CROCIFISSO NELLE AULE SCOLASTICHE
Aldo Di Biagio (Pdl), distribuite migliaia
di croci francescane ai giovani romani
ROMA - “Distribuire
la croce francescana tra i giovani ha rappresentato per me un sincero invito
alla riflessione e soprattutto un segnale di apertura al confronto ed al dialogo
interrelegioso che proprio questo simbolo vuole evidenziare. Qualcosa di profondamente
lontano dall’immagine quasi oppressiva e provinciale che una certa Europa ha
voluto definire in questi giorni”. Lo ha di
“I giovani hanno apprezzato, molti si sono fermati a parlare con me e con i miei collaboratori per capire, chiedere e dare il pieno sostegno all’iniziativa - ha detto Di Biagio – molti di loro dimostrano di comprendere che parte della cultura italiana ed europea trae origine proprio da quel pezzetto di legno, e che questa ricchezza identitaria e culturale si colloca ben oltre le posizioni e le ortodossie confessionali”.
“Questo è lo spirito dell’interrogazione presentata ieri a Frattini e a Ronchi a firma mia e di molti colleghi del Pdl – ha ricordato Di Biagio – nella quale chiediamo quali provvedimenti intendono predisporre al fine di garantire il mantenimento di un simbolo culturale e valoriale come il Crocifisso nell’ambito degli spazi pubblici e quali iniziative intendono valorizzare e sostenere al fine di aprire un confronto con le istituzioni europee finalizzato al chiarimento della posizione italiana a sostegno della piena valorizzazione del simbolo come espressione dell’identità cristiana dell’Italia e dell’Europa intera”.
Ai giovani Di Biagio ha spiegato che il crocifisso rappresenta il simbolo indiscusso della cultura e della civiltà europea e l’intervento dell’Europa su un versante intimamente legato all' identità storica, culturale e spirituale del nostro Paese e del nostro popolo mal si concilia con il percorso di crescita e di integrazione che si intende portare avanti in Europa, basato su scelte condivise e sul riconoscimento delle comuni radici e della comune identità tra popoli cristiani”.
“L’Europa non può e non deve imporre il suo partigiano
concetto di laicità – ha concluso Aldo Di Biagio – inteso in termini di oscurantismo
e di negazione di qualsivoglia espressione di una cultura o di una civiltà in
nome di un asettica strutturazione sociale, ma deve consentire agli Stati che
ancora dimostrano di rispettare le proprie radici, di poterlo fare nel modo
più naturale e semplice possibile”. (