INFORM - N. 206 - 6 novembre 2009


COOPERAZIONE

A Firenze, seconda Conferenza delle autorità locali e regionali africane ed europee

Martini: “La questione africana ci riguarda tutti. Occuparsene è un grande contributo a pace, stabilità, riconciliazione”

 

FIRENZE –“La questione africana deve essere assunta come questione cruciale e fondamentale per tutti i sistemi sociali. Invece per le vicende dell'Africa c'è, a seconda delle congiunture, una grande variabilità di attenzione, che rischia di farci mancare un obiettivo e un dovere politico che io considero cruciale”. Così il presidente della Regione Toscana Claudio Martini ha aperto il suo intervento alla seconda Conferenza delle autorità locali e regionali africane ed europee, in svolgimento nel Salone dei Dugento di Palazzo Vecchio,a Firenze (v.Inform n.204  http://www.mclink.it/com/inform/art/09n20437.htm ).

“L'attenzione dei media e degli osservatori internazionali è rivolta ad altre questioni: Afghanistan, Iraq, Iran. Sono questi i Paesi che occupano le prime pagine dei giornali, mentre l'Africa finisce sempre in fondo. Ma la questione africana ci riguarda tutti. La pace, la sicurezza, il cambiamento climatico, la lotta contro la povertà e le grandi malattie: sono tutte questioni che passano dall'Africa”.

Tra poco più di un mese, ha ricordato Martini, ci sarà a Copenaghen la conferenza mondiale sul cambiamento climatico. “Temo che anche in quell'occasione si parlerà poco o niente dell'Africa, che invece è il cuore del problema. Per questo l'Africa dovrebbe essere al primo posto nell'agenda di tutte le diplomazie”.

Martini ha ricordato le sue origini africane: “Anch'io mi considero un figlio dell'Africa, essendo nato a Tunisi”. E ha voluto poi sottolineare l'importanza del ruolo delle amministrazioni locali nel sostegno allo sviluppo dell'Africa: “Le grandi diplomazie non coprono il cento per cento dello spazio di iniziativa. C'è un ruolo che spetta ai livelli locali, che possono dare sostegno attraverso progetti di cooperazione e contribuire allo sviluppo di una democrazia decentrata”.

L'impegno della Toscana in Africa si concentra su quattro aree fondamentali: sostegno ai processi di decentramento, sviluppo locale e valorizzazione delle risorse,  sanità, ambiente. Il presidente della Toscana  ha citato uno dei progetti simbolo della cooperazione toscana in Africa: i fagiolini del Burkina Faso. “In quel Paese abbiamo promosso un accordo che ha lo scopo di promuovere lo sviluppo locale attraverso il rafforzamento delle capacità di produzione dei contadini in specifiche filiere agroalimentari, in particolare i fagiolini. La collaborazione con Coop Italia ha assicurato - prima e unica esperienza italiana - la distribuzione di 300 tonnellate di fagiolini nei supermercati italiani, oltre a un'attività di sensibilizzazione sui consumatori”. Un altro Paese in cui la Toscana è impegnata è il Congo, con un progetto di aiuto alla formazione del personale politico e amministrativo. “Abbiamo tanti progetti in Africa, ma non esportiamo modelli , piuttosto trasmettiamo le nostre esperienze - ha chiarito Martini -  E' questa la svolta che abbiamo cercato di introdurre sempre di più nei processi di cooperazione. Un aiuto che favorisce un processo di protagonismo sul territorio. I nostri prossimi progetti dovranno proseguire su questa strada: e ogni volta dovrà essere possibile misurare non solo l'impiego di risorse, ma anche i risultati. Se tutti metteremo la questione africana ai primi posti della nostra agenda - ha concluso Martini - questo sarà un grande contributo a pace, stabilità, riconciliazione”. (l.z./Inform)

 

 


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