INFORM - N. 205 - 5 novembre 2009


CROCIFISSO NELLE AULE SCOLASTICHE

Aldo Di Biagio (Pdl), distribuite migliaia di croci francescane ai giovani romani

 

ROMA - “Distribuire la croce francescana tra i giovani ha rappresentato per me un sincero invito alla riflessione e soprattutto un segnale di apertura al confronto ed al dialogo interrelegioso che proprio questo simbolo vuole evidenziare. Qualcosa di profondamente lontano dall’immagine quasi oppressiva e provinciale che una certa Europa ha voluto definire in questi giorni”. Lo ha dichiarato Aldo Di Biagio, responsabile Italiani nel mondo del Pdl promotore di una iniziativa simbolica che lo ha visto in prima linea fuori ad alcuni licei romani del centro a distribuire tau francescani ai giovani.

“I giovani hanno apprezzato, molti si sono fermati a parlare con me e con i miei collaboratori per capire, chiedere e dare il pieno sostegno all’iniziativa - ha detto Di Biagio – molti di loro dimostrano di comprendere che parte della cultura italiana ed europea trae origine proprio da quel pezzetto di legno, e che questa ricchezza identitaria e culturale si colloca ben oltre le posizioni e le ortodossie confessionali”.

“Questo è lo spirito dell’interrogazione presentata ieri a Frattini e a Ronchi a firma mia e di molti colleghi del Pdl – ha ricordato Di Biagio – nella quale chiediamo quali provvedimenti intendono predisporre al fine di garantire il mantenimento di un simbolo culturale e valoriale come il Crocifisso nell’ambito degli spazi pubblici e quali iniziative intendono valorizzare e sostenere al fine di aprire un confronto con le istituzioni europee finalizzato al chiarimento della posizione italiana a sostegno della piena valorizzazione del simbolo come espressione dell’identità cristiana dell’Italia e dell’Europa intera”.

Ai giovani Di Biagio ha spiegato che il crocifisso rappresenta il simbolo indiscusso della cultura e della civiltà europea e l’intervento dell’Europa su un versante intimamente legato all' identità storica, culturale e spirituale del nostro Paese e del nostro popolo mal si concilia con il percorso di crescita e di integrazione che si intende portare avanti in Europa, basato su scelte condivise e sul riconoscimento delle comuni radici e della comune identità tra popoli cristiani”.

 “L’Europa non può e non deve imporre il suo partigiano concetto di laicità – ha concluso Aldo Di Biagio – inteso in termini di oscurantismo e di negazione di qualsivoglia espressione di una cultura o di una civiltà in nome di un asettica strutturazione sociale, ma deve consentire agli Stati che ancora dimostrano di rispettare le proprie radici, di poterlo fare nel modo più naturale e semplice possibile”. (Inform)

 


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