LAVORATORI
FRONTALIERI
Franco Narducci (Pd): San Marino,
l’Italia riconosca pienamente il valore del lavoro frontaliero con apposita
normativa
“Nella Repubblica di San Marino risiedono circa 3.500
cittadini italiani, ma la presenza più cospicua è rappresentata dai 6.500 lavoratori
frontalieri”
SAN MARINO
- L’on. Franco Narducci (Pd) , vicepresidente della
Commissione Affari esteri, in missione parlamentare a San Marino per il 70°anniversario
della Convenzione di amicizia e buon vicinato fra Italia e San Marino, nel corso
dell’incontro congiunto con le autorità sanmarinesi ha affermato che “l’applicazione
del tanto discusso “scudo fiscale”, fortemente voluto dal Governo italiano,
si sta risolvendo in un’accentuata penalizzazione per i lavoratori frontalieri
italiani operanti nella Repubblica di San Marino, al pari di quelli occupati
in Svizzera”.
Il deputato
ha proseguito ribadendo quanto già recentemente dichiarato sulla disciplina
del lavoro frontaliero: “se la lotta all'evasione e agli illeciti finanziari
appare pienamente legittima, occorre tuttavia tenere presente che in questo
caso non si tratta di persone che hanno trovato rifugio nei paradisi fiscali,
bensì di persone che per decenni hanno attraversato il confine, trovando un
impiego nell'edilizia, nella costruzione di strade e tunnel, o in fabbrica”.
Nel suo intervento
il parlamentare italiano ha evidenziato che “il lavoro è un aspetto di grande
rilevanza nei rapporti dell’Italia con
Nella Repubblica
di San Marino risiedono circa 3.500 cittadini italiani, ma la presenza più cospicua
è rappresentata dai 6.500 lavoratori frontalieri, pari al 30% della popolazione
attiva, provenienti dalle province limitrofe di Rimini e di Pesaro e occupati
in tutti i settori produttivi.
“Il loro lavoro
- ha precisato Narducci - costituisce un importante
contributo per lo sviluppo di San Marino e rappresenta una risorsa elevata per
l’economia delle vicine province: oltre ad alleggerire il mercato del lavoro
di dette province, il lavoro transfrontaliero contribuisce ad incrementare la
ricchezza nazionale dell’Italia”.
“Io credo che
questa consapevolezza - ha continuato il deputato del Pd - sia stata importante
per l’apertura del negoziato che si prefigge di realizzare, partendo dalla vasta
esperienza maturata con altri Stati, un accordo che regoli i complessi aspetti
del lavoro transfrontaliero tra l’Italia e San Marino; anche se oggi il negoziato
risulta purtroppo sospeso, in attesa di un chiarimento sulle più ampie intese
bilaterali, inclusa
Ed ha concluso
sottolineando l’importanza dell’approvazione “di una specifica disciplina legislativa,
da parte del Parlamento italiano, che sia in grado di riconoscere pienamente
il valore del lavoro frontaliero sul piano culturale, per il ruolo che svolge
nel contesto sociale delle aree territoriali ove è presente, come a San Marino”.
(Inform)