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Servizio di Tony Màzzaro, SWR International/Sezione italiana
Indagine sociologica sugli italiani in Germania della
Cattolica di Milano
L'Università Cattolica di Milano ha condotto un'indagine
conoscitiva sul grado d'integrazione degli italiani in Germania. Si tratta di
una ricerca basata su un numero esiguo di italiani residenti in Renania Palatinato,
Baden Württemberg e Baviera. L'analisi sociologica è dei professori Laura Zanfrini
e Michele Colasanto.
L’ateneo milanese ha condotto un’indagine sociologica
qualitativa sul grado d’inserimento della nostra collettività in Germania.
La prima sintesi dei dati conferma una situazione molto
variegata: basso grado di scolarità, sensibile disagio sociale scarsa partecipazione
alla vita politica e culturale tedesca della prima e seconda generazione. Ancora
difficoltà d’inserimento nella scuola e nel circuito della formazione professionale
della terza generazione. I nuovi arrivati hanno invece un grado di formazione
medio-alto. L’indagine è parte integrante del progetto Sprint-SonderPRojektINTegration,
un progetto straordinario finanziato dal Ministero del lavoro per il recupero
e potenziamento linguistico e per lo sviluppo delle capacità cognitive logico-matematiche
di 416 bambini italiani, residenti nel Baden-Württemberg, Baviera e Renania
Palatinato
L’indagine fotografa la situazione attuale di una comunità
che presenta molte sfaccettature della nostra collettività. I ricercatori hanno
premesso che l’indagine non era quantitativa ma qualitativa, scegliendo, cioè,
genitori e bambini di diversi strati sociali: occupati, disoccupati, operai,
specializzati e professionisti e nuovi arrivati dall’Italia.
L’intento della ricerca tende a migliorare la proposta
informativa di supporto inserita nell’offerta dei servizi educativi.
Per implementare il piano di monitoraggio e di valutazione,
i ricercatori hanno utilizzato un apposito questionario compilato per il 62,8%
solo dalle madri, per il 27% da entrambi i genitori e per il 5,1% dal padre.
Nel complesso sono state rilevate informazioni relative
a 260 bambini dei 416 aderenti al progetto Sprint (un progetto finanziato dal
ministero del lavoro italiano finalizzato all’intervento di sostegno linguistico
precoce negli asili e nelle prime due classi della scuola elementare).
La lingua parlata in famiglia è il tedesco per il 40%,
il 32,2% utilizza l’italiano, il 7,1% un dialetto italiano ed il 9% in più lingue
e dialetti.
Le relazioni con la società tedesca e le istituzioni
educative locali sono valutate molto positivamente. Solo il 7% ne dà una valutazione
negativa. Nonostante la positività, soprattutto e rapporti con la scuola e con
gli insegnanti tedeschi non appaiono particolarmente frequenti. La partecipazione
dei genitori italiani alle riunioni periodiche si attesta sul 29,3%, ai colloqui
informativi individuali con gli insegnanti sul 28,4%, a feste, raduni o attività
scolastiche sul 24,8% e alle elezioni dei rappresentanti dei genitori solo sul
16,3%.
Per quanto concerne poi l’opzione di residenza stabile
l’85,7% afferma di rimanere in Germania, mentre solo il 6,6% pensa di ritornare
in Italia.
Rispetto alle principali difficoltà che i bambini incontrano
nel rapporto con le istituzioni educative/scolastiche secondo i genitori esse
sono legate al selettivo sistema educativo/formativo, ai metodi e materiali
didattici, ad un difficile inserimento iniziale a problemi di vivacità comportamentale
e di comprensione linguistica del bambino.
Questa prima sintesi dei dati è parte del progetto SPRINT
– SonderPRojektINTegration che si concluderà nel prossimo mese di dicembre.
Altri particolari emergono dal servizio audio, realizzato
con Laura Zanfrini e Michele Colasanto del Dipartimento di Sociologia dell’Università
Cattolica di Milano.
Per ascoltare il servizio http://www.swr.de/international/it/-/id=233350/did=5577966/pv=mplayer/vv=popup/nid=233350/hlx1wd/index.html
. (Tony Màzzaro, SWR International-Sezione italiana/