RETE CONSOLARE
Da Mulhouse una petizione con oltre 9.000
firme per il mantenimento del consolato
Il plico inviato al ministro Frattini insieme
ad una lettera del presidente del Comites Banovaz in cui si chiede almeno il
mantenimento di un’agenzia consolare
MULHOUSE – Oltre 9.000 firme sono state raccolte nella collettività italiana residente nell’Alto Reno e nel territorio di Belfort per una petizione contro la chiusura delle sede consolare di Mulhouse annunciata tra le misure legate al processo di ristrutturazione e razionalizzazione della rete consolare italiana all’estero.
Il plico con i nominativi e le firme è stato inviato al ministro degli Esteri Franco Frattini con una lettera, il 3 novembre scorso, firmata dal presidente del Comites di Mulhouse Aldo Banovaz che sottolinea come le 9.165 adesioni raccolte – su una popolazione italiana residente di 18.700 – possano essere considerate “un record di partecipazione dei cittadini nella nostra circoscrizione”.
Migliaia di firme e cartoline già inviate al Mae dai connazionali per esprimere “timore e angoscia per l’assenza di volontà a mantenere nella regione una presenza istituzionale, anche diversa dalla forma attuale”. Si suggerisce infatti, in alternativa al Consolato italiano, il mantenimento di una struttura come l’agenzia consolare, per garantire comunque una presenza istituzionale nell’area.
“Attraverso questa petizione – si legge nella lettera – i firmatari chiedono di riconsiderare questo progetto di chiusura nella sua forma attuale e garantire alla nostra collettività una soluzione che preservi gli interessi delle parti senza disconoscere quelli della comunità residente: di concedere a Mulhouse la permanenza di una struttura leggera con potere di firma”.
Il presidente
del Comites segnala inoltre che la locale Missione cattolica italiana avrebbe
avanzato la proposta “di ospitare presso adeguati locali un’agenzia consolare,
ad un costo di affitto sostanzialmente simbolico”. Tale soluzione, con il mantenimento
del personale al lavoro – che comunque avrebbe il diritto di conservare il posto
di lavoro, anche presso altra sede – ridurrebbe i costi del funzionamento della
struttura. “Una soluzione migliore per i nostri 20.000 connazionali – segnala
Banovaz – rispetto all’accorpamento proposto con la sede di Metz, distante da
Mulhouse circa
La lettera è stata
inviata per conoscenza al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ai
presidenti del Senato Renato Schifani e della Camera Gianfranco Fini, ai presidenti
delle Commissioni Affari Esteri di Camera e Senato, Lamberto Dini e Stefano
Stefani, e all’ambasciatore d’Italia a Parigi Giovanni Caracciolo di Vietri.
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