INFORM - N. 210 - 12 novembre 2009


MONDO SCALABRINIANO

Dalla Rivista “Scalabriniani”

Lorenzo Bosa: “Giustizia e solidarietà”

 

ROMA - Sorprende l’ultimo “Rapporto sull’insicurezza alimentare 2009” della FAO, l’agenzia ONU che si occupa dell’alimentazione e dell’agricoltura. Sorprende perché dolorosamente archivia con sei anni di anticipo l’ambizioso obiettivo di dimezzare il numero delle persone che soffrono la fame entro il 2015 proposto dalla stessa ONU con la “Dichiarazione del Millennio”. Allora erano stimate in 963 milioni le persone a soffrire la fame. In poco meno di un anno sono ora 1,02 miliardi, il livello più alto dal 1970.

Le cause principali che sono sotto accusa: il rincaro dei beni alimentari nonostante l’aumento di raccolti e il crollo dei finanziamenti e dellerimesse a causa della recessione. Nella mappa della malnutrizione primeggiano l’Asia e il Pacifico, seguono l’Africa subsahariana, l’America Latina e i Caraibi.

Benedetto XVI nella Caritas in Veritate, riferendosi alla caotica situazione economico-finanziaria per la mancanza di una “autorità politica mondiale”, ha ricordato anche le cause dei fenomeni migratori “spesso provocati” e che inducono milioni di uomini e donne a lasciare la propria terra.

Il fenomeno migratorio, di natura epocale, è veramente impressionante per il “numero di persone coinvolte”,  “per le problematiche” che sorgono a tutti i livelli e per le “sfide drammatiche” che ne seguono. E ricorda pure che i migranti “non possono essere considerati come una merce o una mera forza lavoro”. “Ogni migrante è una persona umana che, in quanto tale, possiede diritti fondamentali inalienabili che vanno rispettati da tutti e in ogni situazione”.

La fame, la miseria, le guerre sono senza dubbio tra le cause principali. La carenza di alimentazione provoca l’insicurezza, per cui diventa una vera sfida quotidiana e con la guerra alle calcagna l’esodo diventa drammatico.

Nelle aree indicate dalla FAO come punti strategici imperano tutte queste cause, di fronte alle quali il mondo, lo abbiamo sentito ripetere tante volte, non può rimanere insensibile. Ed ora più che prima, visto il dilagare di un fenomeno inarrestabile e che bussa con più insistenza alle porte dei Paesi ricchi e di una società sempre più globalizzata.

È un fenomeno che bussa anche alle nostre porte e che spesso ci trova indifferenti, paurosi, allarmati, critici, propensi a chiudere le frontiere e a dare in pasto inequivocabilmente alle organizzazioni malavitose, “i mercanti di carne umana”, come da oltre un secolo le chiamava il Beato Scalabrini.

Per la società, i governi, la chiesa, per ognuno si impongono la necessità e il dovere di coniugare la solidarietà e la giustizia. È una condizione imprescindibile giacché la solidarietà non può aver altro fondamento che la giustizia. È il cammino che ci permette di superare tante perplessità e paure di fronte ai volti multicolori ormai quotidiani nei nostri teleschermi o con chi stende la mano fiducioso nella nostra solidarietà. Oltre che di giustizia e di solidarietà è anche un segno di quella gratitudine per il ben di Dio che i nostri padri, oltre Oceano e in Europa, hanno ricevuto stendendo a loro volta la mano non tanto lontano nel tempo. (Lorenzo Bosa -Scalabriniani/Inform)

 


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