INFORM - N. 206 - 6 novembre 2009
STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO
Da
“L’Italiano”, 6.11.2009
Il sen. Di Girolamo presiede il convegno
dell'Accademia Italia-Tunisia sul Mediterraneo
ROMA - L’Accademia
Italia-Tunisia per lo Sviluppo e la Cultura Mediterranea
ha organizzato a Roma il Convegno “La solidarietà nel mondo e nel Mediterraneo:
esperienza e realizzazioni” con relatori l’Ambadsciatore di Tunisia a Roma Habib
Achour, Prof.Ing. Fausto Capalbo Presidente ICEPS, la Prof.ssa Gaetana
Pace Presidente Accademia Italia-Tunisia, il Dott. Abdelmajid Chaar Dirigente
Ufficio Stampa FAO, l’On. Aristide Gunnella già Ministro della Repubblica Italiana,
il Sen. Francesco Amoruso Commissione Esteri Palazzo Madama e l’On. Riccardo
Pedrizzi Vice Presidente dell’Associazione.
A presiedere è
stato chiamato il Sen. Nicola P. di Girolamo. Ecco la sintesi del suo intervento:
"Mediterraneo
che ha da sempre rappresentato un luogo di incontro, di confronto e di scambio
fra civiltà, culture, popolazioni ed economie profondamente diverse fra loro.
Ce lo ricorda il suo stesso nome, dal latino Mediterraneus, che letteralmente
significa “tra le terre”, a sottolineare come questo mare sia sempre stato un
veicolo di unione e al tempo stesso di divisione tra i Paesi che su di esso
si affacciano.
Va però sottolineato come la
Tunisia è stata sempre terra di tolleranza e di dialogo tra
le varie fedi e le varie culture, senza fondamentalismi e senza chiusure, in
uno spirito di collaborazione e di integrazione che ha alimentato lo spirito
di indipendenza della nazione tunisina che l’Italia, quando è stato necessario,
ha contribuito ad alimentare. Peraltro, popolo tunisino e italiano sono profondamente
legati da vicende storiche: non è un caso se mentre Enea viaggiava verso l’Italia,
dove avrebbe dato inizio alla storia di Roma, Didone e i Fenici fondavano Cartagine.
Con la caduta del muro di Berlino e la rinnovata centralità dell’Europa, intesa
come aggregato politico, il Mediterraneo ha riacquistato il suo ruolo principale
ed è tornato ad essere sede prioritaria di intense relazioni politico-diplomatiche,
ma anche economiche e sociali tra i Paesi della sponda settentrionale, il nord
d’Africa ed il Medio Oriente. Si tratta di relazioni non sempre facili, talvolta
rese ancor più complesse dalle forti differenze culturali, religiose, economiche
e demografiche, che hanno però permesso ai Paesi mediterranei di aprire i propri
orizzonti e contribuire in modo positivo al processo di globalizzazione e che
continuano a costituire un gioco a somma positiva, da cui tutti i partecipanti
non possono fare altro che trarre vantaggi. Sotto un profilo politico-sociale,
mentre l’Europa rafforza sempre più la propria influenza nella Regione, i Paesi
che occupano le coste africane ed asiatiche del Mediterraneo ricevono un sostegno
forte e concreto al proprio processo di democratizzazione. Al contempo, gli
ottimi rapporti politici e diplomatici permettono di affrontare e gestire attraverso
il ricorso al dialogo piuttosto che all’uso della forza tutte quelle sfide che
necessariamente derivano da contesti socioeconomici tanto diversi.
Da un punto di
vista meramente economico l’Europa trova al di là del Mare Nostrum mercati ancora
relativamente giovani in cui commercializzare prodotti che nei Paesi di produzione
rischiano di rimanere invenduti a causa dell’eccessiva concorrenza, ma anche
attraenti opportunità di investimento in settori ancora in forte sviluppo. I
Paesi nordafricani, dal canto loro, importano dagli Stati comunitari non solo
gli ingenti capitali necessari per l’industrializzazione e modernizzazione delle
loro economie, ma anche e soprattutto know how e best practices. L’Africa ed
il Medio Oriente, grazie alla loro ricchezza di materie prime, rispondono inoltre
ad una domanda sempre più insistente che proviene dai Paesi europei.
Se sin qui ho
accennato agli innumerevoli vantaggi che discendono dalla cooperazione tra i
Paesi mediterranei, ciò non toglie che debbano essere affrontate con la dovuta
attenzione anche le sfide che tutte queste differenze comportano. Dunque, mentre
non posso far altro che prendere atto con estrema amarezza dell’inattività e
disinteresse con cui troppo spesso l’Unione affronta queste delicate tematiche,
saluto con favore iniziative come questa che ci permettono di sottolineare l’importanza
di un dialogo e di un confronto costante.
In quest’ottica
Italia e Tunisia ricoprono un ruolo di fondamentale importanza. La prima perché,
assieme alla Francia ed alla Germania, costituisce uno dei soci-chiave di quegli
accordi di buon vicinato che legano l’UE agli altri Paesi del bacino mediterraneo
(questi tre Paesi controllano, infatti, il 65 per cento del flusso di import-export
dell’area), la Tunisia
perché è stata il primo Paese della costa meridionale ad aver stipulato, già
a metà degli anni novanta, l’Accordo di Associazione con le Comunità europee
ed è ancora oggi uno degli interlocutori privilegiati e più autorevoli dell’area."
(L’Italiano)
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