INFORM - N. 207 - 9 novembre 2009


INTERVENTI

Dino Nardi: 50.000 emigrati italiani in Svizzera nel mirino del fisco italiano

 

ZURIGO - Come ormai noto moltissimi emigrati italiani residenti in Svizzera hanno (e stanno) ricevendo al loro indirizzo (o ultimo indirizzo) in Italia una lunga lettera dell'Agenzia delle Entrate italiana - Direzione Centrale Accertamento - con la quale li si informa che "(...) a seguito di controlli effettuati abbiamo riscontrato che, nell'ultimo quinquennio, il suo nominativo risulta alternativamente iscritto all'Albo degli Italiani residenti all'estero e, da ultimo nell'Anagrafe della popolazione residente in Italia, con conseguente acquisizione della  qualità di soggetto passivo dell'imposta personale sui redditi da Lei prodotti, sia in Italia che all'estero (...)" e con l’avvertenza che “qualora venga omessa l’indicazione dei redditi di fonte estera è irrogabile una sanzione compresa tra il 133 ed il 266 per cento della maggiore imposta dovuta (se è omessa la presentazione della dichiarazione la sanzione sale ad un importo compreso tra il 160 ed il 320 per cento della maggiore imposta).”. In breve, ritenendoli evidentemente degli ex emigrati, li si sollecita a dichiarare al fisco italiano i loro eventuali redditi, capitali e quant'altro possiedono all'estero. Molti dei destinatari (non tutti) hanno pure ricevuto in allegato un “Questionario relativo alle disponibilità costituite all'estero” da compilare e restituire alla Direzione succitata entro il termine perentorio di 30 giorni. Secondo informazioni diffuse dalla stessa Agenzia delle Entrate i destinatari sarebbero circa 50'000, ma non si è compreso bene se riguarda unicamente l'emigrazione italiana nella Confederazione, tuttavia da una ricerca fatta personalmente non sembra che tale lettera sia stata ricevuta da emigrati residenti in altri Paesi europei.  

Come prevedibile questa iniziativa del fisco italiano ha creato sconcerto e grande preoccupazione in Svizzera tra tutti i destinatari (ma non solo) i quali stanno subissando con richieste di informazioni sia il patronato ITAL-UIL che gli altri patronati del Ce.Pa. e gli stessi Uffici Consolari italiani nella Confederazione che, presi alla sprovvista ed in assenza di qualsiasi istruzione da parte dell'Amministrazione (Esteri e Tesoro), cercano di far fronte a questa vera e propria emergenza con risposte agli interessati non sempre identiche su come devono reagire. D'altra parte gli Uffici consolari, di fronte ad una grande mole di richieste da parte degli interessati di una certificazione di iscrizione all'AIRE (individuata al momento come una possibile soluzione per rispondere all'Agenzia delle Entrate), già in gravi difficoltà operative per i tagli subiti in questi ultimi anni, stanno andando letteralmente in tilt tanto che ci risulta che alcuni consolati si stiano rifiutando di rilasciare la certificazione menzionata suggerendo altre vie per dimostrare al fisco italiano la loro residenza in Svizzera. Siamo, quindi in presenza di un vero proprio atto di terrorismo fiscale dell’Agenzia delle Entrate italiana rivolto alla comunità italiana in Svizzera e che cade (casualmente?!) in concomitanza con la campagna mediatica dello scudo fiscale del Ministro dell’Economia italiano, Giulio Tremonti, che ha portato all’attuale rovente diatriba tra l’Italia e la Confederazione. Un terrorismo fiscale poiché si è sparato nel mucchio. Infatti queste 50'000 lettere sono state spedite non solo ad ex emigrati in Svizzera, rimpatriati negli ultimi cinque anni, la qualcosa poteva forse avere un senso, bensì anche a lavoratori frontalieri ed ex frontalieri e, soprattutto, a tantissimi italiani che sono emigrati in Svizzera da decenni o vi sono addirittura nati e che vi risiedono tuttora!

Il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, sollecitato dagli stessi patronati del Ce.Pa. e dai Comites della Svizzera, ha messo la questione all’ordine del giorno dei lavori del suo Comitato di Presidenza che si riunisce a Roma al Ministero degli Affari Esteri proprio questa settimana. Pertanto è auspicabile che in quella sede l’Agenzia delle Entrate possa dare delle istruzioni precise ed univoche su come dovranno comportarsi tutti coloro che (erroneamente?) hanno ricevuto questa lettera pur risiedendo all’estero da molti anni non dovendo, quindi, dichiarare al fisco italiano i loro beni e redditi posseduti fuori dai confini italiani. Cittadini italiani che, di conseguenza, devono obbligatoriamente essere registrati all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (AIRE) del loro ultimo comunque di residenza in Italia.

Per il momento è, pertanto, consigliabile che tutti gli interessati pazientino prima di prendere qualsiasi iniziativa e, soprattutto, coloro che hanno ricevuto anche il “Questionario relativo alle disponibilità costituite all’estero” evitino assolutamente di compilarlo e di rispedirlo all’Agenzia delle Entrate prima di questo chiarimento che verrà ovviamente pubblicizzato al massimo. In ogni caso, a parte la rete consolare, sia l’ITAL-UIL che gli altri patronati del Ce.Pa., anche per questo problema, possono dare un valido aiuto per gli adempimenti necessari e per i dovuti chiarimenti con il fisco italiano. (Dino Nardi*-Inform)

* Coordinatore per l’Europa dell’UIM, Comitato di Presidenza del CGIE

 


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