INFORM - N. 209 - 11 novembre 2009


IMMIGRAZIONE

Il regista tedesco la scorsa estate ha girato “Il Volo” tra Scilla, Badolato e Riace

Wim Wenders ai Nobel per la Pace: “In Calabria realizzata un’utopia”

 

BERLINO – “La vera utopia non è la caduta del muro, ma quello che è stato realizzato in alcuni paesi della Calabria, Riace in testa”. Wim Wenders parla davanti ai Nobel per la Pace a Berlino e il presidente della Regione Calabria Agazio Loiero, si emoziona: “Sentire Wenders, le sue parole sulla Calabria e sui paesi dell’accoglienza, Riace, Caulonia, Stignano e Badolato, è stata la cosa emotivamente più bella che mi sia capitata da quando sono presidente”.

Esplodono gli applausi nella grande sala del Municipio Rosso di Berlino che ospita i delegati del X Summit dei Premi Nobel per la pace, al termine dell’intervento del famoso regista tedesco che la scorsa estate ha girato “Il Volo” tra Scilla, Badolato e Riace. Non si vedono ancora le immagini dei volti e dei luoghi di cui Wenders parla ma le sue parole evocative sembrano quelle di un profeta. E cresce e si diffonde anche così l’attesa di vedere quel cortometraggio interamente in 3D.

“Il vero miracolo non è qui, ma in Calabria, dove per la prima volta ho davvero visto un mondo migliore”, dice Wenders raccontando la sua esperienza tra i rifugiati di Riace, durante le riprese. “Ho visto un paese capace di risolvere, attraverso l’accoglienza, non tanto il problema dei rifugiati, ma il proprio problema: quello di continuare a esistere, di non morire a causa dello spopolamento e dell’immigrazione. E ho voluto raccontare questa storia in un film che ha come attori i veri protagonisti.”.

“Ho incontrato un uomo d’azione, molto responsabile”, aggiunge Wenders raccontando con le parole del suo sindaco, Mimmo Lucano, la storia di Riace. “Mi ha raccontato – continua il regista – che il Paese era semi-abbandonato, che tante volte si è chiesto come far diventare Riace un luogo di arrivo e non solo un luogo di partenza. Mi ha raccontato di quando vedeva arrivare dal mare i profughi, con il volto segnato dalla stanchezza, un volto che ricordava quello dei calabresi migranti. Mi ha raccontato di come sono state riaperte le case del paese, lasciate chiuse da anni di emigrazione e abbandono”.

“Questa storia – conclude Wenders – deve farci riflettere su come sia possibile far convergere l’obiettivo dell’accoglienza con quello dello sviluppo locale. Riace ha mostrato che ciò è possibile, spalancando le porte al futuro. Questa è’ un’esperienza locale che però ha una valenza globale. E’ un insegnamento rivolto al mondo”. Un’occasione che la Regione Calabria ha colto al volo approvando una legge sull’accoglienza che punta a trasformare l’esperienza di Riace in un “modello Calabria”, quello che proprio ieri i Nobel e i delegati hanno apprezzato nelle parole del presidente Loiero. (Inform)

 

 


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