INFORM - N. 203 - 3 novembre 2009


ANGOLA

Ponte aereo dell’Unhcr per i rifugiati espulsi

 

GINEVRA – Un ponte aereo dell’Unhcr dal Sud Africa all’Angola  con aiuti di emergenza per le decine di migliaia di angolani espulsi dalla Repubblica Democratica del Congo lo scorso mese.  Un Boeing 747, partito da Johannesburg, è arrivato nella capitale angolana Luanda nella serata di sabato - informa L’Alto commissariato Onu per i Rifugiati - con 2.250 tende, 5.000 materassini e 4.000 coperte, oltre a un magazzino prefabbricato.

Le scorte sono state recuperate dalle riserve regionali dell’Unhcr a Durban in seguito alla richiesta del governo angolano. A Luanda gli aiuti sono stati immediatamente caricati su aerei militari angolani per essere trasportati nelle province di Uige e Zaire, nell’Angola settentrionale al confine con la Repubblica Democratica del Congo.

Secondo le autorità, gli angolani espulsi, più quelli che sono tornati volontariamente in seguito all’ondata di espulsioni, hanno attualmente raggiunto il totale di 50.000 persone. Molti degli espulsi godevano dello status di rifugiato nella Repubblica Democratica del  Congo. A parecchi – riferisce l’Unhcr - non è neanche stata data la possibilità di prendere i propri effetti personali prima di essere costretti a tornare in Angola.

Gli espulsi vivono attualmente in condizioni molto difficili. L’Unhcr ha visitato la scorsa settimana la città di Kitumu, nella provincia di Uige, dove circa 500 persone dormivano sul pavimento di cemento di un vecchio edificio scolastico senza materassi né materassini. Lo stress a cui sono sottoposti i rimpatriati è ulteriormente aggravato perché molti sono stati separati dalle famiglie durante le espulsioni. Quando tre settimane fa l’Unhcr ha visitato l’area di Mbaza Congo,

nella provincia di Zaire, ha appurato che ci sono circa 30.000 rimpatriati forzati che hanno bisogno di alloggio, acqua, medicinali e cibo. Sono stati distribuiti loro coperte e sapone presi dalle scorte di Luanda e per fornire ulteriori aiuti l’Unhcr sta lavorando con altre agenzie Onu in Angola, l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, la Croce Rossa nazionale e varie organizzazioni non governative.

Prima di queste espulsioni, l’Unhcr stava già lavorando per preparare il rimpatrio degli angolani che ne avevano fatto richiesta. Ora si spera in un’immediata collaborazione con i governi dell’Angola e della Repubblica Democratica del Congo per organizzare un programma che consenta il dignitoso rimpatrio dei rifugiati angolani nel loro Paese. Alla fine di settembre c’erano ancora 111.000 rifugiati registrati nella Repubblica Democratica del  Congo e altri 40.000 tra Zambia, Sudafrica, Repubblica del Congo e Namibia. (Inform)

 

 

 


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