INFORM - N. 207 - 9 novembre 2009


OPINIONI

Luciano Gonella: “Tesseramento Pdl all’estero?”

 

OTTAWA – Non ho nessun timore nel dire che alle elezioni politiche italiane mi sono dato da fare per il Pdl e per far eleggere Basilio Giordano e non me ne pento, anche se, a distanza di un anno, comincio a porgermi certi interrogativi, non sulla mia scelta politica bensì sulla riconoscenza del Popolo della Libertà verso i milioni di italiani che, all’estero, lo hanno votato.

Quando una persona va alle urne lo fa perché è convinta che il suo voto servirà al benessere della nazione e della gente che in essa vive e che, di conseguenza, chi sarà eletto si adopererà per esaudire le aspettative del votante. Visto che si è chiesto anche agli italiani all’estero di votare, la regola dovrebbe valere anche per loro. Ma sembra che non sia così poiché, da quando è stato concesso di votare e di eleggere nostri candidati, sia con il Governo Prodi prima, che con quello di Berlusconi, dopo, è comune impressione che le cose, per i votanti che risiedono al’estero, invece di migliorare stiano peggiorando.

Dal 2006, anno in cui votammo per la prima volta, ad oggi, i due Governi hanno varato diverse finanziarie (una per anno) che, per quello che ci riguarda, sono state continui ed inesorabili colpi d’ascia al bilancio destinato ai programmi per gli italiani che vivono fuori dalla madre patria.

Tagli cospicui ai programmi culturali, chiusura inspiegabile di consolati la cui necessità ed importanza è fuori di ogni discussione, soppressione di programmi scolastici di capitale importanza per il mantenimento della lingua italiana nel mondo, tagli cospicui ad organi rappresentativi come Comites e CGIE e via discorrendo.

Allora è più che naturale il chiederci se il nostro attaccamento a quella o quell’altra formazione politica, il compiere il nostro dovere di buoni cittadini votando abbia un senso, se poi le nostre aspettative vengono deluse ed abbandonate.

Fa male il constatare che i nostri 18 eletti, nel Parlamento italiano, contino quanto il due di coppe. Fa ancor più male il vedere che un eletto del Pdl, come il senatore Basilio Giordano, o come altri suoi colleghi della maggioranza, non siano per nulla ascoltati e le loro proposte vengano regolarmente ignorate e non accolte.

Ripeto che non ho nessuna intenzione di rinnegare le mie idee politiche e la mia fiducia nel governo Berlusconi, ma, sulla questione del tesseramento che il Pdl ha lanciato, la  mia risposta è quella di un ni… ni, cioè si e no !

Sì, se questo tesseramento ci da la possibilità di essere riconosciuti  come membri  di un partito che intende trattare i propri iscritti, sia residenti in Italia che all’estero, alla stessa stregua.

Sì, se il tesseramento garantisce a tutti stessi doveri e  stessi diritti.

Sì, se il tesseramento serve a mettere nel giusto risalto i suoi eletti all’estero e garantisce loro parità di trattamento e di ascolto dei loro colleghi eletti in Italia.

Sì, se il tesseramento tiene conto che gli italiani all’estero sono la migliore espressione della madre patria e sono la migliore garanzia dell’affermazione del Made in Italy.

Sì, se il tesseramento serve a far comprendere a chi ci governa che agli italiani all’estero non si può sempre chiedere, ma si deve cominciare pure a dare.

Sì, se il tesseramento serve a sfatare il mito “della valigia di cartone”.

Se quanto sopra, invece, non è né compreso né accettato da chi chiede e vuole il tesseramento, allora la nostra risposta deve essere: NO.  (Luciano Gonella-Inform)

 


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