ONG
Interverranno il direttore generale per
“
ROMA –The 2009 Global Hunger
Index, L’Indice globale della fame, realizzato dall ’International Food Policy
Research Institute (IFPRI) di Washington,
l’Ong tedesca Welthungerhilfe
e l’Ong irlandese Concern
Worldwide, viene presentato per il secondo anno consecutivo nella sua versione
italiana da Link 2007, associazione raggruppa 10 tra le più importanti Ong italiane. La presentazione della versione italiana del
Rapporto – “
L’Indice, che misura la fame globale combinando tre diversi
indicatori, ovvero la percentuale di bambini malnutriti, il tasso di mortalità
infantile e la percentuale di popolazione che non ha accesso ad una quantità
adeguata di calorie, mette in evidenza come la riduzione della fame globale
stia procedendo a ritmi lentissimi. Nonostante i progressi registrati dal 1990,
alcune regioni – fa osservare Link 2007 - continuano a registrare preoccupanti
livelli di malnutrizione. Nell’Asia Meridionale così come nell’Africa Sub-sahariana
i progressi - spiega l’associazione di Ong - sono
stati marginali, e i recenti eventi hanno alzato il numero di persone denutrite
nel mondo. Sono ancora ventinove i Paesi che tutt’oggi vivono situazioni di
fame allarmanti o estremamente allarmanti, in cui la crisi economica, la stretta
finanziaria e il continuo innalzamento dei prezzi hanno aggravato ulteriormente
la già precaria sicurezza alimentare. La flessione globale, con tagli nei salari,
disoccupazione, drastiche riduzioni delle rimesse e degli aiuti di donatori,
è stata sentita maggiormente da coloro che già soffrivano di malnutrizione e
precarie condizioni economiche. Il rapporto evidenzia inoltre come in alcuni
paesi gli alti livelli di malnutrizione siano strettamente connessi ad un trattamento
disuguale dei sessi. Se, come indica lo studio, la parità di genere riveste
un ruolo fondamentale nella riduzione e nell’eliminazione della fame globale,
il rafforzamento del ruolo della donna, l’eliminazione di discriminazioni di
genere e la realizzazione di programmi che sappiano rispondere ai bisogni e
alle aspirazioni delle donne sapranno garantire – conclude Link 2007 - processi
di sviluppo sostenibile. (