INFORM - N. 203 - 3 novembre 2009


PARTITI

Da “L’Italiano”

Le precisazioni di Aldo Di Biagio sulla campagna di tesseramento del PdL all’estero

 

ROMA - Da una settimana è partita ufficialmente la campagna di tesseramento del PdL all’estero, con le novità e l’attivismo che un percorso innovativo come quello che il Popolo della Libertà sta costruendo, può tracciare.

Con soddisfazione ho potuto cogliere l’entusiasmo e la voglia di partecipare dei tanti nostri referenti ed amici che sul territorio stanno dimostrando, coinvolgendo nuovi iscritti facendo conoscere il partito e le linee guida di questo nelle comunità italiane. Come ogni realtà nuova ed ambiziosa e soprattutto complessa, non sono mancate criticità soprattutto nella gestione del programma di inserimento dati e di iscrizione, presente sullo stesso sito del partito nel settore adesioni.

Ho trasmesso ai tanti simpatizzanti e non una nota in cui informavo delle procedure di adesione ed iscrizione al partito, specificando le modalità di pagamento e suggerendo le tipologie di approccio al sito e alle informazioni in esso contenute. Molti amici e nuovi iscritti hanno provveduto repentinamente a segnalare, come avevo suggerito nella nota informativa, al settore italiani nel mondo e a quello adesioni le eventuali irregolarità e complessità registrate durante la procedura di iscrizione.

Come in ogni progetto pioneristico che non manca di piccole imperfezioni gestionali ed organizzative che sono ben poca cosa rispetto all’ambiziosa mission che lo caratterizza, non mancano voci fuori dal coro che evidenziano le suddette criticità additandole come presunta ed amplificata mancanza di capacità da parte dei Responsabili di settore. Un po’ troppo, viene da dire ma è pur vero che un responsabile di settore, in questo caso uno dei più complessi da gestione, come quello Italiani nel Mondo del più grande partito italiano, non può soffermarsi a rispondere o controbattere a riflessioni da parte di alcuni referenti che con queste sembrano evidenziare a spada tratta il loro completo e consapevole scollamento dal partito e dalla realtà politica tutta.

Non posso non notare, ed insieme a me molti amici oltre che colleghi, che questo momento di massima attenzione da parte delle comunità italiane all’estero appare essere un cornice ideale di chi ha smanie di protagonismo e darebbe tutto per apparire in prima pagina su giornali online o su agenzie di settore, anche perché la gente ha bisogno di informazioni di chiarimenti e potrebbe facilmente essere confusa da affermazioni che, purtroppo, hanno poco a che vedere con la realtà delle cose.

Come ho avuto modo di evidenziare in più comunicazioni, questa definizione del partito all’estero che insieme a chi ci crede sto portando avanti in questi giorni, rappresenta un momento storico, ambizioso al quale bisogna guardare con fiducia e con ammirazione poiché dopo tanto lavoro e richieste siamo un vero e proprio partito, con una tessera e con un programma.

Sicuramente le difficoltà ci sono, io stesso non perdo occasione nell’evidenziarle poiché mi ritrovo a lavorare da solo, senza una segreteria politica di riferimento ma è sembra chiaro a tutti, nonostante le criticità gestionali, i risultati sono oggettivi e palpabili e lo saranno ogni giorno di più e voglio ringraziare chi realmente ci crede per aver permesso questo.

Il lavoro che si mi si dipana davanti è complesso e chi mi conosce sa bene che lo faccio con entusiasmo e con concretezza, ragion per cui accolgo con perplessità le rimostranze espresse da taluni italiani all’estero che magari dinanzi ad un mancato riscontro, o all’impossibilità da parte mia di rispondere semplicemente al telefono, decidono di buttare giù articoletti di poco conto per manifestare il loro disappunto.

Basta con le prime donne, con la ricerca della gloria e della pubblicità. Direi che è il momento di cambiare pagina, di agire da politici e comportarsi da politici.

E’ venuto realmente il momento di chiudere la porta al modo di vivere l’emigrazione e l’essere italiano all’estero vecchio stampo, ma di individuare un nuovo modo di fare politica, basato sull’ attivismo e sulla positività.

Bisogna rendersi conto che con un adeguato programma di attività, con il coinvolgimento di sempre più tesserati sarà possibile rafforzare il nostro partito all’estero: per essere parte attiva della struttura di partito centrale è necessario rafforzarne la struttura a livello orizzontale e di questo dobbiamo essere tutti consapevoli.

Con l’iscrizione non siete chiamati a pagare un dazio a Roma, come qualcuno ha voluto farvi credere, ma con quel gettone dato al partito dovete essere coscienti del fatto che state cementando un legame forte con il Popolo della Libertà, con un partito in cui avete deciso di credere a fine Marzo durante il congresso.

Roma non impone nulla, non vi chiede di mettere mano al portafoglio per puro spirito di obbedienza o per esigenze di cassa, ma solo ed esclusivamente per dare dimostrazione di essere un partito e non una associazione, e di questo bisogna rallegrarsi, sotto il profilo storico e politico.

Il sincero invito che rivolgo a Voi è quello di continuare a credere in questo progetto e di essere parte attiva creando le basi di questo all’estero, per poter essere un forza nell’immediato futuro: non cadete nelle trappole che referenti pseudo-provocatori intendono tracciare in questo percorso, anche perché appare chiaro che molti di questi non hanno pienamente coscienza di quello che dicono.

Prima di scrivere, additare questo o quell’altro, leggete ed informatevi. Stiamo costruendo un partito, siate consapevoli solo di questo e siate parte attiva di questa ambizione. (Aldo Di Biagio*/L’Italiano del 3.11.2009)

* Responsabile PdL per gli Italiani nel mondo

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