INFORM - N. 209 - 11 novembre 2009


INTERVENTI

Riccardo Masini (Trevisani nel Mondo): In Venezuela ancora il sequestro di un trevigiano

 

TREVISO - Un altro trevigiano è stato sequestrato in Venezuela. Ci viene implorato di non rivelare il nome per non  complicare una situazione sul filo del precipizio e anche il cronista deve stare a regole che non siano di ostacolo . Si tratta di un ingegnere di 47 anni che , assieme alla  moglie venezuelana, conduce un avviato studio professionale a Valle la Pascua  a 330 chilometri da Caracas,  in una zona centrale del paese 

Il papà era partito da un paese del basso lungo Piave nel lontano 1953 con destinazione Venezuela ed è deceduto da qualche anno. Lui, il figlio sequestrato, si è laureato e ha messo su una famiglia completata da tre figli che erano il suo orgoglio ( 20,18 e 10 anni ) e di cui di cui fino a otto giorni fa ( momento del sequestro) era realizzata e felice .

Il fatto è accaduto ,con le modalità consuete, mediante una “cattura” che è avvenuta nel tragitto che percorreva quotidianamente da casa al posto di lavoro. Ma il soggetto si è rivelato non adattabile alla violenza di questi soprusi e ha reagito con estremo coraggio: poco dopo è riuscito a scappare e a nascondersi in casa di amici , ma è rimasta un’insita paura per la  sua effettiva “sicurezza”, che  sembra essere molto fragile in quanto i sequestratori si sono incattiviti a stanno dandogli una caccia spietata.  Attualmente vige il silenzio e ciò che sperano i parenti è che pervenga una richiesta non assurda come quella dichiarata da subito, ma ragionevole e abbordabile

Questa è la prassi , questa è la situazione in Venezuela. Ed è per questo che i parenti di qui ci hanno trasferito la notizia . Soprattutto “perché – ci hanno detto - abbiate a parlarne nella stampa non come cronaca morbosa e basta ma come denuncia di una situazione disperata in cui si trovano a vivere tanti nostri conterranei di lì…”

In questi ultimi tempi, infatti, la situazione del Venezuela sotto questo versante è davvero precipitata e mano a mano e diventato fatto quotidiano apprendere di omicidi e rapimenti: come quello capitato a suo tempo a Gino Vendrame di Maserada ( rilasciato dopo tanto tempo ) e ultimamente di Walter Ianotti ( rilasciato quasi subito) e a Roberto Armellin di Conegliano che è tutt’ora sotto sequestro.  E’ un problema grave che assilla i nostri conterranei di laggiù, al punto che la stessa Trevisani nel Mondo è uscita più volte allo scoperto denunciando la inquietante situazione come costante minaccia di beni e sicurezza personale, sollecitando adeguati interventi diplomatici e istituzionali.

“L’economia va a rotoli, un caffè costa 900 bolivar, la stessa cifra che un tempo serviva per un viaggio in Italia. Nessuno si sente più sicuro, furti , rapine e omicidi sono il rosario di sempre. I sequestri sono all’ordine del giorno…”. E  così via  . Una sequela di testimonianze con sistematica raccomandazione di “omettere anche le iniziali”. Tutti chiedono di restare anonimi  C’è preoccupazione. C’è paura.

Sembrano davvero molto lontani e inverosimili i tempi splendidi in cui il Venezuela costituiva la terza sponda dell’emigrazione transoceanica, dopo Canada e Australia, l’Eldorado economico e umano. (Riccardo Masini*-Inform)

* Direttore generale dell’Associazione Trevisani nel Mondo

 


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