INFORM - N. 211 - 13 novembre 2009


RETE CONSOLARE

Da Mulhouse una petizione con oltre 9.000 firme per il mantenimento del consolato

Il plico inviato al ministro Frattini insieme ad una lettera del presidente del Comites Banovaz in cui si chiede almeno il mantenimento di un’agenzia consolare

 

MULHOUSE – Oltre 9.000 firme sono state raccolte nella collettività italiana residente nell’Alto Reno e nel territorio di Belfort per una petizione contro la chiusura delle sede consolare di Mulhouse annunciata tra le misure legate al processo di ristrutturazione e razionalizzazione della rete consolare italiana all’estero.

Il plico con i nominativi e le firme è stato inviato al ministro degli Esteri Franco Frattini con una lettera, il 3 novembre scorso, firmata dal presidente del Comites di Mulhouse Aldo Banovaz che sottolinea come le 9.165 adesioni raccolte – su una popolazione italiana residente di 18.700 – possano essere considerate “un record di partecipazione dei cittadini nella nostra circoscrizione”.

Migliaia di firme e cartoline già inviate al Mae dai connazionali per esprimere “timore e angoscia per l’assenza di volontà a mantenere nella regione una presenza istituzionale, anche diversa dalla forma attuale”. Si suggerisce infatti, in alternativa al Consolato italiano, il mantenimento di una struttura come l’agenzia consolare, per garantire comunque una presenza istituzionale nell’area.

“Attraverso questa petizione – si legge nella lettera – i firmatari chiedono di riconsiderare questo progetto di chiusura nella sua forma attuale e garantire alla nostra collettività una soluzione che preservi gli interessi delle parti senza disconoscere quelli della comunità residente: di concedere a Mulhouse la permanenza di una struttura leggera con potere di firma”.

Il presidente del Comites segnala inoltre che la locale Missione cattolica italiana avrebbe avanzato la proposta “di ospitare presso adeguati locali un’agenzia consolare, ad un costo di affitto sostanzialmente simbolico”. Tale soluzione, con il mantenimento del personale al lavoro – che comunque avrebbe il diritto di conservare il posto di lavoro, anche presso altra sede – ridurrebbe i costi del funzionamento della struttura. “Una soluzione migliore per i nostri 20.000 connazionali – segnala Banovaz – rispetto all’accorpamento proposto con la sede di Metz, distante da Mulhouse circa 300 chilometri”.

La lettera è stata inviata per conoscenza al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ai presidenti del Senato Renato Schifani e della Camera Gianfranco Fini, ai presidenti delle Commissioni Affari Esteri di Camera e Senato, Lamberto Dini e Stefano Stefani, e all’ambasciatore d’Italia a Parigi Giovanni Caracciolo di Vietri. (Inform)

 


Vai a: