POLITICHE DI INTEGRAZIONE
Consiglio regionale Puglia: ddl sull'immigrazione, discussione
rinviata al 24 novembre
BARI - Immigrati, accoglienza e integrazione. Il Consiglio
regionale della Puglia ha incardinato il disegno di legge con le norme per l’accoglienza
e l’integrazione delle cittadine e dei cittadini stranieri immigrati in Puglia,
rinviando la discussione generale e l’approvazione dell’articolato alle sedute
del 24 e 25 novembre.
Nella relazione introduttiva, il consigliere Carlo De
Santis (Sl) ha sottolineato la necessità
di una norma il cui obiettivo è “trasformare gli interventi di Regione e autonomie
locali in servizi a rete, in un sistema organico di offerta di strutture di
accoglienza e di percorsi di integrazione sociale.
La legge - ha evidenziato - non si limita solo a fissare
i principi, ma si propone di riconoscere diritti e di costruire attorno agli
immigrati una rete di protezione e inclusione fatta di servizi di opportunità,
di strumenti di partecipazione e di relazioni”.
Un intervento necessario soprattutto alla luce dei dati
sull’immigrazione in Puglia: oltre 50 mila gli stranieri residenti in Puglia
a dicembre 2006, con una marcata presenza femminile, cresciuta negli ultimi
anni del 52,2%. Maggiormente interessati dal fenomeno migratorio le province
di Bari e Foggia: circa 5 mila gli stranieri residenti nel solo capoluogo pugliese.
De Santis ha evidenziato inoltre
i punti di forza dell’iniziativa legislativa, tra cui l’istituzione della Consulta
regionale per garantire la rappresentanza degli immigrati e dell’Osservatorio
regionale per l’immigrazione. Il ddl prevede inoltre la disciplina dei servizi
di mediazione culturale e una serie di norme in materia di assistenza sanitaria,
di istruzione e formazione professionale, di inserimento lavorativo, di interventi
abitativi, di assistenza per le vittime della tratta, di violenza e schiavitù.
Altro elemento importante, infine, l’adozione degli standard
degli “alberghi diffusi”, in corso di sperimentazione nella provincia di Foggia
per l’accoglienza socio-abitativa dei lavoratori stranieri stagionali.
“Il disegno di legge - ha concluso De Santis - rappresenta quindi un tentativo di semplificazione
del quadro normativo regionale in materia sociale, in quanto abroga la l. r.
26/2000 e riconduce il sistema di interventi per gli immigrati al regolamento
regionale del