INFORM - N. 210 - 12 novembre 2009


RETE CONSOLARE

La protesta contro la chiusura del Consolato di  Saarbrücken

I sindacalisti della Confsal-Unsa e del DGB Saarland e il presidente del Comites/Saar si incontrano per studiare strategie comuni. Sabato 14 novembre una manifestazione partirà dal municipio della città tedesca

 

SAARBRÜCKEN - Il responsabile della sede di Saarbrücken del sindacato Confsal-Unsa Pasquale Marino ha incontrato il segretario del DGB Saarland Eugen Roth. I due rappresentanti sindacali hanno concordato una serie d’azioni congiunte per protestare contro l’abolizione dei servizi consolari nella capitale del Saarland. All’incontro ha partecipato anche il presidente del Comites/Saar, Giovanni Di Rosa, che ha chiesto al rappresentante del DGB di partecipare  al corteo di protesta programmato per sabato 14 novembre, con partenza alle ore 11.00 dal municipio di Saarbrücken. Di Rosa ha inoltre sottolineato come la decisione di chiudere il Consolato d’Italia a Saarbrücken rappresenti un’offesa al contributo lavorativo, culturale ed economico che la collettività italiana continua a dare tuttora alla crescita del Saarland. Egli ha anche ricordato la presenza nella capitale dell’acciaio tedesco di quasi 24.000 italiani e di circa 5000 connazionali con doppia cittadinanza. Una collettività che, con la soppressione del consolato di Saarbrücken, rischia di rimanere abbandonata a se stessa. E questo nonostante il nostro paese, nella zona vi sono oltre 400 ditte italiane, acquisti ogni anno dal Saarland merci, materie prime e prodotti industriali per oltre un miliardo e mezzo di Euro, mentre il volume d’esportazione dall’Italia supera il mezzo miliardo l’anno.

Dal canto suo il segretario del DGB Eugen Roth ha posto l’accento sugli aspetti negativi che la chiusura del consolato comporterà soprattutto per i lavoratori e le lavoratrici italiane e per i loro congiunti più anziani.

Pasquale Marino del sindacato Confsal-Unsa ha messo in guardia dal perverso meccanismo che la chiusura dei consolati in Europa inevitabilmente trascinerà con se: l’invidia e l’astio tra una sede consolare e l’altra, con la creazione di collettività italiane di categoria “A” con i servizi consolari comodi e vicini e di categoria”B” che per avere un documento dovranno fare centinaia di chilometri.(Inform)

 


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