INFORM - N. 205 - 5 novembre 2009


CARITAS/MIGRANTES

Nuova ricerca del Dossier Statistico Immigrazione. In collaborazione con l’Ambasciata della Repubblica di Moldova

“I moldavi in Italia: situazioni e prospettive”

Quasi 90 mila i moldavi residenti in Italia alla fine del 2008 . E poco più di 100mila se si considerano i lavoratori per i quali è stata presentata domanda di regolarizzazione

 

ROMA - Sono quasi 90 mila i cittadini moldavi residenti in Italia alla fine dello scorso anno e poco più di 100mila se si considerano i lavoratori per i quali è stata presentata domanda di regolarizzazione. Una comunità consistente – la decima per numero di presenze – e che ha nell’Italia un riferimento importante.

Nel corso degli ultimi dieci anni l’immigrazione di moldavi nel nostro Paese ha avuto tassi di crescita eccezionali: poco più di 4mila presenze nel 2001, 38 mila quelle registrate alla fine del 2004, fino agli attuali 100mila. Solo nel corso del 2008 i residenti moldavi in Italia sono cresciuti di quasi un terzo ( 30,4%), a fronte di un aumento medio della popolazione straniera residente del 13,4%.

Si tratta di un’immigrazione prevalentemente femminile (67% del totale), che conta 15mila minori iscritti nelle scuole italiane, che ha come punti di riferimento le province di Padova e Roma (entrambe con circa 8 mila residenti) e che vede l’inserimento lavorativo soprattutto nel settore domestico (32%), in edilizia (12%) ed in imprese di servizi e pulizie (11%).

Questi in sintesi i dati della ricerca “I moldavi in Italia: situazioni e prospettive” realizzata dal Dossier Statistico Immigrazione della Caritas diocesana di Roma, Caritas Italiana e Fondazione Migrantes in collaborazione con l’Ambasciata della Repubblica di Moldova e presentata oggi pomeriggio presso la sede della Società “Dante Alighieri” a Roma (Piazza Firenze, 27).

All’incontro, il direttore della Caritas romana, mons. Enrico Feroci, l’ambasciatore della Repubblica di Moldova Gheorghe Rusnac, il vice capo vicario del Dipartimento Libertà civili e immigrazione del Ministero dell’Interno prefetto Mario Ciclosi, il presidente della Società “Dante Alighieri”, ambasciatore Bruno Bottai, e studiosi, ricercatori ed altri illustri rappresentanti del mondo politico ed imprenditoriale dei due paesi.

“Quello moldavo è un paese segnato da tassi di povertà ancora molto alti rispetto ai vicini e che ha nelle migrazioni anche un importante fattore di sviluppo, sia in termini di capitali monetari attraverso le rimesse, sia in termini di creazione di capitale umano e professionalità” ha dichiarato il direttore della Caritas diocesana di Roma, mons. Enrico Feroci.  Per Feroci “come già avvenuto in altre esperienze di paesi dell’Europa orientale che oggi sono nell’Unione Europea, le migrazioni aprono la strada ad opportunità di investimento e sviluppo nel paese di origine e rafforzano i rapporti di collaborazione tra i governi”. (Imform)

 

 


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