PATRONATI
Bruzzese (Inca Argentina) chiede la sanatoria per gli
indebiti Inps ai pensionati italiani all’estero
Seminario promosso dall´Inca nazionale a Rio de Janeiro
su nuove e vecchie migrazioni
BUENOS AIRES - Sono migliaia i pensionati italiani ai
quali l´Inps chiede di restituire somme “indebitamente” percepite. Cosa fare in
questi casi? Antonio Bruzzese, presidente di Inca Argentina, chiede nel
corso di una intervista al Parlamento italiano di approvare al più presto una
sanatoria che definisce “opportuna e doverosa, perché gli indebiti si sono formati
a causa del particolare procedimento di accertamento della condizione reddituale
del pensionato, adottato dagli enti previdenziali, che spesso risulta intempestivo
e alle volte anche errato”.
Nelle precedente legislatura - ricorda ancora Bruzzese
- erano stati presentati in Parlamento disegni di legge ed emendamenti alle leggi
finanziarie finalizzati a sanare situazioni debitorie nei confronti di soggetti
residenti all´estero, che avevano percepito indebitamente (ma senza dolo) prestazioni
a carico dell´Inps.
Il presidente dell’Inca Argentina si sofferma anche
sul “ridimensionamento delle politiche migratorie” determinato dagli ulteriori
tagli della Finanziaria 2010 alle risorse stanziate per gli italiani all’estero
nello stato di previsione del Mae. “Le risorse - afferma - subiscono un taglio
di 23 milioni di euro rispetto all’anno scorso”, ricordando tra l’altro che “la
riduzione più corposa riguarda l´assistenza diretta, i cui stanziamenti passano
dai 28 milioni di euro assegnati dal governo Prodi, ai 10 milioni della
Finanziaria dell´anno scorso, poi riportati a 16 milioni durante l´anno e ora
a 10 milioni”.
L’Italia, grazie ai Patronati, era riuscita a garantire
all´emigrazione un livello di tutela normativa con una serie di convenzioni bilaterali.
Cosa succede adesso? “Il problema - risponde Bruzzese - é che sul fronte delle
convenzioni bilaterali, da anni si intraprendono trattative per rinnovi e revisioni,
ma nulla si concretizza. La nuova convenzione con il Cile, già firmata dalle autorità
competenti e approvata dal Parlamento cileno, è ferma inspiegabilmente al Parlamento
italiano; gli italiani in Cile, Perù, Messico, Ecuador e in altri Paesi dell’America
Latina non hanno mai potuto beneficiare di un accordo di sicurezza sociale; la
revisione di alcune vecchie convenzioni bilaterali come quelle con il Canada (accordo
già firmato), gli Stati Uniti, l´Argentina ed il Brasile, è stata sospesa indefinitamente
per il disinteresse dei Governi, dei Parlamenti e delle istituzioni competenti”.
Bruzzese ricorda infine che “in questi giorni è in corso
di svolgimento a Rio de Janeiro il seminario promosso dall´Inca nazionale, riservato
a tutte le sedi Inca in America Latina, sulle nuove e vecchie migrazioni. E’ un´occasione
importante - conclude - per affrontare i nuovi fenomeni migratori, adeguando strumenti
e azioni del Patronato” (