INFORM - N. 204 - 4 novembre 2009


STAMPA ON LINE

Da “Italia chiama Italia”

Italiani all'estero e Pdl, Giordano: Tesseramento? Un'ottima cosa

 

Tesseramento PdL all'estero? "Un'ottima cosa". Consolato digitale? "Bene, ma non dimentichiamoci degli anziani". Fondazione Italiani nel Mondo? "Si avvicinano nuovi colleghi". Stampa italiana all'estero: Continuerò a battermi per avere maggiori risorse da destinare al settore. Basilio Giordano, senatore del Popolo della Libertà eletto nel Nord e Centro America, a colloquio con Francesca Toscano per Italiachiamaitalia.com, portale d'informazione diretto da Ricky Filosa.

"Il fatto di tesserare elettori e concittadini penso che sia un’ottima cosa da fare, anche perché così si dà un senso di appartenenza”. Lo ha detto il sen. Basilio Giordano a Italia chiama Italia in merito all’avvio della campagna di tesseramento del PDL che coinvolgerà anche i connazionali residenti all’estero, sottolineando come a suo avviso sia “una cosa buona”.

A colloquio con Italiachiamaitalia.com il parlamentare del PDL eletto nel Nord e Centro America e residente in Canada ha commentato anche la presentazione del consolato digitale: “Sono d’accordo col principio. Abbiamo visto come funziona: sicuramente faciliterà anche il lavoro dei vari impiegati dei consolati e darà una certa velocità”, ha detto Giordano, sottolineando però come sia importante “garantire per gli anziani e gli indigenti la fruibilità dei servizi consolari secondo le modalità ordinarie”. E mentre si attiverà, dopo un necessario periodo di assestamento, la rete digitale, come si procederà per i consolati destinati a chiudere? “Non si può andare verso il futuro con questo controsenso – ha risposto - chiudendo sedi o dicendo di volerlo fare. Alcune di esse sono importanti, mi riferisco soprattutto a Philadelphia e Detroit”. Nodi che per il senatore, membro della Fondazione Italiani nel Mondo, presto verranno al pettine e a cui bisognerà trovare una soluzione alternativa, adeguata.

E’ iniziato il rilancio del PDL estero ed è partita la campagna di tesseramento. Lei cosa ne pensa?

Il fatto di tesserare elettori e concittadini penso che sia un’ottima cosa da fare, anche perché così si dà un senso di appartenenza diverso: uno può essere vicino ad un partito però a parole, invece dando anche una quota minima, è importante che la gente si senta vicina al partito.

L’iscrizione ad un partito italiano, non potrebbe creare dei problemi ai connazionali all’estero?

In Canada, da dove io provengo, tutti i partiti hanno questo sistema di tesseramento: uno per essere membro di un partito deve pagare la tessera e ricevere questo ‘documento’ che dà un senso di appartenenza ed è anche il partito stesso ad avere più peso. C’è più organizzazione, si funziona meglio in questa maniera, almeno in Canada funziona così. Per me è una cosa buona.

E’ stato già stabilito a cosa verrà destinata la quota del tesseramento all’estero?

Le quote sono state stabilite, ma come si procederà e cosa si farà ancora non lo so dire. Sono d’accordo con questo processo.

E al sottosegretario Mantica che dice che è necessaria un’azione politica sul territorio (Italiani all'estero e PdL, Il sottosegretario Mantica a ItaliachiamaItalia: Tesseramento? C'è prima un lavoro politico da fare) cosa risponde?

Dipende forse dalle varie aree. Nel Nord America io ho fatto politica anche prima di essere eletto al Senato e mi sembra una cosa molto normale questa operazione che si sta facendo adesso con il Pdl. Uno si tessera se è già per questo partito, chi non è interessato a questa ideologia, a questo programma è chiaro che non si tessererà, per cui non vedo dove sta il problema.

E’ stato presentato il consolato digitale, lei cosa ne pensa? Potrebbe essere una soluzione?

Sono d’accordo col principio. Abbiamo visto come funziona: sicuramente faciliterà il anche il lavoro dei vari impiegati dei consolati e darà una certa velocità. Quello che io tenevo a sottolineare, come ho fatto quando eravamo riuniti al consolato, è di garantire per gli anziani e gli indigenti la fruibilità dei servizi consolari secondo le modalità ordinarie. Ho detto che sì, dobbiamo andare avanti, è un’ottima cosa quella che si sta facendo, però non dimentichiamo i nostri anziani che hanno bisogno di essere assistiti e aiutati.

Mentre si attende che il servizio sia completamente attivo, che cosa si deve fare con i Consolati che sono a rischio chiusura e con gli altri che stanno già chiudendo?

Nell’immediato futuro penso che molti consolati saranno già equipaggiati per questo tipo di lavoro. Però c’è un controsenso perché si parla di chiudere anche altri consolati e se si chiudono bisogna cercare di ampliare questo tipo di servizi magari dando responsabilità ad altri uffici. Non si può andare verso il futuro con questo controsenso, chiudendo sedi. Alcune di esse sono importanti, mi riferisco soprattutto a Philadelphia e Detroit. C’è stato un blocco, ma sono nodi che verranno al pettine fra due anni. E’ bene parlarne e vedere come si deve procedere perché se si chiudono dei consolati importanti o dei consolati che hanno una storia alle spalle bisogna rimpiazzare queste strutture. Ci sono stati anche colleghi che hanno suggerito, per dare maggiore visibilità, di aprire delle agenzie consolari o dare maggiore responsabilità ai patronati. Staremo a vedere questo esperimento. Io sono fiducioso e ottimista che i consolati funzioneranno molto meglio in questa maniera.

Sono trascorsi otto mesi dalla nascita della Fondazione presieduta dal sen. De Gregorio, accompagnata da tante polemiche. E’ finito l’ostracismo nei vostri confronti?

Era una cosa che tutti stavano a guardare scettici e invece adesso ci sono dei colleghi che sono venuti a prendere visione, a leggere lo statuto, e sono propensi a venire a fare parte della Fondazione.

Tra i suoi propositi c’era l’intenzione di rivedere e riorganizzare la stampa italiana all’estero, è ancora un obiettivo in agenda? E in che modo intende muoversi?

Certo è uno degli obiettivi e dei punti che ho promesso alla nostra categoria e soprattutto alla stampa italiana all’estero di dare maggiori risorse. Però a Roma non è come nelle nostre ripartizioni per cui le cose non vanno nella velocità in cui noi vorremo che si svolgessero. Io ho presentato un emendamento anche in questa Finanziaria, però se verrà blindata, e lo sapremo fra qualche giorno, la risposta sarà negativa e bisognerà aspettare o le mille proroghe o prossimamente. E’ la seconda volta che presento l’emendamento, io ci tengo veramente che si prosegua questa richiesta per dare maggiori risorse alla stampa italiana all’estero.

E i suoi colleghi eletti all’estero supportano questa sua richiesta o la sua è una battaglia solitaria?

Non è solitaria, però c’è qualche collega che non è tanto d’accordo nell’incrementare le risorse, perché dicono che sarebbe meglio procedere prima a rivedere tutto il sistema della stampa. Io non entro nel merito, però c’è una carenza di risorse da qualche anno fa, io dico intanto aumentiamo le risorse perché così si dà la possibilità anche di poter lavorare meglio, dopo di che ci sediamo anche con la Fusie e la Presidenza del consiglio, da cui noi dipendiamo, nel dipartimento dell’editoria e si farà quello che si deve fare. Ma per me sono due cose diverse, è importante dare maggiori risorse. (Francesca Toscano-www.italiachiamaitalia.com/Inform)

 

 


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