INFORM - N. 203 - 3 novembre 2009


PATRONATI

Bruzzese (Inca Argentina) chiede la sanatoria per gli indebiti Inps ai pensionati italiani all’estero

Seminario promosso dall´Inca nazionale a Rio de Janeiro su nuove e vecchie migrazioni

 

BUENOS AIRES - Sono migliaia i pensionati italiani ai quali l´Inps chiede di restituire somme “indebitamente” percepite. Cosa fare in questi casi?  Antonio Bruzzese, presidente di Inca Argentina, chiede nel corso di una intervista al Parlamento italiano di approvare al più presto una sanatoria che definisce “opportuna e doverosa, perché gli indebiti si sono formati a causa del particolare procedimento di accertamento della condizione reddituale del pensionato, adottato dagli enti previdenziali, che spesso risulta intempestivo e alle volte anche errato”.

Nelle precedente legislatura  - ricorda ancora Bruzzese - erano stati presentati in Parlamento disegni di legge ed emendamenti alle leggi finanziarie  finalizzati a sanare situazioni debitorie nei confronti di soggetti residenti all´estero, che avevano percepito indebitamente (ma senza dolo) prestazioni a carico dell´Inps.

Il presidente dell’Inca Argentina  si sofferma anche sul “ridimensionamento delle politiche migratorie” determinato dagli ulteriori tagli della Finanziaria 2010 alle risorse stanziate per gli italiani all’estero nello stato di previsione del Mae. “Le risorse - afferma - subiscono un taglio di 23 milioni di euro rispetto all’anno scorso”, ricordando tra l’altro che “la riduzione più corposa riguarda l´assistenza diretta, i cui stanziamenti passano dai 28 milioni di euro assegnati dal governo Prodi, ai 10 milioni  della Finanziaria dell´anno scorso, poi riportati a 16 milioni durante l´anno e ora a 10 milioni”.

L’Italia, grazie ai Patronati, era riuscita a garantire all´emigrazione un livello di tutela normativa con una serie di convenzioni bilaterali. Cosa succede adesso? “Il problema - risponde Bruzzese - é che sul fronte delle convenzioni bilaterali, da anni si intraprendono trattative per rinnovi e revisioni, ma nulla si concretizza. La nuova convenzione con il Cile, già firmata dalle autorità competenti e approvata dal Parlamento cileno, è ferma inspiegabilmente al Parlamento italiano; gli italiani in Cile, Perù, Messico, Ecuador e in altri Paesi dell’America Latina non hanno mai potuto beneficiare di un accordo di sicurezza sociale; la revisione di alcune vecchie convenzioni bilaterali come quelle con il Canada (accordo già firmato), gli Stati Uniti, l´Argentina ed il Brasile, è stata sospesa indefinitamente per il disinteresse dei Governi, dei Parlamenti e delle istituzioni competenti”.

Bruzzese ricorda infine che “in questi giorni è in corso di svolgimento a Rio de Janeiro il seminario promosso dall´Inca nazionale, riservato a tutte le sedi Inca in America Latina, sulle nuove e vecchie migrazioni. E’ un´occasione importante - conclude - per affrontare i nuovi fenomeni migratori, adeguando strumenti e azioni del Patronato” (Inform)

 

 


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