DIRITTI
A Montaione seconda giornata del convegno internazionale
Partecipazione, l’America fa della Toscana un modello
Lukensmeyer racconterà la legge toscana alla prossima
conferenza dei governatori Usa
MONTAIONE (Firenze) - I ‘Town Meeting’ sono nati negli
Stati Uniti nell'Ottocento per amministrare le cittadine del New England dove
ancora non era stato eletto un sindaco. Anche le giurie di cittadini estratte
a sorte sono nate negli Stati Uniti, trent'anni fa: forme diverse di partecipazione
della 'gente comune' alle decisioni della politica e delle istituzioni. “Ma
L'elogio alla Toscana, prima (e finora unica) regione
in Italia che si è dotata alla fine del 2007 di una legge per stimolare il coinvolgimento
dei cittadini nelle decisioni prese dalla istituzioni, arriva nel corso de “Le
giornate di Montaione”, un seminario internazionale
promosso dalla Regione che è iniziato ieri e che proseguirà fino a domani.
Un convegno particolare – anche per la sede, volutamente 'vicina' ai cittadini:
una casa di riposo per anziani, la sala parrocchiale ed altri locali messi a
disposizione nel paese - , nel comune fiorentino che per primo, con il borgo
di Castelfalfi, ha sperimentato un dibattito pubblico
su un progetto urbanistico di governo del territorio.
Della legge toscana
La rivoluzione di Obama
“L'amministrazione Obama può
essere un'occasione, per l'America, di fare grandi passi avanti sul terreno
della partecipazione”, racconta Carolyn Lukermeier,
la quale confida di citare spesso come modello la legge toscana sulla partecipazione
nei tanti convegni che organizza negli Stati Uniti. Il primo passo importante,
che non è solo una questione lessicale e una scelta di parole diverse, è stata
la trasformazione dell'ufficio di relazioni esterne del governo (liaison office)
in un ufficio di 'coinvolgimento dei cittadini' (public engagement office).
“Quello che vogliamo fare – aveva spiegato il presidente
Obama in più discorsi ufficiali– è non solo sollecitare
le opinioni della gente, ma utilizzare l'esperienza diffusa dei cittadini per
aiutare il governo ad assumere decisioni più informate e ragionate”. Con tre
priorità: trasparenza, partecipazione e collaborazione. Lo stesso spirito che
ha animato, in fondo, la legge toscana.
Far partecipare soprattutto i cittadini comuni
Ma chi deve partecipare? I portatori di interessi diffusi
o la gente comune? Carolyn Lukensmeier è convinta
che la «miglior politica pubblica è quella che concilia la saggezza popolare
e la conoscenza specialistica. La partecipazione deve essere però soprattutto
di privati cittadini oltre quella di associazioni, pubblico indifferenziato
anziché solo lobbies portatrici di interessi». Un
consiglio ad allargare la platea che la fondatrice di America Speaks
si è sentita di dare anche alla Toscana.
Partecipare rende felici
“E la partecipazione, la possibilità di dare ciascuno
il proprio contributo – conclude, con un concetto poi rip
reso da altri – può rendere in questo modo anche felici. Una felicità pubblica,
diversa da quelle privata, ma altrettanto importante per la democrazia”.
Partecipazione che, quando applicata alle politiche sanitarie,
procura “vero e proprio benessere”, ricorda Roger Bernier, che ieri ha raccontato il coinvolgimento dei cittadini
nelle politiche sanitarie di un'agenzia federale.
Di America aveva parlato anche Iolanda Romano di “Avventura
urbana”, con una ricerca sulle pratiche più innovative diffuse negli Stati Uniti.
La partecipazione naturalmente può assumere varie facce: per partecipare e far
partecipare, racconta la presidente di “America Speaks”, c'è il web, ci sono i 'Town Meeting' su larga
scala, ci sono gli incontri di piccoli gruppi dove la gente comune, aiutata
da bravi facilitatori, può trovarsi più a suo agio. Strumenti diversi da sceglier
di volta in volta a sec onda dei temi e delle situazioni. (Walter Fortini/