CONFERENZA
REGIONI EURO-AFRICANE
Enrico Casciani (Aiccre)
su “EuropaRegioni”
Cooperazione decentrata e nuovi scenari:svolta conferenza
a Firenze
FIRENZE - Due giorni di intenso dibattito a Firenze tra
rappresentanti del Governo, delle Regioni, delle Autorità Locali e rappresentanti
di Governi e Istituzioni africane e di Agenzie internazionali nella “Seconda
Conferenza delle Istituzioni Regionali e Locali Europee e Africane”
per discutere su cooperazione decentrata e mettere a punto quattro argomenti
di basilare importanza:
1) Decentramento e sviluppo sostenibile: le risorse territoriali
nella lotta alla povertà e nel raggiungimento dei MDG
2) Decentramento finanziario e fiscale: sfide s prospettive
3) Il potenziamento dell’erogazione dei servizi di base
a livello locale
4) Scambio di competenze, conoscenze e risorse: partenariato
nord-sud e sud-sud tra autorità regionali e locali
Da questi ultimi, in particolare si è chiesto che la
cooperazione decentrata si leghi di più e meglio alle politiche sociali.
Tra i tanti che hanno preso la parola, un attenzione
particolare va a:
Jhon-MarY Kauzya rappresentante
delle Nazioni Unite ha invitato a leggere gli effetti della crisi globale
come elemento che in qualche modo può dare maggiori chanches alle autorità locali se esse sapranno coniugare
democrazia e maggiore efficacia nell’ utilizzo delle risorse e nella loro distribuzione.
Sempre più, infatti, le autorità locali si presentano anche come attori economici
sia nella gestione del territorio sia nell’indirizzo dello sviluppo locale.
Lambert Yapì Sindaco di Tiassalé (Costa d’Avorio) il quale ha ricordato come il suo
Comune sia un Comune pilota nel progetto MDG) e ha posto l accento sulla
decentralizzazione come veicolo di sviluppo e di come nel suo Paese ( ma il
fenomeno è molto più vasto di quanto si pensi) sia quasi quadruplicato
il numero dei Comuni e come sia iniziata un opera di lento ma progressivo
decentramento e affidamento di funzioni e compiti nella gestione del territorio,
dei servizi, della sanità e della scuola ( del resto oltre a molti Sindaci di
paesi africani, erano presenti Ministri alla decentralizzazione della Repubblica
democratica del Congo, del Regno del Lesotho, del Senegal, dell’Uganda, del
Mali e del Benin)
Nicola Bellini, Direttore dell’ Istituto Regionale per
Ha infatti precisato di essere un “pessimista tendenziale”
soprattutto su tre punti:
1) sulla esportabilità di modelli
di decentramento
2) sulla decentralizzazione come la panacea in una sorta
di contrapposizione tra piccolo è bello e grande non lo è. “Attenti- ha
ricordato – e la storia è lì a testimoniarlo – molto spesso anche nel passato
le piccole realtà hanno rappresentato un elemento di conservazione mentre il
dinamismo e il “nuovo” stavano altrove”
3) occorre trovare una sintesi e fare una scelta tra
tecnocrazia (le tecnocrazie nazionali ma anche quelle che stanno a Bruxelles)
e la partecipazione altrimenti troveremo sempre un tecnocrate che ci impedirà
di portare avanti un nostro progetto una nostra azione
Alberto Cioni, Assessore del
Comune di Santa Croce sull’ Arno ha parlato, nel suo intervento, del progetto,
in fase di avanzata realizzazione, nel Burkina Faso per la creazione di un’anagrafe degli abitanti di 5 comuni
pilota (altri se ne stanno aggiungendo e il Governo locale è molto interessato
a questo progetto)
Cioni ha voluto evidenziare come, seppur
meritorie e necessarie e di cui nessuno disconosce il valore, il suo Comune
non ha puntato alla creazione di una scuola o di un ospedale ma abbia voluto
porre in atto un progetto in cui si sentiva pienamente titolato, trasferendo
le esperienze e in know-how.
Si è creata così una tansk-
force che ha coinvolto innanzi tutto le autorità locali e
il personale del Comune al quale si sono affiancati altri soggetti per la necessaria
implementazione e che hanno dialogato prima con le Autorità centrali e poi con
quelle locali. Con loro si sono affrontate, discusse e superate – laddove era
possibile – difficoltà e incomprensioni e adesso il progetto marcia spedito.
L’Assessore ha posto l’accento sul profondo significato
identitario che la semplice trascrizione anagrafica
determina e ha voluto ricordare come solo alla metà degli anni ’70, in Italia,
questa competenza sia stata affidata ai Comuni.
Un lavoro, quello del Comune di Santa Croce, estremamente
proficuo e utile seppur con mille e mille difficoltà ( basti ricordare le etnie
e i clan da censire e catalogare) ma che offre ai comuni che ci si vogliano
cimentare la possibilità di essere loro protagonisti della cooperazione decentrata
e non essere solo ed esclusivamente centro di raccolta di fondi da destinarsi
alla cooperazione stessa.
Per questo l’esperienza di Santa Croce è da valorizzare
e diffondere
Infine Lucie Guillet del CCRE ha illustrato il programma comunitario delle
Autorità non statali e il progetto "Plateforme",
che intende far incontrare Sindaci di paesi dell’ Unione e no per discutere
e confrontarsi sul futuro della cooperazione decentrata.(Enrico Casciani* - EuropaRegioni/
*Responsabile Aiccre Cooperazione