IMMIGRAZIONE
Alla Farnesina la Conferenza Internazionale
sulle Rimesse degli Immigrati
Presentato il nuovo sito www.mandasoldiacasa.it che
fornisce informazioni sugli operatori del settore, i costi di transazione e
i tempi di trasferimento del denaro
Frattini : “Stabiliamo una ‘road map’ che
definisca tempistica e modi per una riduzione significativa dei costi di invio
delle rimesse degli immigrati”
ROMA – “Questa conferenza prende le mosse da un percorso che ebbe inizio alcuni mesi fa alla Farnesina quando, durante la riunione dei ministri del G8 per le politiche di sviluppo, insieme a molti leader africani, introducemmo il tema delle rimesse auspicando di poter assumere l’ambizioso impegno di una riduzione significativa del loro costo medio. Successivamente nel mese di luglio la dichiarazione finale del vertice del G8 de L’Aquila, su proposta della Presidenza italiana, ha formalmente adottato l’obiettivo di una riduzione dei costi d’invio delle rimesse dall’attuale media del 10% al 5% in cinque anni, il così detto 5x5”. Con queste parole il ministro degli Esteri Franco Frattini ha aperto alla Farnesina i lavori della Conferenza Internazionale sulle Rimesse degli Immigrati”. Prendono parte all’evento i rappresentanti dei Paesi G8, delle Banche Centrali, delle nazioni interessate alle rimesse, delle organizzazioni internazionali, dei Money Transfer Operators, dei principali istituti di credito attivi nel settore, nonché i membri del gruppo di lavoro italiano sulle rimesse.
Durante la conferenza è stato presentato il sito www.mandasoldiacasa.it, grazie al quale gli immigrati in Italia potranno conoscere i vari operatori, i costi di transazione e i tempi delle rimesse. Un portale, sponsorizzato dalla Farnesina ed elaborato dal CeSPI e dall’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM), con cui l’Italia omologa quanto già fatto dalla Germania, dal Regno Unito, dalla Francia, dall’Australia e dalla Nuova Zelanda. Il sito italiano per la comparazione per le rimesse, secondo quanto spiegato da Andrea Stocchiero direttore esecutivo del CeSPI, offrirà agli utenti un servizio aperto e trasparente con l’intento di incoraggiare la concorrenza fra gli operatori finanziari e quindi ridurre i costi di trasferimento. Il portale, redatto in italiano ed inglese, fornirà dati su 14 corridoi di rimesse verso l’estero , pari all’80% di tutti i trasferimenti di denaro attivati dai migranti nel nostro paese.
“La valorizzazione delle rimesse,- ha precisato Frattini nel corso del suo intervento - la riduzione dei costi di transazione, la promozione di quote addizionali di reddito personale per investimenti produttivi. Sono questi i risultati che noi ci aspettiamo dall’obiettivo ‘5x5’. Vogliamo rendere più tangibile l’impegno politico per una solidarietà maggiormente condivisa e per la sostenibilità dello sviluppo dei paesi meno avanzati che rappresenta ormai l’obiettivo di tutta la comunità internazionale”. Il ministro ha poi evidenziato come secondo i dati per il 2009 della Banca Mondiale le rimesse resistano molto meglio alla crisi rispetto ad altri flussi finanziari privati quali, ad esempio, gli investimenti di portafoglio. “Nel 2008 – ha reso noto Frattini - circa 190 milioni di migranti hanno effettuato rimesse registrate pari a 444 miliardi di dollari, di cui 338 miliardi verso i paesi in via di sviluppo, fornendo supporto ad oltre 700 milioni di familiari nei paesi di origine. Dimezzando i costi medi di invio, possiamo incrementare ogni anno i trasferimenti, ottenendo un reddito aggiuntivo, per un volume stimato dalla stessa Banca Mondiale tra i 10 e i 15 miliardi di dollari, un flusso vicino a quello che il G8 ha destinato alla sicurezza alimentare…. . Il nostro punto di riferimento tangibile – ha aggiunto il ministro - deve essere una ‘Road Map’ all’altezza degli impegni assunti. Dobbiamo capire come realizzare la riduzione dei costi delle rimesse , entro quali tempi, verso quali destinatari”. Secondo Frattini questo obiettivo potrà essere raggiunto solo attraverso un approccio che preveda molteplici iniziative, come ad esempio l’attivazione nei vari paesi di siti web sui costi d’invio delle rimesse o la creazione di un Istituto euro-africano che si occupi di rimesse,finanziato dalla Commissione Ue e dall’Unione Africana. In questa contesto, al fine di conseguire il dimezzamento dei costi, per il ministro si dovrà inoltre guardare con attenzione alle misure di tipo regolamentare-finanziario, all’impatto dei tassi di cambio fra valute, ai progetti di cooperazione che promuovono nuovi sistemi di pagamento ad alta teconologia e all’apporto che potrebbero dare enti molto radicati sul territorio come le Poste italiane.
Il direttore generale del Mae per la Cooperazione Economica e Finanziaria Multilaterale Giandomenico Magliano ha dal canto suo ribadito come il convegno cercherà di individuare il modo di valorizzare le rimesse che rappresentano un elemento fondamentale per le dinamiche di sviluppo dei paesi meno avanzati. “L’Italia – ha ricordato Magliano - testimonia con la sua storia il valore delle rimesse. Oggi vogliamo condividere tutto questo con la comunità internazionale”.
Janamitra Devan, vice presidente della Banca Mondiale, ha evidenziato come la Word Bank, che sostiene in maniera costante l’inserimento delle rimesse nel programma di lavoro a livello internazionale, abbia assunto un ruolo guida e di coordinamento per quanto riguarda la vigilanza e l’acquisizione dei dati sul trasferimento di denaro da parte dei migranti. Devan ha spiegato come le rimesse verso i paesi in via di sviluppo, a causa della crisi mondiale, subiranno una flessione del 5% ed ha sottolineato come a tutt’oggi il trasferimento di queste risorse, che danno sostentamento a 700 milioni di persone con effetti moltiplicatori sui consumi, abbiano un costo troppo elevato che si aggira mediamente intorno al 9,7%, con punte massime del 20%. Devan ha inoltre assicurato che la Banca Mondiale migliorerà la raccolta dati sui flussi delle rimesse anche per monitorare l’impatto della crisi finanziaria sull’immigrazione.
Il vice direttore generale della Banca d’Italia Giovanni Carosio, dopo aver ricordato il contributo delle rimesse dei nostri connazionali all’estero alla crescita del nostro paese, ha sottolineato come negli ultimi anni siano molto migliorati gli standard di sicurezza e il sistema di raccolta dati sul trasferimento delle risorse all’estero da parte degli immigrati. Nonostante questo, secondo Carosio, il mercato delle rimesse non è al momento del tutto trasparente, con un utente che quasi sempre non ha perfetta conoscenza di quanto denaro arriverà a destinazione. Dal funzionario della Banca d’Italia è stato quindi auspicato un salto di qualità del sistema che consenta al consumatore, grazie ad una maggiore informazione, di scegliere il servizio più competitivo. Un contributo in questo senso potrebbe giungere anche dall’utilizzo dei telefoni cellulari che presto anche in Italia saranno in grado di garantire il trasferimento di denaro.
Da segnalare infine l’intervento di Barbara Fridel dell’OIM che ha sottolineato la necessità sia di fornire ai migranti informazioni attendibili sulla disponibilità dei servizi per il trasferimento di denaro e sulla possibilità di risparmio nei paesi d’origine, sia di promuovere partenariati fra le banche e le organizzazioni che si occupano delle rimesse al fine di ridurre i costi e creare un migliore collegamento fra le famiglie e gli istituti di microcredito. La Fridel ha anche auspicato uno scambio d’informazioni sulla migliori pratiche da adottare in questo settore fra le organizzazioni che si occupano di sviluppo e i governi.(Goffredo Morgia – Inform)