconta Carolyn Lukermeier, la quale confida di citare spesso come modello la legge toscana sulla partecipazione nei tanti convegni che organizza negli Stati Uniti.  Il primo passo importante, che non è solo una questione lessicale e una scelta di parole diverse, è stata la trasformazione dell'ufficio di relazioni esterne del governo (liaison office) in un ufficio di 'coinvolgimento dei cittadini' (public engagement office).

“Quello che vogliamo fare – aveva spiegato il presidente Obama in più discorsi ufficiali– è non solo sollecitare le opinioni della gente, ma utilizzare l'esperienza diffusa dei cittadini per aiutare il governo ad assumere decisioni più informate e ragionate”. Con tre  priorità: trasparenza, partecipazione e collaborazione. Lo stesso spirito che ha animato, in fondo, la legge toscana. 

Far partecipare soprattutto i cittadini comuni

Ma chi deve partecipare? I portatori di interessi diffusi o la gente comune? Carolyn Lukensmeier  è convinta che la «miglior politica pubblica è quella che concilia la saggezza popolare e la conoscenza specialistica. La partecipazione deve essere però soprattutto di privati cittadini oltre quella di associazioni, pubblico indifferenziato  anziché solo lobbies portatrici di interessi». Un consiglio ad allargare la platea che la fondatrice di America Speaks si è sentita di dare anche alla Toscana.

Partecipare rende felici

“E la partecipazione, la possibilità di dare ciascuno il proprio contributo – conclude, con un concetto poi rip reso da altri – può rendere in questo modo anche felici. Una felicità pubblica, diversa da quelle privata, ma altrettanto importante per la democrazia”.

Partecipazione che, quando applicata alle politiche sanitarie, procura “vero e proprio benessere”, ricorda Roger Bernier, che ieri ha raccontato il coinvolgimento dei cittadini nelle politiche sanitarie di un'agenzia federale.

Di America aveva parlato anche Iolanda Romano di “Avventura urbana”, con una ricerca sulle pratiche più innovative diffuse negli Stati Uniti. La partecipazione naturalmente può assumere varie facce: per partecipare e far partecipare, racconta la presidente di “America Speaks”, c'è il web, ci sono i 'Town Meeting'  su larga scala, ci sono gli incontri di piccoli gruppi dove la gente comune, aiutata da bravi facilitatori, può trovarsi più a suo agio. Strumenti diversi da sceglier di volta in volta a sec onda dei temi e delle situazioni.  (Walter Fortini/Inform)

 

 


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