INFORM - N. 208 - 10 novembre 2009


CONFERENZA REGIONI EURO-AFRICANE

Enrico Casciani (Aiccre) su “EuropaRegioni”

Cooperazione decentrata e nuovi scenari:svolta conferenza a Firenze

 

FIRENZE - Due giorni di intenso dibattito a Firenze tra rappresentanti del Governo, delle Regioni, delle Autorità Locali e rappresentanti di Governi e Istituzioni africane  e di Agenzie internazionali nella “Seconda Conferenza  delle Istituzioni  Regionali e Locali Europee e Africane” per discutere su cooperazione decentrata e mettere a punto quattro argomenti di basilare importanza:

1) Decentramento e sviluppo sostenibile: le risorse territoriali nella lotta alla povertà e nel raggiungimento dei MDG

2) Decentramento finanziario e fiscale: sfide s prospettive

3) Il potenziamento dell’erogazione dei servizi di base a livello locale

4) Scambio di competenze, conoscenze e risorse: partenariato nord-sud e sud-sud tra autorità regionali e locali

La Conferenza, suddivisa in tematiche presentate in assemblea e che ha visto alternarsi rappresentanti italiani e africani si è giovata anche dei numerosi interventi del pubblico e, particolarmente, di rappresentanti africani vuoi di realtà locali vuoi di associazioni  di immigrati che operano in Toscana.

Da questi ultimi, in particolare si è chiesto che la cooperazione decentrata si leghi di più e meglio alle politiche sociali.

Tra i tanti che hanno preso la parola, un attenzione particolare va  a:

Jhon-MarY Kauzya rappresentante delle Nazioni Unite ha invitato a leggere gli effetti della crisi globale  come elemento che in qualche modo può dare maggiori chanches alle autorità locali se esse sapranno coniugare  democrazia e maggiore efficacia nell’ utilizzo delle risorse e nella loro distribuzione. Sempre più, infatti, le autorità locali si presentano anche come attori economici sia nella gestione del territorio sia nell’indirizzo dello sviluppo locale.

Lambert Yapì Sindaco di Tiassalé (Costa d’Avorio) il quale ha ricordato come il suo Comune sia un Comune pilota  nel progetto MDG) e ha posto l accento sulla decentralizzazione come veicolo di sviluppo e di come nel suo Paese ( ma il fenomeno è molto più vasto di quanto si pensi)  sia quasi quadruplicato il numero dei Comuni  e come sia iniziata un opera di lento ma progressivo decentramento e affidamento di funzioni e compiti nella gestione del territorio, dei servizi, della sanità e della scuola ( del resto oltre a molti Sindaci di paesi africani, erano presenti Ministri alla decentralizzazione della Repubblica democratica del Congo, del Regno del Lesotho, del Senegal, dell’Uganda, del Mali e del Benin)

Nicola Bellini, Direttore dell’ Istituto Regionale per la Programmazione Economica della Toscana ha  sollevato una serie di questioni sulle quali è bene riflettere – ha sottolineato- per evitare i rischi di facili entusiasmi quando si parla di decentramento.

Ha infatti precisato di essere un “pessimista tendenziale” soprattutto su tre punti:

1) sulla esportabilità di modelli di decentramento

2) sulla decentralizzazione come la panacea in una sorta di contrapposizione tra piccolo è bello e  grande non lo è. “Attenti- ha ricordato – e la storia è lì a testimoniarlo – molto spesso anche nel passato le piccole realtà hanno rappresentato un elemento di conservazione mentre il dinamismo e il “nuovo” stavano altrove”

3) occorre trovare una sintesi e fare una scelta tra tecnocrazia (le tecnocrazie nazionali ma anche quelle che stanno a Bruxelles) e la partecipazione altrimenti troveremo sempre un tecnocrate che ci impedirà di portare avanti un nostro progetto una nostra azione

Alberto Cioni, Assessore del Comune di Santa Croce sull’ Arno ha parlato, nel suo intervento, del progetto, in fase di avanzata realizzazione, nel Burkina Faso per la creazione di un’anagrafe degli abitanti di 5 comuni pilota (altri se ne stanno aggiungendo e il Governo locale è molto interessato a questo progetto)

Cioni ha voluto evidenziare come, seppur meritorie e necessarie  e di cui nessuno disconosce il valore, il suo Comune non ha puntato alla creazione di una scuola o di un ospedale ma abbia voluto porre in atto un progetto in cui si sentiva pienamente titolato, trasferendo le esperienze e in know-how.

Si è creata così una tansk- force che ha coinvolto innanzi tutto le autorità locali e il personale del Comune al quale si sono affiancati altri soggetti per la necessaria implementazione e che hanno dialogato prima con le Autorità centrali e poi con quelle locali. Con loro si sono affrontate, discusse e superate – laddove era possibile – difficoltà e incomprensioni e adesso il progetto marcia spedito.

L’Assessore ha posto l’accento sul profondo significato identitario che la semplice trascrizione anagrafica determina e ha voluto ricordare come solo alla metà degli anni ’70, in Italia, questa competenza sia stata affidata ai Comuni.

Un lavoro, quello del Comune di Santa Croce, estremamente proficuo e utile seppur con mille e mille difficoltà ( basti ricordare le etnie e i clan da censire e catalogare) ma che offre ai comuni che ci si vogliano cimentare la possibilità di essere loro protagonisti della cooperazione decentrata e non essere solo ed esclusivamente centro di raccolta di fondi da destinarsi alla cooperazione stessa.

Per questo l’esperienza di Santa Croce è da valorizzare e diffondere

Infine Lucie Guillet del CCRE ha illustrato il programma comunitario delle Autorità non statali e il progetto "Plateforme",  che intende  far incontrare Sindaci di paesi dell’ Unione e no per discutere e confrontarsi sul futuro della cooperazione decentrata.(Enrico Casciani* - EuropaRegioni/Inform)

*Responsabile Aiccre Cooperazione

 

 


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