INTERVENTI
Dino Nardi: 50.000 emigrati italiani in
Svizzera nel mirino del fisco italiano
ZURIGO - Come ormai noto moltissimi emigrati italiani residenti in Svizzera hanno (e stanno) ricevendo al loro indirizzo (o ultimo indirizzo) in Italia una lunga lettera dell'Agenzia delle Entrate italiana - Direzione Centrale Accertamento - con la quale li si informa che "(...) a seguito di controlli effettuati abbiamo riscontrato che, nell'ultimo quinquennio, il suo nominativo risulta alternativamente iscritto all'Albo degli Italiani residenti all'estero e, da ultimo nell'Anagrafe della popolazione residente in Italia, con conseguente acquisizione della qualità di soggetto passivo dell'imposta personale sui redditi da Lei prodotti, sia in Italia che all'estero (...)" e con l’avvertenza che “qualora venga omessa l’indicazione dei redditi di fonte estera è irrogabile una sanzione compresa tra il 133 ed il 266 per cento della maggiore imposta dovuta (se è omessa la presentazione della dichiarazione la sanzione sale ad un importo compreso tra il 160 ed il 320 per cento della maggiore imposta).”. In breve, ritenendoli evidentemente degli ex emigrati, li si sollecita a dichiarare al fisco italiano i loro eventuali redditi, capitali e quant'altro possiedono all'estero. Molti dei destinatari (non tutti) hanno pure ricevuto in allegato un “Questionario relativo alle disponibilità costituite all'estero” da compilare e restituire alla Direzione succitata entro il termine perentorio di 30 giorni. Secondo informazioni diffuse dalla stessa Agenzia delle Entrate i destinatari sarebbero circa 50'000, ma non si è compreso bene se riguarda unicamente l'emigrazione italiana nella Confederazione, tuttavia da una ricerca fatta personalmente non sembra che tale lettera sia stata ricevuta da emigrati residenti in altri Paesi europei.
Come prevedibile
questa iniziativa del fisco italiano ha creato sconcerto e grande preoccupazione
in Svizzera tra tutti i destinatari (ma non solo) i quali stanno subissando
con richieste di informazioni sia il patronato ITAL-UIL che gli altri patronati
del Ce.Pa. e gli stessi Uffici Consolari italiani nella Confederazione che,
presi alla sprovvista ed in assenza di qualsiasi istruzione da parte dell'Amministrazione
(Esteri e Tesoro), cercano di far fronte a questa vera e propria emergenza con
risposte agli interessati non sempre identiche su come devono reagire. D'altra
parte gli Uffici consolari, di fronte ad una grande mole di richieste da
parte degli interessati di una certificazione di iscrizione all'AIRE (individuata
al momento come una possibile soluzione per rispondere all'Agenzia delle Entrate),
già in gravi difficoltà operative per i tagli subiti in questi ultimi anni,
stanno andando letteralmente in tilt tanto che ci risulta che alcuni consolati
si stiano rifiutando di rilasciare la certificazione menzionata suggerendo altre
vie per dimostrare al fisco italiano la loro residenza in Svizzera. Siamo, quindi
in presenza di un vero proprio atto di terrorismo fiscale dell’Agenzia delle
Entrate italiana rivolto alla comunità italiana in Svizzera e che cade (casualmente?!)
in concomitanza con la campagna mediatica dello scudo fiscale del Ministro dell’Economia
italiano, Giulio Tremonti, che ha portato all’attuale rovente diatriba tra l’Italia
e
Il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, sollecitato dagli stessi patronati del Ce.Pa. e dai Comites della Svizzera, ha messo la questione all’ordine del giorno dei lavori del suo Comitato di Presidenza che si riunisce a Roma al Ministero degli Affari Esteri proprio questa settimana. Pertanto è auspicabile che in quella sede l’Agenzia delle Entrate possa dare delle istruzioni precise ed univoche su come dovranno comportarsi tutti coloro che (erroneamente?) hanno ricevuto questa lettera pur risiedendo all’estero da molti anni non dovendo, quindi, dichiarare al fisco italiano i loro beni e redditi posseduti fuori dai confini italiani. Cittadini italiani che, di conseguenza, devono obbligatoriamente essere registrati all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (AIRE) del loro ultimo comunque di residenza in Italia.
Per il momento è, pertanto, consigliabile che tutti gli interessati pazientino prima di prendere qualsiasi iniziativa e, soprattutto, coloro che hanno ricevuto anche il “Questionario relativo alle disponibilità costituite all’estero” evitino assolutamente di compilarlo e di rispedirlo all’Agenzia delle Entrate prima di questo chiarimento che verrà ovviamente pubblicizzato al massimo. In ogni caso, a parte la rete consolare, sia l’ITAL-UIL che gli altri patronati del Ce.Pa., anche per questo problema, possono dare un valido aiuto per gli adempimenti necessari e per i dovuti chiarimenti con il fisco italiano. (Dino Nardi*-Inform)
* Coordinatore per l’Europa dell’UIM, Comitato di Presidenza del CGIE