INFORM - N. 209 - 11 novembre 2009


STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO

Da “La Voce del Popolo” di Fiume

Frattini in visita in Slovenia. Confermato l’appoggio di Roma alla CNI

 

LUBIANA – ''C'è volontà di lavorare insieme sui principali dossier europei, a cominciare dai Balcani occidentali dove insieme riteniamo necessario lavorare per un grande summit da tenere il prossimo anno''. È quanto ha sottolineato il ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini, al termine di un bilaterale con l'omologo sloveno, Samuel Žbogar, nel corso del Comitato di coordinamento dei ministri Italia-Slovenia, a Lubiana. ''Abbiamo affrontato, nel consueto clima di amicizia'', tra i due Paesi ''tutti i temi di interesse bilaterale, come la difesa delle rispettive minoranze'' e ''il lavoro comune in Afghanistan dove le truppe slovene sono a Herat sotto controllo italiano'', ha aggiunto il capo della diplomazia italiana. Sul fronte delle minoranze, Frattini ha ricordato che per quella slovena in Italia quest'anno è previsto uno stanziamento ''per ora di un milione in meno'' dell'anno scorso. L'anno passato - ha ricordato - è stato deciso un aumento di ''un milione in corso d'anno e speriamo comunque di essere in grado nel 2010 di fare altrettanto''. Da parte slovena, sempre sul fronte delle minoranze, il governo sloveno si impegna ''a confermare e aumentare il contributo per quella italiana in Slovenia, ivi incluso quello per la Radio TV di Capodistria'', ha aggiunto Frattini. Il titolare della Farnesina ha incontrato ieri anche una qualificata delegazione della comunità nazionale italiana, alla quale ha confermato l'appoggio di Roma all'etnia.

Per quanto concerle il rfigassificatore vicino a Trieste, il ministro italiano dell'Ambiente, Stefania Prestigiacom, ha dichiarato che Roma invierà a Lubiana un'ulteriore documentazione. Il suo omologo sloveno, Karl Erjavec, ha ribadito che Lubiana non recederà dalla tutela dei propri interessi.

Delegazione della Cni a colloquio con il ministro degli Esteri italiano Frattini. «Ripristinare i finanziamenti all'etnia possibilmente a livelli del 2008»

 “Abbiamo affrontato, nel consueto clima di amicizia”, tra i due Paesi “tutti i temi di interesse bilaterale, come la difesa delle rispettive minoranze”. Così il ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini, al termine di un bilaterale con l’omologo sloveno, Samuel Žbogar, svoltosi nel corso del Comitato di coordinamento dei ministri Italia-Slovenia, svoltosi ieri a Brdo presso Kranj. In particolare, per quanto riguarda i temi di particolare interesse per le minoranze, il capo della diplomazia italiana ha ricordato che per quella slovena in Italia quest’anno è previsto uno stanziamento “per ora di un milione in meno” dell’anno scorso. L’anno passato – ha ricordato –, è stato deciso un aumento di “un milione in corso d’anno e speriamo, comunque, di essere in grado nel 2010 di fare altrettanto”. Da parte slovena, sempre sul fronte delle minoranze, il governo sloveno si impegna “a confermare e aumentare il contributo per quelle italiane in Slovenia, ivi incluso – ha aggiunto Frattini –, quello per la radio-tv di Capodistria”.

Un risultato scaturito anche grazie al contesto che vede intensificarsi il dialogo e la cooperazione tra Roma e Lubiana e del quale il titolare alla Farnesina ha messo a conoscenza i rappresentanti della Comunità Nazionale Italiana incontrata a margine della riunione che ha segnato il rilancio del Comitato di coordinamento dei ministri dei due Paesi verso progetti concreti di interesse comune.

Progetti che, questo l’auspicio, dovrebbero coinvolgere di più anche le minoranze, realtà che, come noto, invitano da sempre a una maggiore sinergia: dalla cooperazione sul territorio, alla collaborazione interuniversitaria per arrivare a una valorizzazione del coinvolgimento delle etnie residenti sul territorio nei lavori del Comitato e ad un aperto sostegno alla prospettiva di integrazione europea dei Balcani Occidentali, auspicando il rafforzamento degli strumenti di cooperazione regionale. Tornando all’incontro di Franco Frattini con i rappresentanti della Comunità Nazionale Italiana – Furio Radin, presidente dell’Unione Italiana, Maurizio Tremul, presidente della Giunta esecutiva dell’Unione Italiana, Roberto Battelli, deputato della CNI alla Camera di Stato, e Flavio Forlani, presidente della CAN Costiera –, ampio spazio è stato dedicato alla questione dei finanziamenti necessari per mantenere l’attività, per realizzare i progetti e per dar vita a iniziative necessarie per mantenere e diffondere l’identità, la cultura e la lingua italiane sul territorio di residenza. Ma non sono mancati nemmeno i riferimenti alle questioni attinenti al rispetto del bilinguismo, ovvero alla puntuale applicazione delle buone leggi che la Slovenia ha approvato in materia, allo snellimento delle procedure burocratiche necessarie per poter realizzare le iniziative proposte dagli appartenenti alla CNI, nonché all’individuazione di percorsi agili da seguire per poter utilizzare in tempi quanto più brevi possibile i cosiddetti “fondi perenti”.

Ottenute assicurazioni sui fondi da Roma

“Al ministro Frattini abbiamo ribadito con forza la nostra richiesta inerente al rifinanziamento dell’ex legge 19/91 come minimo nell’importo del 2009 (3 milioni e 90mila euro), auspicando però che possano essere ripristinati i livelli del 2008, ovvero che i finanziamenti destinati alla CNI tornino ad essere di 4.650.000 euro – ha detto Maurizio Tremul –. In tal senso il ministro Frattini ci ha assicurato che per quanto riguarda il rifinanziamento della legge, che noi auspichiamo avvenga attraverso un emendamento alla Finanziaria, l’impegno dell’Italia è indubbio, mentre che gli spazi per il ripristino dei mezzi dipendono in primo luogo dai risultati che deriveranno dallo scudo fiscale”.
“È stata questa un’occasione per presentare al ministro Frattini anche la situazione attuale dei finanziamenti che vengono assicurati alla CNI dalla Slovenia – ha aggiunto Roberto Battelli –. In tale contesto ho rilevato i problemi che gravano sull’emittente RTV di Capodistria e sottolineato la necessità che tra Stato sloveno ed ente pubblico si addivenga ad un accordo solido che assicuri le auspicate prospettive di sviluppo e consenta di pianificare il futuro con serenità. Ho auspicato altresì – ha proseguito – che la Slovenia imposti i rapporti con l’Italia nel pieno rispetto dello spirito europeo, ovvero in un contesto che guardi allo sviluppo della collaborazione e del dialogo, che produrrà certamente benefici anche per la CNI”.

Uno spaccato della realtà slovena è stato illustrato da Frattini anche da Flavio Forlani che ha illustrato gli annunci relativi alla situazione in tema di finanziamenti destinati alla CNI, e inseriti nella Finanziaria per il 2010, ma soprattutto per il 2011 non rispettano pienamente gli impegni presi da Lubiana. Inoltre, ha spiegato, “è da due anni che siamo in attesa di firmare il Protocollo attuativo dell’Accordo culturale italo-sloveno, rispetto al quale abbiamo presentato le nostre osservazioni e la cui applicazione contribuirebbe in modo significativo alla soluzione di questioni legate al mondo della scuola quali la realizzazione di seminari e stage professionali, la concessione di borse studio, la collaborazione tra gli Atenei…”.

«Progetti arenati per motivi burocratici»

Sulla necessità di reintegrare i finanziamenti assicurati dall’Italia alla CNI nel 2008 e, in ogni caso, di rinnovare la legge triennale si è soffermato anche Furio Radin, che ha evidenziato come “per 15 anni la nostra comunità nazionale ha realizzato tantissime cose, poi improvvisamente e contrariamente alle attese negli ultimi 4 anni le cose sono cambiate e le idee progettuali, pur continuando ad essere valide stentano a decollare”. “Ci stiamo confrontando con progetti arenati non per motivi politici, bensì a causa della burocrazia e il tutto sta assumendo una valenza politica. È per questo – ha sottolineato –, che è importante individuare una risposta alla reiterata richiesta di snellire le pratiche burocratiche”.

Un auspicio pienamente condiviso dal capo della diplomazia italiana, che ha sottolineato l’importanza di definire in modo chiaro e pratico il problema in modo da poter individuare le soluzioni attuabili, se necessario, anche ricorrendo a una riforma legislativa per rendere meno pesanti e obsoleti i sistemi di collaborazione. E anche in virtù di “spirito operativo” e della sua “funzionalità ai traguardi posti” unanimi sono state le valutazioni positive dell’incontro, come però unanime è stata anche l’amarezza per il fatto che nonostante la data simbolica, ricorreva ieri, infatti, il 20.anniversario della caduta del Muro di Berlino non siano state completamente superate alcune chiusure, che sono in contrasto con i principi fondanti dell’Unione europea.

“L’incontro avuto è stato estremamente utile e positivo. Abbiamo avuto modo di sottolineare quello che attualmente è il problema principale: il finanziamento della ‘Rete CNI’. L’assenza di certezze relative ai mezzi finanziari ci rende, infatti, in questo momento impossibile procedere con la stesura del Piano finanziario UI per il 2010 senza fare tagli importanti ai programmi che contraddistinguono e consentono l’esistenza delle nostre scuole, Comunità e istituzioni – ha spiegato Tremul –, quindi è con soddisfazione che abbiamo recepito le assicurazioni dateci dal ministro. Non manca però un senso di rammarico – ha detto –, per le rigidità che non hanno consentito un incontro tra le due minoranze alla presenza dei due ministri degli Esteri. Un incontro che – ha affermato –, sarebbe stato un segnale importante, avrebbe espresso la volontà di affrontare le questioni con quell’approccio europeo che ci dovrebbe contraddistinguere e avrebbe dimostrato che le separatezze sono state superate”.

«Un incidente riprovevole»

Il riferimento è, ovviamente, alla chiusura slovena alla partecipazione di Radin, in quanto cittadino croato, a un incontro bilaterale italo-sloveno. Chiusura che Radin ha commentato innanzitutto ringraziando Frattini per aver ricevuto “questa delegazione”, ma anche ricordando: “Per permettere la mia presenza è stato rivisto il protocollo e a farne le spese è stata la minoranza slovena in Italia che non ha avuto modo di incontrare Frattini”. “Ho sempre avuto un’opinione molto alta della politica slovena e desidero continuare ad averla, ma quanto successo oggi – ha dichiarato –, non può che suscitare il mio rammarico, si tratta di un incidente riprovevole. La minoranza italiana è sempre stata un ponte tra i Paesi, mai un ostacolo nei rapporti. Del resto – ha concluso Radin –, i nostri rappresentanti di cittadinanza slovena sono sempre stati ricevuti a Zagabria”.  (Christiana Babić-La Voce del Popolo)

 

Jadranka Kosor ha firmato la dichiarazione unilaterale della Croazia

«Nessun assenso al contatto della Slovenia con il mare aperto»

 

ZAGABRIA – La premier Jadranka Kosor ha firmato ieri la dichiarazione unilaterale della Repubblica di Croazia relativa all'accordo d'arbitrato per la soluzione del contenzioso confinario con la Slovenia. Nella dichiarazione si afferma che nessuna clausola dell'intesa con Lubiana può essere interpretata come un assenso della Croazia alla richiesta della Slovenia di avere un contatto territoriale con il mare aperto. Come concordato con la parte slovena nel corso dei negoziati, si rileva in una nota di Zagabria, la premier Jadranka Kosor ha sottoscritto questa dichiarazione dopo la firma dell'accordo d'arbitrato e prima della sua ratifica in Croazia e Slovenia. Nella nota si afferma pure che le parti slovena e croata hanno informato congiuntamente il 27 ottobre scorso la presidenza dell'Unione europea e gli Stati Uniti sul contenuto della dichiarazione. Il governo croato, lo ricordiamo, dovrebbe inviare questa settimana all'approvazione del Sabor la legge di ratifica dell'accordo d'arbitrato con la Slovenia.

I vescovi ribadiscono il no all'accordo d'arbitrato

La Commissione "Justitia et pax" della Conferenza episcopale croata, intanto, ha smentito le voci su presunti contrasti con il cardinale di Zagabria, Josip Bozanić, in merito alla recente presa di posizione negativa sull'accordo d'arbitrato. La Commissione si è detta convinta che la dichiarazione dei vescovi, nella quale l'intesa con Lubiana è stata definita lesiva degli interessi nazionali croati, abbia ottenuto l'appoggio di gran parte dell'opinione pubblica. Stando a fonti di stampa prossimamente dovrebbe svolgersi a Zagabria un vertice fra i vescovi croati e sloveni per appianare i dissidi insorti in seguito alla dichiarazione della Commissione "Justitia et pax" della Conferenza episcopale croata. I vescovi sloveni, lo ricordiamo, hanno espresso rammarico per tale documento.

Iniziativa referendaria di Miroslav Tuđman

A Zagabria, nel frattempo, oltre 550 persone, fra accademici, docenti universitari, pensionati e lavoratori, hanno firmato l'iniziativa del candidato presidenziale Miroslav Tuđman per l'indizione di un referendum sul contenzioso confinario con la Slovenia. Stando al quesito referendario i cittadini croati dovrebbero essere chiamati a decidere che la controversia frontaliera può essere risolta esclusivamente al cospetto della Corte di giustizia dell'Aja. Miroslav Tuđman ha proposto che la consultazione referendaria si svolga lo stesso giorno delle elezioni presidenziali.
L'esponente e canditata presidenziale del Partito popolare, Vesna Pusić, ha ribadito, intanto, di non essere d'accordo con la posizione del candidato socialdemocratico, Ivo Josipović, contraria alla firma dell'intesa sull'arbitrato per la soluzione del contenzioso confinario. Il mancato appoggio all'accordo in questo momento, secondo Vesna Pusić, comporterebbe per la Croazia maggiori danni rispetto a quelli che sono i rischi connessi alla sottoscrizione del documento. (Dario Saftich-La Voce del Popolo)

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